Prima della morte. La liberazione.

Ma (c'è ancora un ma) mi aspetta ancora un lavoro da fare, c'è ancora un'opera da compiere, un servizio urgente e delicato da prestare. C'è una povera ragazza tormentata dal rimpianto in­consolabile per la perdita inaccettata del giovane marito, amato sino alla follia; il demone subdolo dell'amore possessivo, dell'e- rotismo passionale, ossessivo, insaziabile, onnipresente, improv­viso tormenta la sua povera anima. Il padre, compagno ammiraglio, impotente e incapace di altri rimedi oltre quelli approntati dal­la scienza moderna, si decide controvoglia a portare la figlia a­mata da questi monaci lontani che -dicono- curano i pazzi…

"Certa specie di demòni non si scacciano, se non con la preghiera" (Mc.9,29). Facendo il verso agli uccelli, imitandone il richiamo amoroso, la "bestia" ("E vidi venire dal mare una be­stia…" Ap.13,1) viene attirata sull'isola, abbocca all'amo, risponde al richiamo. E viene costretta -suo malgrado- a prega­re, ad accettare la liberazione insperata operata da Cristo su1 le sue povere creature, fatte "a sua immagine e somiglianza", profondamente umiliate e intimamente offese. Il risveglio è si­mile a un parto… La verità dell'intera vicenda umana del no­stro eroe viene a galla, riemerge dalle profondità del mare che l'aveva celata e nascosta per così tanti anni.

Ora sì che giunge a conclusione l'ascetico agone del nostro jurodivi:

"Voi siete il sale della terra, la luce del mondo" (Mt.5,13).
"Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare"(Mt.13,47).
"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli" (Mt.5,16).
"Vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l’ora" (Mt.25 ,13).
Vieni, servo buono e fedele; tu sei stato fedele nel poco; ti darò autorità su molto" (Mt.25,2l).
"In pace mi corico e subito mi addormento…" (Slm.4,9).

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