Un bagno... nella tradizione russa PDF Stampa E-mail
Scritto da Ljuda Korotkova   
Venerdì 24 Dicembre 2004 12:27

L'Oriente è mobile. Se stai a Mosca sono Oriente la Cina e il Giappone; se ti trovi a Roma o a Londra, allora anche la Russia diventa Oriente a pieno titolo. Tra gli usi e costumi che apparentano la Russia all'Oriente, uno dei più tipici è quello del cosiddetto "bagno a vapore". Per i russi la frequentazione del bagno a vapore è una festa, una sorta di mitico ritorno alle origini, una concreta ed al contempo metaforica reimmersione nei più profondi recessi della civiltà contadina...

09.jpg (99799 bytes)Provate innanzitutto ad immaginarvi un villaggio, un fazzoletto di poche case nel cuore stesso   della Russia. E' inverno. La temperatura, come a tutti noto, scende a -20, anche -30°.
Ai quattro punti cardinali, distese innevate a perdita d'occhio e nient'altro...
E là non vi sono teatri e discoteche, nè supermercati o palestre; e neppure caffè o ristoranti nei quali ammazzare il tempo durante un interminabile sabato sera invernale...

Ma vi è in quel paesino una cosa che comprende e sostituisce largamente tutte le altre:   ed è, per l'appunto, il

bagno a vapore.

Di solito nelle campagne esso non è niente più di una modesta costruzione in legno situata in fondo al cortile, nel giardino, o nei pressi della casa ove si abita.
Dato il clima rigido che caratterizza la Russia, il bagno a vapore è per noi davvero una pratica fra le più amate, un'autentica istituzione. Difatti, la gente va appositamente nei villaggi per fare le sue abluzioni in un autentico bagno a vapore campagnolo: una delizia che in città non ci si può permettere. Naturalmente nelle metropoli si possono trovare grandi e moderne sale da bagno per tutti i gusti e per tutte le esigenze... ma il bagno a vapore in campagna è un'altra cosa, non ci sono paragoni!

Così, abbiamo deciso di provare anche noi...

Ci eravamo messe d'accordo con le nostre amiche. Irina (una graziosa trentenne) avrebbe chiesto ad alcune donne del villaggio di condividere con noi il rito ancestrale del bagno: in tal modo esse avrebbero potuto rivelarci tutti i segreti del lavacro eseguito secondo i canoni della tradizione...
"Bene!" ho aderito con entusiasmo. "Così impareremo qualcosa". E ho aggiunto scherzando: "E poi, come ognun ben sa, dalle vostre parti le donne di media bellezza non esistono... Dipenderà forse  dall'aria buona della campagna, ma...siete tutte così leggiadre che sembrate uscite dalle tele di un Kustodiev (*)!". Irina ci ha pensato su un attimo e, ricordando un famoso dipinto dell'artista, ha confermato col sorriso sulle labbra: "Sì, è proprio vero: ognuna di noi è una specie di Venere russa!".

Così, ci siamo date appuntamento per le tre del  sabato successivo...

Quando ci si appresta a compiere una specie di rito magico, anche la meteorologia  si carica di valenze simboliche, e una giornata climaticamente buona assume il significato di un auspicio favorevole...
Per l'appunto! Fin dal mattino ci accompagna il sole, un' accecante luce invernale. La temperatura è rigida: 16° sotto zero. La neve scrocchia sotto i piedi e riverbera al sole... A farla breve, una meraviglia: l'autentico inverno russo nella sua espressione migliore!

Ci vogliono quaranta minuti per raggiungere il villaggio. Arriviamo un po' in anticipo sui tempi concordati e attendiamo in casa le persone con le quali ci dovremo incontrare... Le donne del paese, Ljuba e Valentina, si presentano alle tre in punto, come stabilito.

Dunque sul serio la cerimonia sta per avere inizio...

08.jpg (247948 bytes)Irina provvede a consegnarci i bacili nonché i fasci di rami di betulla. Vi sono due modi per arrivare al bagno: senza uscire dalla casa, percorrendo un cortile chiuso; oppure facendo un giro di qualche decina di metri ai margini del villaggio. Noi si opta per quest'ultima possibilità, e così faccio in tempo a fotograre una parte della pittoresca processione, bacinelle e rami di betulla compresi...
Adesso facciamo il nostro ingresso in un comodo vestibolo. Tutt'attorno, stuoie intessute a mano, su un tavolino il samovar con una piccola teiera. Mentre le donne cominciano a spogliarsi, decido di esplorare un po' i dintorni: non mi reco spesso in campagna, e ho voglia di osservare tutto nei minimi particolari...
Questa specie di stalla o cortile coperto è la parte di casa che, a differenza di quella in cui si abita, non viene riscaldata. Qui si tengono gli animali domestici: maiali, galline, magari una mucca... Nella stalla della donna che ci ospita, per esempio, vi sono due graziosi e buffi maialini.

Dirimpetto sta la catasta del legname. Solitamente la casa viene riscaldata a gas, ma il bagno a vapore si scalda a legna. Si fa un'abbondante provvista di legname in autunno (deve durare per tutto il lunghissimo inverno!); lo si sega e lo si  sistema con cura: se ne fa una catasta, per l'appunto.
Mentre mi metto a mio agio, ecco che già le donne stanno per intraprendere il lavacro rituale. Entrano nella stanza da bagno vera e propria. Dal vestibolo, nonostante la porta chiusa, si possono agevolmente udire le loro voci sonore, le risate...

Socchiudo la porta, faccio capolino: vorrei provare a scattare qualche fotografia ma... niente da fare!  Di colpo mi trovo letteralmente avvolta in una nuvola di vapore caldissimo. La stufa è ardente e  le donne - sembran quasi diavolesse! - infittiscono le brume versando  acqua sui mattoni arroventati. Tutto pare scomparire nelle nebbie e nei vapori...
Debbo momentaneamente accantonare il proposito di immortalare la scena con la macchina fotografica: l'obiettivo è infatti inesorabilmente appannato, l'apparecchio gronda umidità. Depongo il tutto nel vestibolo ad asciugare, mi svesto e mi unisco anch'io al gruppo delle sacerdotesse vagolanti nella nebbia...

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La stanza da bagno è un ambiente di non grandi dimensioni con una sola finestrella. Nei pressi, la stufa in mattoni con l'apertura metallica. Di lato, il rubinetto dal quale si versa l'acqua bollente (scaldata sulla stufa stessa). Lungo le pareti della stanza, bidoni pieni d'acqua fredda tirata su dal pozzo e alcune panchettine col necéssaire per il bagno. Il pavimento in legno non è verniciato ma ci si cammina bene, senza scivolare: è tiepido, le assi sono uniformi e lisce. Inoltre il bagno è dotato dell'indispensabile tappetino su cui sdraiarsi per meglio sopportare i vapori e rendere più agevole il "trattamento" con i rami di betulla. E' curioso notare che il principio su cui si basa il riscaldamento del bagno nelle saune russe è analogo a quello adottato nell'antica Roma: la stufa in un angolo con la griglia in bronzo, le pietre sui carboni ardenti... Confesso che fatico un po' ad immaginarmi il senatore romano che suda alle terme esattamente come il contadino russo nel suo bagno a vapore. Eppure, a ben pensare, il corpo del senatore e quello del contadino erano ugualmente indifesi di fronte alla forze primordiali della natura: e forse in questo risiede un messaggio filosofico che non perde mai d'attualità.

Le donne di campagna conoscono sin nei dettagli i segreti del bagno a vapore, e mi rivelano che all'inizio dell'abluzione occorre rovesciarsi addosso dell'acqua caldissima. Infatti Valentina la versa dentro la bacinella, diluendola con mestolate di acqua fredda tratta dai bidoni. Le suggerisco di iniziare da se medesima: lei si rovescia addosso una parte dell'acqua, quella che rimane la versa su di me. Ed è a questo punto che si può udire il mio grido disperato: "Dio, ma è bollente!...". "Ma no che non lo è!" obietta la Venere di Kustodiev. "E adesso sdraiati: ti andiamo a fustigare". Decido di non opporre resistenza e mi sistemo docilmente sulla copertina...

Un altro paio di mestoli d'acqua sui mattoni roventi, e dinuovo ci si trova immersi fra i vapori. I fumi si sollevano nell'aria per poi ridiscendere lentamente. Diciamocela tutta: è una goduria bella e buona...
A questo punto la mano robusta di Valja afferra un fascio di rami di betulla e prende, dapprima piano e poi con sempre maggior forza, a battermi la schiena, le gambe, i talloni, le braccia. E' davvero una sensazione gradevole. Una sorta di languore piacevolissimo si spande per tutto il corpo...

Forse non è un caso se il grande scrittore russo Lev Nikolaevic Tolstoj ha sentenziato: "Tra i piaceri del corpo, il bagno col vapore viene subito dopo l'amore". Il sentore delle foglie di betulla, il legno impregnato d'umidità, certe erbe di campo unite all'acqua gettata sui mattoni ardenti, le volute di vapore che si raffreddano un po' alla volta scendendo dal soffitto sino al pavimento, la gradevole voce di Valja che esclama: " Che bello! Oh, come è bello!"... tutto questo agisce su di me in una maniera incredibilmente distensiva.

Dopo un massaggio praticato con rami di betulla capita a volte che delle foglioline verdi, staccatesi dalle fronde, rimangano  per un po' attaccate alla pelle. E come vezzi adornino le parti alte e basse dei corpi femminili che si son sottoposti al lavacro, sani corpi di donne dall'incarnato rosa che adesso il vapore fa tendere verso il rosso...
Viene il momento di alzarsi dalla stuoia: ma senza fretta, con cautela, per evitare di prendersi un capogiro. Dopodiché ci si deve versare addosso una bacinella di acqua fredda, acqua di pozzo pulita e trasparente. Acqua lustrale, signori miei...

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A questo punto può accadere che un cultore appassionato della sauna russa corra via improvvisamente dalle brume fumiganti e dal caldo quasi irrespirabile della sala da bagno per tuffarsi senza esitazioni nella neve candida ed ancora intatta. Per amor dell'arte anche le nostre amiche sarebbero disposte a gettarsi su un bel montarozzo di neve, ma la carismatica sacerdotessa Irina si oppone: "Non si deve, qualcuno ci potrebbe vedere. E chissà cosa penserebbero di noi!...".

C'è da dire che in campagna la gente dà parecchio peso all'opinione degli altri in genere e dei vicini di casa in particolare. Il paese è piccolo, esiguo il numero degli abitanti (quasi tutti sono contadini): e non vi è nulla di più importante della considerazione in cui si è tenuti dal resto del villaggio. Così, da queste parti i comportamenti eccentrici sono un'autentica rarità...
Agli uomini può capitare di uscire di corsa dal bagno e di buttarsi nella neve senza che questo sollevi particolari critiche. Che lo facciano le donne però non sta bene, peggio ancora se qualcuno le fotografa mentre lo fanno. Così, dobbiamo a malincuore rinunciare all'audace progetto e anch'io non me la sento più di provare, perlomeno non da sola... Ci si limita a portare dentro il bagno un bacile colmo di neve con cui ci soffreghiamo vigorosamente a vicenda.

E' il momento di rientrare nel bagno. Ci riscaldiamo, ci aspergiamo in fretta con acqua tiepida e ritorniamo nel vestibolo a riposar le piacevolmente stanche membra... La cerimonia peraltro non può considerarsi conclusa fino a che non ci si sia sedute sul divanetto nel fresco antibagno, lontano dai vapori ardenti, a berci un thè e a chiacchierare amabilmente tutte assieme...01.jpg (57785 bytes)

L'umore è davvero eccellente, si versa il thè dentro i bicchieri. Un meraviglioso thè bollito nel samovar assieme con erbe officinali raccolte durante l'estate dalle stesse donne che stanno portando a termine l'antico rito russo del bagno a vapore: ed hanno gentilmente accettato di condividerlo con noi. Ecco l'attimo giusto per scattare qualche fotografia! Volti che sorridono di sorrisi autentici, non ad uso del fotografo. Sorrisi che vengon da dentro, dall'intimo benessere che invariabilmente si prova dopo un bagno a vapore, e che emerge alla superficie, fin sulle labbra delle persone...

Appena ci siamo sedute, avvolte nei nostri lenzuoli, ho cominciato ad esaminare la mia pelle. Particelle di cute si andavano compattando per poi staccarsi in forma di minuscole palline: era come se la pelle si depurasse da sola.
Quando s'è accorta che mi guardavo, Valentina ha dato la sua spiegazione: "Il karma negativo toglie il disturbo e se ne va... Mia nonna diceva che col bagno esce tutto il brutto che c'è nella persona. E dopo il bagno a vapore la cute ritorna ad essere morbida, liscia, sembra quasi seta. Domattina al risveglio ti sentirai un'altra, come se fossi rinata, ringiovanita di almeno dieci anni".

E adesso, l'ultima parte della cerimonia. Bisogna togliersi di dosso tutte le impurità, così come si conviene. Rientriamo dunque per l'ennesima volta... Guardo Irina che sta seduta  sul pavimento e inizia lentamente a detergersi con una spugna insaponata. Peccato che la macchina fotografica sia rimasta nel vestibolo... Era un'immagine fascinosa, degna di essere immortalata dal pennello di un grande artista. Eccola lì, l'autentica Venere russa! Una donna avvenente con la schiena insaponata, una rustica e pittoresca sala da bagno, sullo sfondo una stufa coi ciocchi di legno ancora ardenti e i recipienti per l'acqua... Una donna accoccolata su un nudo pavimento in legno, i semplici  e ad un tempo eleganti movimenti delle sue mani e delle sue braccia, la pelle che riluce sotto la carezza dell'acqua, i lunghi capelli color dell'oro scompigliati sulle spalle.

Detto per inciso, in campagna dopo il bagno i capelli vengono a volte risciacquati con il kvas. Ed è precisamente per questo che adesso Valentina si  presenta a noi con un bicchiere di kvas in mano. Si tratta di una tipica bevanda russa a base di pane raffermo e lievito. Si dice che  in cotal guisa i capelli divengano incredibilmente soffici e vaporosi...

06.jpg (83491 bytes)Adesso le donne escono dal bagno in fila indiana mentre Valentina ed io, sedute sulla stuoia, continuiamo a chiacchierare... 
Valentina ha vissuto tutta la sua vita in questo paesino, lavora come maestra nella scuola locale. Rievoca la sua infanzia, ricorda come si facevano il bagno. E racconta: "Eravamo parecchi figli, i primi a lavarsi erano i più grandi. In seguito mia madre lavava i più piccoli, uno dopo l'altro. Alla fine era stanchissima, quasi le mancavano le forze. Dopo il bagno bisognava ancora lavare la biancheria, il che significava correre al fiume, immergerla dentro un buco praticato nell'acqua ghiacciata e infine stenderla in cortile. Rammento che quando mamma la riportava in casa, nelle stanze si spandeva un profumo meraviglioso, un sentore di pulito, di fresco, di gelo...

Una volta il bagno a vapore era un po' il sostituto delle medicine. Se una persona si prendeva qualche malanno, l'accompagnavano subito a farsi un bel bagno. Nel bagno a vapore si partoriva persino: qui era più facile mettere al mondo un figlio perché il corpo sudava, si ammorbidiva e diventava maggiormente elastico, più duttile ai movimenti del parto."
La gente di campagna nutre ancora una fiducia inossidabile nelle proprietà terapeutiche del bagno a vapore, e bisogna dire che tali effetti miracolosi sono stati ampiamente dimostrati nel corso di parecchie generazioni.

Anche in questo caso il primo paragone che viene in mente è quello con l'antica Roma, dove le terme erano considerate luogo di cura per eccellenza e la sauna un mezzo per combattere parecchie patologie. Si pensi che il famoso medico Asclepiade (128-56 a.C.) veniva addirittura soprannominato "il bagnante" a causa della sua propensione a curare i malanni più svariati proprio con l'acqua e i bagni di vapore. Egli era convinto che la pulizia del corpo, una ragionevole dose di ginnastica, l'abbondante sudorazione che si ottiene con la sauna, il massaggio, una dieta intelligente e passeggiate all'aria aperta fossero altrettanti rimedi contro le malattie... Il contadino del più sperduto villaggio della Russia profonda è dunque sempre e precisamente vissuto secondo le prescrizioni del famoso medico antico greco. La sua ginnastica e le sue "passeggiate" erano e sono i lavori nei campi; il semplice cibo campagnolo, la sua dieta.

Alla fine, anche Valentina ed io dobbiamo uscire, sebbene a malincuore. Ci rivestiamo senza fretta, il corpo è pervaso da una piacevole spossatezza. Il bagno a vapore riesce ad eliminare l'affaticamento che poco a poco s'accumula in noi durante la settimana lavorativa. Ecco ancora le parole della saggia Valentina: "Questa è una stanchezza diversa da quella che si prova sul lavoro. Quando raccogli le patate o sarchi il tuo pezzo d'orto senti proprio la fatica nelle gambe, ti fa male tutto il corpo, la testa gira storto e non provi alcuna sensazione di benessere, solo quella sgradevole pesantezza che deriva dal lavoro fisico, specie se si tratta di un lavoro duro. Dopo il bagno col vapore invece la testa è lucida, il corpo leggero e l'anima lieta... Arrivati a questo punto, cosa ne diresti di berci un thé o anche... qualcosa di più forte?".

05.jpg (81577 bytes)Così, entriamo in casa. In cucina il tavolo è apparecchiato: il samovar, qualche semplice antipastino di campagna, cetrioli marinati, cavolo, tre tipi di funghetti, patate lesse, salame come d'uso, carni fredde.
Le donne sono già sedute a tavola: rosse in viso, come ringiovanite, distese e sorridenti. Quella che ci ha ospitate per la sacra abluzione si rivolge a me e domanda  con voce sonora e convinta: "Ljudmila, che cosa vuoi bere? Vodka oppure... " (qui il tono s'affievolisce un attimo, una piccola pausa prima di terminare la frase) "... oppure vodka?". Penso proprio che sceglierò la vodka. E così ci facciamo un bicchierino...

Valentina ora ci domanda se entrando in paese abbiamo notato la chiesa. "E' dedicata a San Nicola Taumaturgo. D'estate spesso padre Nikolaj viene in vacanza qui da Parigi. Gli piacciono sia il nostro villaggio che la chiesetta". Beh, dopo un bagno come quello che abbiamo preso, non ci si stupisce più di nulla. In fondo questi sono luoghi di grande bellezza, il bagno è meraviglioso, non è poi così strano che qualcuno voglia arrivare sin qui... anche da Parigi!

E Valentina prosegue: "Lui ama andar per funghi, qui ce n'è in abbondanza...Viene anche a raccogliere le erbe assieme a me. Io di erbe me ne intendo, qui cresce addirittura l'origano e..."
Il giorno si va spegnendo, ormai s'attenuano i colori del tramonto e poco per volta cala la sera. E' ora che noi si torni in città. Non si vorrebbe più andar via, naturalmente. Si sta bene qui, il villaggio è bello, buona l'aria, gradevole l'atmosfera, il bagno è stato sublime... Eppoi quelle distese innevate senza fine che possiamo scorgere guardando dalla finestra, e la casa piacevolmente calda, e i fiori sui davanzali, i ficus nei vasi e nelle vecchie casseruole...

04.jpg (189500 bytes)Le donne escono tutte ad accompagnarci. L'auto si scalda, emette un fumo denso. Mentre ancora chiacchieriamo vedo dalla parte opposta della strada un uomo che se ne va in bicicletta. Porta una pelliccetta e un berretto di pelle col paraorecchi, un cagnolino gli trotterella dietro.
Tutt'attorno cumuli di neve, la temperatura adesso è sui 20° sotto zero e la gente se ne va in giro in bici! Non riesco a fotografarlo bene a causa del fumo e del vapore che escono dall'auto: ma lo scorgo che s'allontana, il ciclista col suo cane... Che cosa sono in fondo la neve e il gelo? Ci vuol ben altro per intimorire chi vive da sempre qui, in queste condizioni!

Questo è tutto... Ah, quasi me ne dimenticavo! Se mai foste in viaggio da Parigi o Roma e all'improvviso vi prendesse voglia di farvi un autentico, tradizionale bagno russo col vapore... beh, potete sempre fare una capatina qui da noi! L'indirizzo è facile:

Regione di Niznij Novgorod, distretto di Diveevo, villaggio di Elizar'evo.

Bussate ad una porta qualsiasi, saranno tutti ben lieti di ospitarvi...                                              

 

                                                                                                       Ljudmila Korotkova

                                                                                                     (trad. Gianni Piovano)

(*) Boris  Michajlovic Kustodiev (1878-1927) è uno dei più notevoli pittori russi del secolo scorso. Artista eclettico, scenografo ed illustratore di libri, in alcuni suoi quadri egli ha celebrato la bellezza delle donne del suo paese. Il dipinto cui qui si allude è per l'appunto "Venere russa", un nudo femminile che si caratterizza per l'accesa sensualità, un po' alla maniera di Auguste Renoir.     

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Febbraio 2009 12:10
 
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LJUDA KOROTKOVA
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