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La Crimea - II |
La spiaggia
Le spiagge a Sudak sono disposte lungo tutta la baia e formano una linea unica, ininterrotta. Nella maggior parte delle spiagge lingresso è gratuito. Avevano provato a metterle a pagamento, ma la gente del posto si è indignata non poco, e così ne hanno lasciata solo qualcuna non gratuita. Le differenze tra spiagge a pagamento e non, sono praticamente nulle. Dappertutto cè della ghiaia fine. Vengono noleggiati dei lettini, ma la gente preferisce prendere il sole sullasciugamano o su di una coperta posti direttamente sul suolo. Di continuo sulla spiaggia passano dei venditori, che propongono i più svariati cibi. Uomini con voce forte comunicano di avere birra fresca e acqua con caviale. Anziane donne, dai volti scarni ma piacevoli, offrono Pasticcini saporitissimi ripieni di albicocca o lampone. Giovani, praticamente ancora ragazzi, gridano rumorosamente: Cozze, gamberetti bolliti, gamberi caldi! Giovani donne replicano: Pizza fatta in casa appena preparata, granturco caldo al latte, chi ne vuole!



I villeggianti comprano e molti fanno colazione direttamente sulla spiaggia, bevono la birra, mangiano i gamberi. Verso le 11 la spiaggia comincia ad essere molto affollata e per i venditori risulta ormai difficile perfino camminare tra gli asciugamani stesi ovunque e sono quindi costretti a spostarsi lungo una striscia stretta di sabbia vicino allacqua. E questo un lavoro pesante, che rende poco ma che richiede molto tempo, tanto più che in questa piccola cittadina di vacanza non cè altra possibilità di occupazione. Il business del turismo in Crimea sta sviluppandosi da poco. Ci sono molti piccoli imprenditori fai da te, che preparano il cibo a casa di mattina presto per distribuirlo poi sulla spiaggia. La gente consuma questo cibo e nonostante ciò rimane viva!
Ma onestamente parlando, nei ristoranti e bar locali il livello del servizio non è un granché, sebbene i prezzi siano tuttaltro che bassi. Col tempo le cose stanno però migliorando . Una ragazza mi ha raccontato di aver lavorato come cameriera in uno di questi ristorantini sulla spiaggia, 4 anni fa. Allepoca non avevano nemmeno le coppe per il vino, lo champagne lo servivano in bicchieri sfaccettati, il gelato lo portavano in piatti di latta, per non parlare dei coltelli Invece ora nei ristoranti di Sudak si può dire che ci sia un servizio quasi di livello europeo. E non è male se, dopo aver ordinato un cappuccino e averlo pagato circa un dollaro o anche due, scoprirete che si tratta di un semplice caffè istantaneo fatto con le bustine. In realtà qui il cappuccino vero non lo ha mai assaggiato nessuno
La sera sul lungomare in ogni ristorante cè musica. Noi avevamo il nostro ristorantino tartaro preferito, dove abitualmente cenavamo. Un bel giovane tartaro, vestito alla loro maniera, col turbante ci serviva. Bevevamo vino della Crimea, mangiavamo plov usbeco, ascoltavamo musica italiana. Difficile trovare altrove una simile strana combinazione!
La fortezza genovese
Come ho già detto questa fortezza fu costruita da commercianti italiani, venuti da Genova nel 14 secolo. Ora nei giorni di festa qui si svolgono tornei cavallereschi, ai quali assiste tutta la popolazione della cittadina insieme con i turisti. Gli organizzatori di queste manifestazioni sono persone appassionate di storia medievale e di battaglie cavalleresche. Durante queste manifestazioni nella fortezza girano persone vestite in abiti cavallereschi medievali italiani, tartari, ucraini e in generale di tutti quei popoli con i quali i genovesi allepoca avevano a che fare.
Le montagne
Sudak è circondata da pittoresche montagne. Abbiamo visitato le più vicine ed abbiamo ammirato gli splendidi paesaggi. In una di queste nostre escursioni siamo passati da una colonia tartara, ai piedi del monte Aj- Giorgio. Non lontano da questa colonia cerano delle mucche. Un ragazzo in bicicletta con un secchio veniva verso di noi: aveva appena finito di mungere le mucche.



Lidia
Una volta di sera venne lamica di Lena, la tartara Lidia. La conversazione cadde sulla religione. La mamma di Lena è cattolica e Lena, ortodossa; Lidia, musulmana. Questultima chiese in cosa consista la differenza tra cattolici e ortodossi. Lena cominciò a dire che cattolici e ortodossi festeggiano il natale e la Pasqua in giorni diversi. La madre di Lena aggiunse che è anche diverso il modo di fare il segno della croce: i cattolici vanno da sinistra a destra, gli ortodossi al contrario. Altre differenze non riuscirono a trovarle.
Allora cominciammo a chiedere a Lidia della sua religione. Lei ci disse delle due principali feste musulmane e ci raccontò dettagliatamente di come gli islamici si preparino ad esse. Poi passò a parlare di sé stessa. Si trovava in Crimea da 12 anni. Era venuta qui dallUzbekistan con i genitori, cinque fratelli e tre sorelle. Nel 1944 i suoi genitori insieme con altri tartari della Crimea, per ordine di Stalin, erano stati deportati. Alle 3 di notte arrivarono in casa e dettero 15 minuti di tempo per prepararsi. Portarono i tartari un po dovunque, chi in Siberia, chi nellUzbekistan ecc. Molti tartari morirono durante il tragitto. Cominciarono a ritornare nella propria terra natale dopo la perestrojka, ma ciò non era semplice. Durante il potere sovietico si potevano costruire case piuttosto facilmente, era possibile reperire i materiali, mentre ora sono necessari molti soldi per tutto questo.
I tartari qui vivono duramente. Sulla spiaggia tutti gli ambulanti sono proprio tartari. Ogni giorno percorrono la spiaggia non una sola volta, ma avanti e indietro decine di volte vecchi e bambini. Vivono praticamente solo grazie ai villeggianti.
- E qualche aiuto? -
chiedo- Ci deve pur essere qualche forma di
sostegno.
- Dallinterlis ( organizzazione di tartari della Crimea ), nessun aiuto. Due anni fa la Turchia sovvenzionò con grandi somme di denaro i tartari della Crimea . Arrivarono 2.000 dollari a tartaro, contando anche vecchi e bambini, ma la gente non vide mai questi soldi, lorganizzazione tenne tutto per sé.
Ecco che Lidia cominciò a parlare del fratello che ha dedicato
tutta la propria vita prodigandosi per il ritorno dei tartari nella patria storica. Tre
anni fa si è ammalato gravemente, ha chiesto aiuto allorganizzazione, ma gli
è stato negato.
- E in generale- disse
Lidia - se sentite dire da qualche parte che
aiutano noi tartari, non dovete credervi. Non ci aiuta nessuno, ne lorganizzazione,
ne il governo ucraino. Possiamo contare solo sulle proprie forze.
Qui aggiunse che la Crimea è sempre stata turca e che un giorno lo sarà di nuovo.
- Ma te Lena, -
disse sorridendo rivolgendosi alla giovane donna- ti
accoglierò sempre, indipendentemente dal fatto che sopra di noi ci sia la Russia, o
lUcraina, o la Turchia. Tutto sommato qui in Crimea tutti hanno sempre vissuto
pacificamente.- Le due donne si misero a ridere.
La partenza
Siamo partiti di sera e praticamente tutta la baracca è venuta ad
accompagnarci. Ci avevamo vissuto per 20 giorni, eravamo abituati ormai a tutte quelle
persone e avevamo fatto in tempo ad affezionarci. Ljusa con i ragazzi scese con noi dal
monte. Insieme prendemmo il taxi, ci abbracciammo.
- Venite lanno prossimo!- disse Ljusa Te e la tua
Italia, Ljuda! ( le avevo sempre raccontato dei viaggi dalla mia amica a Livorno). Vieni
qui da noi
qui cè tutto
la gente, la natura e
.una vacanza
totalmente estrema!
Ljuda Korotkova