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(note inglesi di una viaggiatrice russa)
Centro di Londra. Buckingham Palace. Lincedere
solenne dei soldati al cambio della guardia. Gran folla di turisti provenienti da tutto il
mondo. Di fronte al palazzo, sulla piazza, un monumento alla regina Vittoria in marmo
bianco con dorature. Sulla pietra chiara una scritta a mano, a nere lettere irregolari:
??????. Hanno utilizzato lalfabeto cirillico penso tra
me e me con una specie di sollievo: così non tutti potranno capire che di lì
è transitato un mio anonimo connazionale in vena di slanci patriottici...
Poco oltre, ma sempre in un posto ben visibile, la stessa
scritta a grandi caratteri neri su fondo bianco. E poi ancora altrove, ma stavolta più in
piccolo. E difficile dire che cosa uno cerchi di esprimere così
bizzarramente su una pietra bianca, da quale pulsione si sia mossi. Uno scontato
Fedja è passato di qua sarebbe forse stato poco incisivo... Verosimilmente la solennità del luogo ha prodotto
il suo effetto. Magari la scritta è stata vergata al tempo della visita di Vladimir
Vladimirovic in Gran Bretagna. Chi potrà mai saperlo?

° ° ° ° ° °° ° ° ° ° °
In aereo, durante il volo da Londra a Mosca, ho preso a chiacchierare con una ragazza russa. Vive a Londra da sei anni, col marito inglese. Nel prosieguo della conversazione, mai una nota positiva sulla vita in quel paese, solo e sempre il nostalgico refrain sul suo passato moscovita. Quando il marito lavorava a Mosca per la televisione inglese, la vita era semplice e senza problemi, con lo stipendio in sterline e lappartamento affittato per loro dal consolato britannico...Tutto era poi cambiato dopo il trasferimento a Londra. Là, la vita è terribilmente cara, il 40% dello stipendio si volatilizza in tasse (neanche un apprezzamento sulla sanità pubblica inglese e la sua proverbiale efficienza). Il denaro non basta per le proprie cose, figurarsi il resto!... Quattrocento sterline al mese solo per la metropolitana, sicché prima di andare in centro ci si pensa due volte, se ne valga la pena. Si deve fare economia anche sul riscaldamento, sullacqua... La giovane si lamenta del carovita in Gran Bretagna, però non tiene conto del fatto che ormai da tre anni vive in Inghilterra senza cercarsi un lavoro perché ha scelto di non lavorare e può permetterselo... Lalloggio dove abita è caro, certo. In compenso è situato in un tranquillo quartiere residenziale con vista sul fiume. Per la signorina tutto questo sembra non contare... Vestirsi qui costa meno che a Mosca. Le sue amiche le regalano sempre qualcosa. Il mangiare non è caro. Però...
Però non è facile scrollarsi la solitudine di dosso. Benché il marito sia inglese,
di amicizie tra gli inglesi non se nè fatte ancora...
°
° ° ° ° °
Durante il mio soggiorno in Scozia ho
loccasione dincontrare un professore di matematica del luogo. Insegna in una delle più
vecchie università scozzesi ed ha scritto parecchi libri, alcuni dei quali sono
stati tradotti anche in Russia e godono di ottima reputazione fra i
matematici del nostro paese. Gli rivolgo qualche domanda per conto di una rivista
scientifica. Quali sono i suoi scrittori
preferiti? Abbozza un sorrisino come se si sentisse un po in colpa e confessa che in
pratica negli ultimi sei anni non ha avuto il tempo di leggere neanche un testo che non
fosse attinente alla sua materia. Beh, no... in realtà ha riletto il suo amato Tolkien,
vedendolo stavolta sotto una luce diversa.
(Mi torna in mente quel giovanotto incrociato nel metro londinese, tutto intento a
divorarsi Harry Potter... ed io avevo pensato fra me e me che si trattava di letteratura
per bambini, non per uomini fatti).
Tornando al noto matematico,
fra gli scrittori russi cita solo Aleksandr Solzenicyn: poi, il buio. Eppure nelle
librerie ho visto di tutto, compresi Puskin, Tolstoj, Dostoevskij...
In un pub mi è poi capitato di scambiare due
chiacchiere con dei programmatori scozzesi. Ho tenuto a far presente che in Russia la
Scozia è molto, molto conosciuta. Per rafforzare la mia tesi ho cominciato a snocciolare
alcuni nomi di scozzesi famosi, fra cui Scott, il famoso scrittore Walter Scott. E con mia
gran sorpresa uno di questi informatici non sapeva neppure chi fosse, Walter Scott! Vero
che forse aveva bevuto un po troppo whisky, però.... però distingueva ancora
benissimo Windows da Unix... mentre di Walter Scott non riusciva a ricordare assolutamente
nulla. La conclusione che ne ho tratto è la
seguente: in Occidente certi scienziati,
persone esperte in un ben definito campo del sapere posseggono a volte una cultura
limitata, si specializzano allestremo e non escono quasi più dallambito che
si sono ritagliati... Ma attenzione: in senso strettamente pratico ciò non rappresenta
una debolezza bensì un punto di forza. Luomo di cultura russo, infatti, con la sua
istruzione a largo raggio, cha abbraccia larte e la filosofia, la letteratura e la
fisica, fatica assai di più a concentrare la propria attenzione su ununica branca
dello scibile umano. Egli ha come la sensazione di poter essere sempre qualcosaltro,
magari un grande scrittore, un attore, un musicista, uno scienziato o chissà che... Così
spesso egli vede nel suo lavoro di ogni giorno la riprova del fatto che la vita non basta, è insoddisfacente, frustrante: e
se ne cruccia. Lintima necessità, lobbligo di esser grandi è una sorta di
mania che spinge alla stizza quando non addirittura allaggressività verso il
prossimo: e questo perché in realtà non ci
si sente mai pienamente realizzati. I figli del Grande Impero, i russi per lappunto,
di rado accettano un ruolo socialmente modesto, ordinario: al contrario essi si sfiancano
in una perenne ricerca, in un continuo tentativo di corrispondere ad una grande idea di
una patria grande...
° ° ° ° °
Esco dai negozi e qualche inglese mi tiene sempre la porta. Quando è accaduto la
prima volta (alluscita di uno shopping-center), a farlo è stato un robusto
gentleman con gli occhiali: vedendo che mi stavo avvicinando mi ha aspettato letteralmente per un minuto buono.
Ne ho dedotto che in Inghilterra gli uomini o perlomeno alcuni di essi - fossero
galanti. Ma la seconda volta è stata una donna a compiere lo stesso gesto: anche lei mi
ha aspettatato un bel po per evitare che la porta mi finisse sul naso. Quelli che
mhanno stupito di più sono stati però degli adolescenti, ragazzini con le teste
rasate come se ne vedono anche da noi in Russia: da loro proprio non mi sarei aspettata gesti di cavalleria. Viceversa uno di
loro mi ha scorto, si è fermato e mi ha atteso sorridendo con aria amichevole... Io credo
che una certa assenza di aggressività nelle persone non dipenda dal fatto che si sia
intrinsecamente buoni o cattivi: semplicemente si tratta di aver assimilato a fondo alcune
regole generali di comportamento sociale. Significa evitare di riversare su quelli che
abbiamo attorno le nostre rabbie, non vedere in chi ci viene incontro un potenziale
nemico, non difendersi attaccando... Urtate casualmente una persona in mezzo alla folla.
Ma invece del ben noto, aspro: E sta un po più attenta, no?, ricevete
in cambio scuse e un franco sorriso. A me è
successo. Ho dato una spinta a un uomo e lui per tutta risposta mi ha chiesto scusa. Per
quale motivo? Ma perché ha colto il mio imbarazzo, la mia goffaggine del momento: anche
questo però non dipende dalla persona in questione, dalla sua caratura interiore. Più
prosaicamente, è leffetto di una educazione (impartita sin dalla più tenera
infanzia) ad aver pazienza con le persone, a
non metterle a disagio... Non si tratta neanche di solidarizzare con gli altri noi
russi siamo così fieri di mostrare apertamente la nostra attitudine alla solidarietà! Il
più delle volte basta molto meno: un minimo di rispetto verso il prossimo. A scuola noi
studiamo una quantità di cose, insegnamo le lingue straniere ai nostri figli già dagli
anni della scuola materna ma... ma non sappiamo chiedere scusa ad una persona urtata
involontariamente per strada.
° ° ° ° ° °
Rivolgo una domanda al mio professore scozzese: Qualè la cosa che la
irrita di più nella gente? Più di tutto legoismo mi risponde con
un sorriso... Io naturalmente non
idealizzo nessuno, mi sforzo soltanto di riflettere sui
miei problemi mettendo a confronto le nostre esistenze così radicalmente diverse.
Cè per esempio qualcosa, in Inghilterra, che rende la vita più lieve e più lieta
della nostra: o almeno così parrebbe... Ho
viaggiato parecchio sulle ottime strade britanniche aspettando di vedere qualche
poliziotto della stradale che facesse rispettare i limiti di velocità. E dato che la
nostra automobile superava spesso quella consentita (non è una novità che i russi amino andar veloci, soprattutto su
strade come queste!) la cosa mi turbava anche un po. Le autostrade, si
sa, sono disseminate di videocamere che segnalano automaticamente gli eccessi di
velocità. Qui però accade che, con un anticipo di qualche centinaio di metri, un
cartello avverta della presenza del rilevatore elettronico. Perchè avvisare gli
automobilisti PRIMA del controllo automatico della velocità? sbotto. Così
tutti rallentano subito! Vero mi rispondono ma è proprio questo
lobiettivo che si vuole raggiungere. In definitiva ad esser multati sono solo
gli automobilisti che non reagiscono allavvertimento e continuano a
correre in tratti di strada particolarmente pericolosi. E una logica
assai diversa dalla nostra, un modo di ragionare molto lontano da quello di noi russi.
Allo stesso modo, in molti luoghi pubblici o nei negozi si vedono spesso cartelli che
avvisano della presenza di videocamere in funzione: anche in questo caso il fine non è di
cogliere in fallo qualcuno, bensì di avvisare, di dissuadere. Lo ripeto: si tratta di un
abito mentale che ci è ancora in gran parte estraneo.
E adesso qualche parola sul famoso humour inglese. Lumorismo è una categoria
dello spirito assai particolare, e può essere compreso solo se si conosce bene la cultura
e il tipo di vita che gli han dato origine. Sapere la lingua non basta... Dopo esser
tornata dal Regno Unito ho visto un vecchio film inglese dove si parlava di una
delegazione russa in arrivo: bisognava
procurarsi champagne, caviale e una torta, una torta russa. Gli inglesi ci pensavano su
per un po: che cosa sarà mai una torta russa? E
si arrabattavano comicamente a scoprirlo. Forse mi sarebbe stato arduo
cogliere queste sfumature umoristiche se nel
frattempo non avessi mangiato anchio
una vera torta inglese, una torta salata. Già, perché in Gran Bretagna il burro è
salato, e di conseguenza sono salati molti dei cosiddetti dolci di quel paese. Solo una
volta in tutto il viaggio mè capitato di acquistare un dolce normale
(dal mio punto di vista): e lho davvero gradito...
Naturalmente vi sono altre situazioni comiche
comprensibilissime per chiunque. Gli inglesi amano scherzare
sempre e in ogni luogo... Così, ad
esempio, mentre passeggiavamo in un parco dei divertimenti ci hanno fatto
togliere dalla borsa un paio di lattine di birra (ragioni di sicurezza peraltro
spiegabili: la lotta al terrorismo e tutto il resto). Ebbene, dopo avercele requisite il
giovane poliziotto le ha sistemate in una specie di deposito bagagli e ci ha dato una
contromarca con su scritto: Naturalmente potrete riprendervele: ma non arrabbiatevi
troppo se le troverete... vuote!.
° ° ° ° ° °
E ancora una conversazione con dei connazionali. Vi sono
parecchi russi in Gran Bretagna e, come in ogni altro paese, li si riconosce dallo sguardo, meglio ancora
dallespressione degli occhi. Ma questo non dipende dal periodo di tempo che essi
hanno trascorso in Inghilterra, lungo o breve che sia; e neppure dai vestiti che portano.
Vi è qualcosa di assolutamente peculiare nello sguardo delluomo russo: una sorta di
ansia permanente mista a diffidenza. Luomo russo non è abituato a vivere senza
difficoltà, di fatto non riesce mai a rilassarsi: e lo si vede!
Di regola, come già accennato più sopra, tutti i
russi si lamentano del carovita in Gran Bretagna. Solitamente dopo essersi trasferiti qui
il loro tenore di vita è mutato: continuano sì ad appartenere alla classe media (sono il
più delle volte persone con unalta specializzazione tecnologica: informatici,
fisici, biologi). Il fatto è però che la middle class inglese non vive affatto come in
Russia. Le esigenze crescono in quantità e in qualità. Non è più sufficiente che
lappartamento in cui si vive sia spazioso e comodo. Per sentirsi pienamente
realizzati occorre avere una casa o perlomeno un alloggio, ma sito in un quartiere
signorile: e affinchè ciò si realizzi occorre sempre più denaro... Mangiar bene, bere
meglio (tanto per dirne una, i migliori cognac francesi), vestirsi con eleganza: tutto questo è dato per scontato. I loro figli
vanno alluniversità, ma alluniversità inglese, cosa che in Russia solo i
più altolocati si possono permettere: in Inghilterra
però è del tutto normale. E così pure i viaggi da Londra a Mosca e viceversa,
più volte lanno, per tutti i membri della propria famiglia sono considerati cosucce
da nulla.
Il tenore di vita del ceto medio così comera in Russia qui cresce
in misura esponenziale e richiede un lavoro continuo ed instancabile: solo così potrà
giungere il momento fatidico in cui il russo si sentirà alla pari con gli altri, se non
addirittura superiore. In fondo, proprio a questo lo hanno addestrato in
Russia: ad essere sempre il migliore di tutti...
Chiedo al solito professore di matematica che per anni ha lavorato nel campo delle
tecnologie informatiche: Di quale reputazione godono in Inghilterra gli informatici russi?. Mi
risponde così:Non posso parlare dei tecnici russi perché non ho lavorato assieme
con loro. Ma posso dirle un gran bene di uno specialista proveniente dalla Jugoslavia,
ferratissimo in matematica, oltre ogni aspettativa. Che strano! Per questa gente noi
e gli jugoslavi siamo praticamente una cosa sola, un pezzo di mondo lontano e indistinto,
una specie di lager o di ex-lager, niente di più preciso...
° ° ° ° ° °
Alla vigilia della mia partenza dalla Scozia sono andata un
po a zonzo per Edimburgo: era un bel
sabato sera. Camminavamo senza fretta per le viuzze incantevoli della capitale scozzese
quando ad un tratto ci è venuto incontro un gruppo di giovani quasi tutti con i capelli
tagliati cortissimi se non rasati a zero, vestiti di scuro (scarpe da calcio nere, guanti
neri), con i caratteristici visi paonazzi da whisky o da birra. Ci si sono avvicinati
rumorosamente, ogni tanto lanciando grida e fermando i passanti. Non posso dire di essermi
spaventata, però mi sono messa un po in guardia: da noi un gruppo di ragazzotti
vestiti di nero e con le teste rasate può prospettare le situazioni più inattese con conseguenze anche non troppo simpatiche... Il
gruppo si è fermato per un po nei paraggi, poi un ragazzo si è staccato e si è
diretto verso di noi. Deve averci scambiati per inglesi, cioè gente di un altro paese
(perché Inghilterra e Scozia sono due stati differenti!), forse a causa delle nostra
facce un po tese. E così ha cercato di spiegarci quel che stava accadendo. Si
trattava della tradizionale bicchierata del sabato, allorché un fidanzato alla vigilia
delle nozze e i suoi amici possono andarsene a spasso per le vie della città baciando
impunemente tutte le donne che incontrano. Il giovanotto mi ha indicato il promesso sposo,
io ne ho tratto in gran fretta le mie conclusioni e ci siamo spostati dallaltra
parte della strada. In quello stesso momento ho potuto vedere che avevano cominciato ad
abbracciare un altra donna incrociata per via. Però latmosfera era scherzosa,
rilassata ed allegra. Eravamo quasi riusciti ad allontanarci dalla combriccola dei maschi
quando ecco vediamo andar loro incontro un gruppo, stavolta di sole ragazze, tutte
abbigliate in rosa. Molte delle giovincelle portavano buffe orecchie da coniglio e codine.
I due gruppi si son fusi fra grida e risate. Si era trattato di un incontro casuale tra un
gruppo di soli uomini e uno di sole donne. Una fidanzata alla vigilia delle nozze, lei
pure, se ne andava in giro per le vie della città baciando tutti i giovanotti che le
andavano a genio, fra festose risate. Ecco la parità dei diritti!...
L ho poi rivista poco dopo in un pub: ha invitato un giovane del luogo che stava seduto di fianco a noi. Lui era abbigliato alla scozzese nel senso tradizionale della parola, con kilt e calzettoni bianchi. Si guadagnava qualche soldino extra suonando la cornamusa nelle pause lavorative... Ebbene, la fanciulla di cui sopra lo ha trascinato nel bel mezzo della sala e fra gli applausi di tutti i presenti se lo è baciato a dispetto del fatto che lui non si mostrasse neppure troppo daccordo!

Questa bella usanza mi ha colpito gradevolmente, vi emanava qualcosa che è anche di noi russi, come durante
le feste di nozze in maschera nei nostri villaggi. Benchè si svolgesse in una grande
città, conservava purtuttavia i tratti della calda atmosfera campagnola dove tutti si
conoscono, nessuno si spaventa, ognuno si diverte e fa divertire gli altri.
In un pub ho conosciuto un gruppo di baldi programmatori scozzesi: quando è venuta
lora di congedarci uno di loro mi ha regalato una rosa. Una fiorista era comparsa
come per incanto al momento giusto nel posto giusto. Alla rosa accuratamente impacchettata
erano state tolte tutte le spine. Proprio una rosa rosa senza spine. Pungersi era
impossibile, dunque non rimaneva altro che sentirne il profumo e... inebriarsene, per
lappunto.
Larisa Vasilieva
traduzione di Gianni Piovano