da una serata sul “Secolo d’argento”

di Alexandra Voitenko

I contemporanei lo chiamavano “il genio”. Lo paragonavano all’autore del “Canto della schiera di Igor”. Lo chiamavano “Velimir”, “il padrone del mondo”,  nome d’arte, e tanti erano convinti che fosse il suo vero nome. Gli stava bene questo nome pagano. 
Alto, un po’ curvo, il profilo aquilino, lunghi occhi azzurri, la fronte alta, una piccola bocca ogni tanto toccata dall’accenno di un sorriso (Chlebnikov non rideva mai).Un’immagine piena di misteri, sorprese e miracoli.

Chlebnikov fu  poeta e filosofo. Fu uno scienziato che andava alla ricerca delle leggi della nuova umanità. I suoi manifesti segnarono il cammino solenne del futurismo russo. Si può giudicare il futurismo dalle poesie di altri poeti, ma credere al futurismo si può solo dopo aver letto le creazioni di Chlebnikov.  


Egli non viveva né nel passato, né nel presente, né nel futuro. Chlebnikov esisteva fuori dal tempo. Non possedeva nulla: né una casa, né una famiglia, né un lavoro; né una bella scrivania dove scrivere i versi. Spesso non aveva neanche i vestiti e da mangiare. I suoi amici lo sostenevano, procurandogli delle traduzioni, delle pubblicazioni, e anche  vestiti e soldi.

 

La sua poesia fu battezzata “Zaum’”, “oltre la ragione”. Si diceva che inventava le parole. Non è così. Lui non inventò nulla; lui scoprì. Perché l’inventore crea le cose che non esistono, lo scopritore apre allo sguardo della gente le cose che sono esistite da sempre. I talenti inventano, i geni scoprono. Chlebnikov non inventava le parole; Chlebnikov ci ha aperto gli occhi su lati della lingua di cui sconoscevamo l’esistenza:

 

Oh, mettetevi a ridere, ridoni!

Oh, sorridete ridoni!

Che ridono di risa,

Che ridacchiano ridevoli,

Oh, sorridete ridellescamente!

Oh, dell’irriditrici surrusorie

-          il riso di riduli ridoni.

Oh, rideggia, ridicolo

Riso di ridanciani surridevoli!

Risibile, risibile!

Ridifica, deridi, riduncoli, riduncoli,

Ridaccoli, ridaccoli!

Oh, mettetevi a ridere, ridoni!

Oh, sorridete, ridoni!

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28 giugno 1922, alle undici Chlebnikov muore in un villaggio sperduto nella regione di Novgorod. La sua tomba in un angolo del cimitero locale, tra un pino e un abete, ha una piccola lapide con la scritta:

“Il presidente del globo terrestre, Velimir Chlebnikov”

 


 

О, рассмейтесь, смехачи!

О, засмейтесь, смехачи!

Что смеются смехами, что смеянствуют смеяльно,

О, засмейтесь усмеяльно!

О, рассмешищ надсмеяльных – смех усмейных смехачей!

О, иссмейся рассмеяльно, смех надсмейных смеячей!

Смейво, смейво,

Усмей, осмей, смешики, смешики,

Смеюнчики, смеюнчики.

О, рассмейтесь, смехачи!

О, засмейтесь, смехачи!