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IL SOGNO DI PIETRO
di Elena Luraghi.
ripreso da "QUI TOURING", rivista del Touring Club Italiano.
Anche la Russia ha il suo Michelangelo. E un architetto-falegname di cui si conosce soltanto il nome di battesimo, Nestor, eppure lopera che ha realizzato è grandiosa e la tecnica adoperata è unica al mondo.Il Michelangelo di Russia ha costruito una chiesa, asse dopo asse, legno su legno, solo che per farlo non ha usato neanche un chiodo. E, a lavoro ultimato, come il nostro artista del Rinascimento ha gettato via gli attrezzi urlando la propria contentezza al cielo: Il mondo non aveva mai visto, e non vedrà mai più, qualcosa di così bello e geniale.
Questopera così bella e geniale è unarchitettura tutta cupole e pinnacoli in un luogo ai più semisconosciuto del lago Onega: la minuscola isola di Kizi, una delle tappe più importanti della più bella crociera fluviale di Russia, quella che va da Mosca a San Pietroburgo.
UNAUTOSTRADA DACQUA
Quellimmenso nastro liquido che esce da Mosca per unirsi al Volga, il fiume di tutti i fiumi, lautostrada dacqua della Russia interna, quellimmenso nastro liquido che dalla capitale scivola lento verso il Baltico, attraverso canali e laghi artificiali, era il sogno di Pietro il Grande. Lo Zar che fece costruire San Pietroburgo e la chiesa senza chiodi di Kizi riuscì solo ad erigere qualche argine nei pressi del lago Onega.
A dar vita al sistema definitivo
di bacini, chiuse e canali, ci penserà due secoli dopo Stalin.
Costruendo dighe, inondando pianure e cancellando dalla carta geografica centinaia di
villaggi, sommersi dal nuovo corso delle acque e della storia.
La storia oggi ha assunto le
sembianze di una favola. La nave da crociera che parte da Mosca si lascia alle spalle una
metropoli trafficata e frenetica per
addentrarsi, alla velocità di 25 chilometri all'ora, in un paesaggio all'apparenza senza
tempo.
Il viaggio dura una settimana, copre un tragitto di 1.965 chilometri, si affida al funzionamento di 18 chiuse (per un dislivello totale di 150 metri)e tocca alcune fra le più belle località delta Carelia russa.
LUNGO
IL CORSO DEL VOLGA
Lasciate la Stazione marittima e i grattacieli della capitale, la nave percorre il
canale artificiale fino al Volga, il fiume più lungo d'Europa, che nasce in una palude e
muore in un lago, senza mai vedere il mare. Sul Volga si
specchiano i palazzi di Uglic: una città del X secolo con un Cremlino (in russo significa
fortezza), la Cattedrale della Trasfigurazione (costruita nel 1713 a tappezzata di icone
antiche), la chiesa eretta in onore di Dimitri, il piccolo principe assassinato nel 1591
all'età di sette anni per impedirgli di
diventare zar.
Le tracce degli zar torneranno
spesso, durante tutta la crociera.
A Kostroma, la cittadina sul
Volga che compare dopo aver
superato il lago artificiale di Rybinsk (4.500 km quadrati di superficie, ha
provocatol'inondazione e la scomparsa di 700 villaggi), fu per esempio
"incoronato" Michele, il primo zar della dinastia dei Romanov.
Poco distante.
Jaroslavl' è una delle più antiche città russe. Sorta tra il
IX a il X secolo allo sbocco del fiume Ust'e nel Volga, è stata in parte ricostruita da
Caterina la Grande per renderla simile a San Pietroburgo: più bella e più moderna, con le case tutte
allineate e gli archi sopra le porte d'ingresso. Le case si vedono ancora.
Delle 82
chiese e dei 4 monasteri che abbellivano la città invece è rimasto ben poco. La più
interessante è la chiesa seicentesca del
profeta Elia: esibisce icone in foglia d'ora e un ciclo di affreschi della fine del
Seicento che profuma d'incenso, sotto le cinque cupole a cipolla del tetto.
Incenso e atmosfere
sacre si respirano anche nel monastero ortodosso di S. Cirilloa Goricy, il più importante di tutta la Russia,
sulle acque del lago Bianco, dove gli zar venivano a pescare. Dal lago la nave
scivola sulle acque del fiume Kovza, si mette in coda con le altre imbarcazioni per
passare sei chiuse, e regala lo spettacolo di migliaia di alberi allineati lungo la riva.
Sono le betulle della Carelia, la più bella regione russa, con la sua
natura sterminata, d'estate illuminata giorno e notte da una luce pallida, spettrale. La
luce di un sole che in estate non tramonta mai, per il ben noto fenomeno
delle notti bianche, seguirà la nave fino a San Pietroburgo, velando il paesaggio di
suggestioni.
Prima compaiono le sponde sabbiose della parte meridionale del lago Onega (il secondo d'Europa), poi i villaggi, le colline, gli alberi dal verde intenso che sembrano un muro impenetrabile, anche se dietro non cè niente, solo altri alberi. Una sensazione forte per chi non è abituato a tutta questa natura. Si naviga così, in mezzo al niente, fino all'approdo successivo: la già citata isola di Kili, con il suo museo all'aperto di case contadine, tutte in legno, e la famosa chiesa senza chiodi. Le chiese in realtà sono due: entrambe del XVIII secolo, insieme alla torre ottagonale dell'orologio formano un pogost (recinto sacro), dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La più bella rimane però la Cattedrale della Trasfigurazione, con le sue 22 cupole a cipolla, la spettacolare iconostasi del Settecento, la grande icona della Trasfigurazione di Cristo, le pareti in quercia, betulla e tiglio incastonate luna nell'altra. Ultimata un anno dopo lo spostamento della capitale da Mosca a San Pietroburgo, la cattedrale è 1'ultimo, grande monumento prima della città della zar Pietro.
Per raggiungerla si naviga
ancora un giorno e mezzo lungo lo Svir', un fiume di 200 chilometri nero come la pece per
via del materiale ferroso portato dai torrenti, e poi sulle acque limpide del lago Ladoga,
il più grande d'Europa: una superficie ondosa di 18.400 kmq, un paesaggio di bellezza
nordica.
SEGUENDO LA NEVA
In questo lago sboccano trenta fiumi, ma uno solo ne esce. Si chiama Neva, corre per 74 km verso il Baltico e scivola fin dentro il cuore dell'antica capitale. "O mia Russia, mia Russia di legno! Io, che sono il tuo cantore, ho nutrito di menta e reseda la tristezza animale dei miei versi", cantava il poeta Sergej Aleksandrovic Esenin. La Russia di legno qui non è mai esistita. Vi si ammirano la facciata azzurra del palazzo dell'Ermitage, la fortezza di Pietro e Paolo e gli altri monumenti in pietra di una città concepita per diventare capitale. Lo rimarrà dal 1703 fino al 1918, ma per molti continua a essere la città più bella di Russia. Una città d'acqua costruita su 42 isole, attraversata da 86 fra fiumi e canali, sospesa su ponti levatoi che si alzano ogni notte dalle alle 4, condannando ogni quartiere al suo isolamento.
Ma adesso, con le notti che non
sono notti e la città velata da una luce soffusa lattiginosa, non cè isolamento
che tenga. Contano soltanto le sfumature perlacee dei palazzi che si specchiano nella Neva
e quel sole pallido che galleggia immobile allorizzonte: E il periodo
più magico, scrisse un altro poeta, il premio Nobel Iosif Brodskij, quando i
palazzi, spogliati delle loro ombre e con i tetti orlati doro, prendono
laspetto di un delicato servizio di porcellana . Delicato come la magia di San
Pietroburgo.