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IN SICILIA |
(testo originale in
russo)
Finora
io ho scritto articoli sulla Russia per un sito siciliano, www.russianecho.net,
che secondo un mio collega italiano è fra i più profondi siti italiani sulla
Russia. E’ un grande piacere collaborare con persone che non soltanto si
interessano approfonditamente e con
professionalità alla vita della
Russia ed alla sua cultura, ma danno anche agli altri la possibilità di venirne
a conoscenza. Ed alla fine sono riuscita ad incontrare i miei amici italiani, i
colleghi con i quali ho collaborato
nel corso di diversi anni, sono riuscita ad arrivare in Sicilia! Io capisco che
scrivere della Sicilia è impossibile per me,
posso soltanto tentare di riportare qualche mia impressione.
La lingua dei
siciliani, il loro comportamento, la cucina e la religione recano i frammenti di
molte culture: greca, romana, bizantina, mussulmana, normanna, catalana…Ognuna
di queste culture ha lasciato tracce architettoniche, capolavori d’arte,
rendendo quest’isola un unico grande museo all’aperto. Se si dovesse
descrivere
Così i paesaggi, non sono solo belli, ma “molto” belli, la cultura, la storia non soltanto ricca e antica, ma “molto” ricca e “molto” antica. L’occhio fatica a comprendere una tale varietà di stili architettonici : ecco qui le tracce della cultura araba, e dopo arrivano i normanni, e già voi potete vedere tracce cristiane, frammenti greci e – all’improvviso – romani. Una persona non esperta d’arte, difficilmente riuscirà a distinguere tra tutto ciò, quello che è di suo particolare interesse. Non appena si concentra su qualcosa di molto importante e molto bello, ecco che accanto si può scorgere qualcosa di completamente differente. Ed altrettanto bello ed importante. E ti smarrisci in un tentativo senza senso di capire qualcosa, di accantonare, di ricordare…E questo un po’ intimidisce, tutte queste cose e così improvvise ad ogni passo. E’ come visitare l’Ermitage in un’ora. Capisci, bisogna individuare unicamente qualcosa e soffermarsi su di essa, ovvero soltanto guardare, senza pensare a niente. Senza tentare di capire o ricordare. Se non che questa terra ha ispirato Plutarco, Shakespeare e Goethe e quanti altri poeti russi sono stati incantati da quest’isola!
Inoltre, la vicinanza dei vulcani suscita turbamento ed eccitazione. Quando noi atterrammo in Sicilia, io ho fatto alcune foto e già allora ho provato questa sensazione. Non mi sono subito abituata alla vista del vulcano - e di un vulcano attivo, benché non pericoloso. Ed anche tutta questa agitazione era “tanta” agitazione.
Perfino i nomi delle città, dei mari, delle coste in Sicilia per chi è appena arrivato dalla Russia appaiono appartenere al mondo della fantasia. Questi non sono solo nomi – sono vere e proprie metafore, associate alle impressioni dell’infanzia, ai libri, ai film, ai pezzi musicali. Siracusa, Catania, Etna, Messina, Calabria, Palermo, mar Tirreno, mar Ionio. Probabilmente per un siciliano è difficile immaginare come dei nomi possano fare un effetto così profondo e meraviglioso. Ma quando sono tornata in Russia con la cartella clinica della Sicilia, in cui c’era scritto “Catania, Sicilia”, il giovane dottore, dopo aver letto, non solo sorrise, ma si rallegrò tutto, dopo aver ripetuto un paio di volte con entusiasmo “Sicilia, Catania”.
“Molto”,
l’esuberanza è perfino nelle cose della terra, come le piante, i fiori. I
fiori dell’agave, come li avete
visti soltanto nei quadri, le coltivazioni degli agrumi, con i limoni che
crescono sotto le finestre, i melograni. E’ tutto un magnifico rigoglio. E
ancora i cactus a grandezza d’uomo, i fichi d’india. A casa, alla mia
finestra ci sono dei cactus. Molta gente da noi ama coltivarli, c’è in loro
qualcosa di emozionante. Quanta sincera contentezza nelle persone, quando alla
propria finestra un ramo di cactus
improvvisamente fiorisce!E’ un vero evento. E qui ci sono cactus ad ogni
passo.
Certamente, oggi c’è la televisione, internet e noi già avevamo visto molte cose. Ma, per quante cose tu abbia visto in televisione, quando vedi tutto ciò nella realtà, è tutta un’altra impressione. La parola “molto” si può premettere perfino alle piccole cose, per esempio al gelato. Il gelato in Sicilia non è soltanto gustoso, ma “molto” gustoso, l’aranciata (per la prima volta io l’ho assaggiata in Sicilia) anche “molto” gustosa, la pizza anche. Il vino non è soltanto forte, corposo, ricco di profumo e di aromi, ma “molto” forte, “molto” corposo, “molto”… Le persone in Sicilia - sia quelle che già conoscevo, che quelle che ho incontrato e che ho conosciuto per la prima volta - sono non soltanto ospitali, intelligenti, premurose, acculturate, ma “molto” ospitali, molto intelligenti, molto premurose e di grande cultura.
Perfino la pioggia in Sicilia non è soltanto forte, ma “molto” forte (siamo stati fortunati e abbiamo potuto vedere la pioggia in Sicilia). In Russia nelle regioni centrali spesso piove, e anche le pioggie intense non sono rare. Ma la pioggia più forte è quella estiva, che va avanti per 5-10 minuti e si esaurisce, trasformandosi in una uggiosa pioggerellina . A Catania ci è toccato attendere per tre ore, prima che la pioggia cessasse o quantomeno cominciasse a spiovere: come aveva inziato a cadere dal mattino, così ha continuato senza diminuire fino alle due del pomeriggio, fino alla nostra partenza.
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La parola
“molto” ha caratterizzato tutto il mio viaggio in Sicilia . E un mio
maldestro movimento nello scendere
dall’autobus si è tramutato in una caduta
“molto” seria, che mi ha permesso di guardare alla Sicilia ed ai
siciliani da un altro e inatteso punto di vista. In primo luogo,
si è presentata l’occasione unica di sperimentare personalmente come
agisce la medicina della Sicilia. Mi hanno portato con tutte le cure al pronto
soccorso dell’ospedale. La mia condizione non mi ha permesso di prestare
particolare attenzione all’aspetto esteriore dell’ospedale,
all’attrezzatura, per poter paragonare tutto ciò con quelli russi, ma ciò
che sicuramente mi è balzato agli occhi è stato il personale ospedaliero. Due
dottori uomini dal pronto soccorso mi hanno portato da un altro dottore
dell’ospedale, mi hanno visitato dei chirurghi, fatto i raggi, la fasciatura
– e praticamente dappertutto erano uomini. Per
A parte questo, la mia “maldestra caduta” mi ha permesso di vedere in azione l’amicizia dei siciliani. Quando ho comunicato che stavo andando all’ospedale, già dopo pochi minuti mi sono apparse accanto persone che io avevo letteralmente conosciuto la sera prima, alla mostra delle mie fotografie. Sono arrivati da me e non se ne sono andati fino alla fine, poi mi hanno portato in giro per la città per acquistare un paio di scarpe (le mie si erano danneggiate per la caduta), mi hanno offerto il pranzo. C’è stato un momento in ospedale in cui i dottori hanno parlato di operazione; per farla sarei dovuta restare in Italia ancore per 3 – 4 settimane. E continuamente questi amici siciliani mi hanno offerto la loro ospitalità con le parole “la nostra casa è la tua casa”.
Questo non può non colpire profondamente, io ho sentito nelle siciliane una atmosfera familiare, qui fra di noi, russi ed italiani, non c’era differenza alcuna.
Trattando il tema dell’amicizia, non posso non parlare dei miei amici di Messina. Abbiamo trascorso qualche giorno da un nostro amico, una persona simpatica, dalle buone maniere e dal sorriso cordiale. Ci ha accolti con grande ospitalità nella sua bella casa, comoda ed arredata con grande gusto ed eleganza. Io non so se tutti gli uomini siciliani sanno cucinare, il nostro amico lo ha fatto in maniera eccellente. Capisco che saper cucinare bene la pasta è cosa del tutto normale per gli italiani, ma saper cucinare le patate… In Russia la patata è l’alimento più diffuso, viene stufata, fritta, bollita. Nondimeno, io, da massaia che ha preparato centinaia di piatti a base di patate, sono stata piacevolmente sorpresa da quella abile preparazione. Similmente, ha cucinato sia il pesce sia la carne, e da ciò io ho tratto la conclusione che gli uomini siciliani possano fare tutto.
Continuando a
parlare del confronto fra i lavori degli uomini e
delle donne, si può notare che in
Sicilia la donna-poliziotto non è una rarità, e lo stesso non si può dire
della Russia. Così, noi abbiamo sentito con interesse, che in Italia ci sono
molte donne fra gli studiosi della fisica. E fra gli studenti di oggi, che si
dedicano ai problemi della moderna fisica teoretica, ci sono molte ragazze. In
Russia, in questo campo della scienza, le donne sono poche. Tanto che in una
delle migliori università della fisica e della tecnica di Mosca, in un gruppo
di 20 ragazzi, ci sono solo una o due ragazze. Una volta esisteva il pregiudizio
che la fisica fosse una scienza “maschile”e che soltanto gli uomini
ci si potessero raccapezzarsi. Sono stata felice di sapere che le italiane non
vogliono essere da meno degli uomini in questo campo e che non soltanto si
dedicano a questa scienza, ma riescono a raggiungere in essa grandi risultati,
come ad esempio il premio nobel Rita Levi Montalcini.
Quando,
viaggiando per la Sicilia, ho avuto degli incontri con persone che si
interessavano della Russia, parlavano in russo, ho certamente cercato di capire
da dove venisse questo loro interesse. Ed effettivamente,
Una donna di Catania mi ha raccontato che suo padre ha salvato molti soldati russi dal campo di concentramento negli anni della seconda guerra mondiale.
Anche la
letteratura russa porta un grande contributo allo sviluppo dell’interesse e
dell’amore verso
Io penso che fra le nostre culture, russa ed italiana, fra i nostri popoli ci sia molto in comune. Entrambi, in un modo o nell’altro, siamo cresciuti da un'unica cultura europea, della quale abbiamo molto in comune nel carattere dei russi e degli italiani – la sensibilità, la fiducia, l’apertura, la bontà, la sincerità. Possiamo comprenderci benissimo l’uno con l’altro.
(Trad. M. Lo Passo)