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STASERA BORSC O FETTUCCINE? |
L articolo che vi state accingendo a leggere si propone un obiettivo
assai arduo: confrontare due entità a prima vista imparagonabili, la cucina russa e
quella italiana. Dico che si tratta di realtà inconfrontabili perché non vi si possono
applicare i consueti parametri di giudizio: quale sia cioè la migliore o la
peggiore, la più o meno saporita e via di seguito. E ciò per una serie di
ragioni del tutto comprensibili: abissalmente
diversi sono infatti i due paesi, opposte le condizioni climatiche, infinite le rispettive
specificità regionali...
E tuttavia tenterò lo stesso di evidenziare alcuni tratti salienti che balzano
di primo acchito agli occhi dei russi quando si recano in Italia e degli italiani che
arrivano in Russia.
Occorre dire innanzitutto che nel nostro paese, come peraltro un po
ovunque nel mondo, la cucina italiana gode di una fama indiscussa e di unimmensa
popolarità. LItalia è un paese di grande cultura, di tradizioni secolari: e
naturalmente anche la sua arte culinaria suscita luniversale ammirazione. In
qualsiasi grande città russa potrete trovare un ristorante italiano che riscuote del
favore incondizionato da parte dei clienti locali. Persino le persone che non possono
permettersi la ristorazione di lusso guardano alla gastronomia italiana con una simpatia
particolare. La cucina dellItalia è avvolta per noi da un alone romantico, vi
promana un sentore di indefinibile bellezza, qualcosa che rimanda al mare, al sole e alla
luminosa natura mediterranea...>Per il russo lespressione cucina
italiana richiama immediatamente e prima di ogni
cosa gli spaghetti (nel nostro paese il termine pasta è in uso solo da
poco tempo, in queste faccende non andiamo
troppo per il sottile). Dunque, pasta e basta. Luomo della strada russo in genere
non ne sa molto di più. Certo, egli può ragionevolmente supporre che gli italiani
gradiscano in modo particolare le verdure, i prodotti del mare, il vino. Ma come questi cibi e queste bevande si abbinino
poi tra loro e che cosa ne risulti... beh, sullargomento il mio connazionale ha idee
piuttosto vaghe: in effetti cucina russa e cucina italiana utilizzano a volte gli stessi
ingredienti ma combinati secondo modalità del tutto diverse...
Prendiamo in esame, tanto per capirci, un piatto come linsalata di
verdura. In Russia la cosiddetta insalata estiva - dove entrano pomodori e
cetrioli freschi, cipolle e tutte le erbette possibili ed immaginabili - viene servita
allinizio del pasto. Non vi dico il mio stupore quando, per la prima volta in
Italia, vidi portare in tavola linsalata ben dopo la pasta, dopo la carne o il
pesce!...
E ancora: in Italia non ho mai mangiato minestre nel senso in cui noi le
intendiamo. Questo non significa che in assoluto non le si possa trovare: ma forse non
sono (o non sono più) fra i piatti caratterizzanti la cucina italiana. Viceversa da noi
la supa, il borsc, gli sci (minestra di cavoli) sono tutti piatti
ancora in voga: molti russi di una certa età non
riuscirebbero tuttora a farne a meno, anche se fra i giovani si coglie già una tendenza a direzionare altrove i gusti alimentari.
Se pure durante un vostro soggiorno in Russia sarete nutriti a pasta (in russo:
makarony), state attenti perché sarà una pasta completamente diversa da
quella cui siete abituati in Italia. Si tratterà semplicemente di spaghetti fatti
cuocere, conditi con burro e formaggio (questultimo non sempre), e poi serviti
assieme ad un piatto caldo, di solito carne con o senza sugo. Mangiare la pasta come portata a sé stante in Russia è
praticamente impossibile. Per gustare un buon piatto di spaghetti, magari ai frutti di
mare o alle verdure, occorre per lappunto recarsi in un ristorante italiano: non lo troverete di certo presso la famiglia russa
che vi sta ospitando.
Suppongo che, rispetto a noi, in Italia vigano abitudini alimentari meno
crudeli nei confronti dello stomaco, una separazione più netta fra i vari cibi e le varie
portate. Da voi cè il momento della pasta e cè quello della carne. In Russia
non avviene sempre così: se vogliamo proprio dirla tutta, non accade quasi mai.
Cè un altro punto sul quale val la pena soffermarsi. In mezzo alla
pasta, al riso o alle verdure, il russo preferisce sempre infilare delle patate. Da noi la
patata è stata introdotta solo attorno al 700, sotto lo zar Pietro I, e prima
dallora non se ne conosceva neppure lesistenza. La sua diffusione fra il
popolo venne imposta a forza e a forza se ne estese la coltivazione. A posteriori bisogna
riconoscere che il nobile tubero ha davvero attecchito bene presso la nostra gente! E
così come un italiano non potrebbe più vivere senza la pasta, allo stesso modo un russo
non può davvero fare a meno delle sue patate. Ricordo ancora nitidamente le sensazioni
provate durante il mio soggiorno in Italia: dopo una settimana di meravigliosa cucina
casalinga alternata a pranzi raffinati nei migliori ristoranti io ero letteralmente in
preda ad una nostalgia straziante per le mie care patate! Alla fine non mi trattenni più:
andai in un negozio, mi comprai... delle patate, per lappunto, e le lessai
nellacqua. Dopodiché le ripulii, le salai, le condii con olio vegetale e le divorai
colla più grande soddisfazione. Sono consapevole del fatto che la mia dipendenza da
patate ad uno straniero non dirà un granché: in compenso i russi mi avran capito al
volo. Con queste patate v mundire (lett. in divisa, perché si
lessano senza sbucciarle) lideale è un cetriolo salato, piccolo e rigorosamente
croccante: ad accompagnare il tutto, è dobbligo un buon bicchierino di vodka. Come
il cacio sui maccheroni, proprio così. Pane nero, patate, un cetriolo e la vodka!
Non avete mai provato i cetrioli salati, non quelli nei barattoli
bensì i cetrioli marinati in casa, oppure conservati nelle botti? Hanno un altro sapore,
sul serio! Ricordo sempre una mia amica italiana, italiana sino al midollo, che era ospite
in una città della Russia. Beh, una volta assaggiati non poteva più fare a meno di quel
tipo di cetrioli. Durante le nostre passeggiate per la città ci sinfilava in un
negozietto di verdure e si compravano due o tre cetrioli a peso, direttamente dalla loro
botticella, li si metteva in una bustina. Poi si usciva in strada e la mia amica se li
mangiava così, non poteva proprio
trattenersi: tanto era allettante il loro aspetto e il loro profumo...
Sullargomento però debbo subito disilludervi. Non cercate di marinare i
cetrioli in Italia. Anche se avete a disposizione la più affidabile delle ricette, dubito
che i vostri cetrioli in salamoia strappino applausi a scena aperta... E infatti
condizione imprescindibile che i cetrioli siano piccoli e freschissimi, appena raccolti
nellorto.
Cè poco da fare: ingredienti diversi danno ai piatti gusti diversi,
anche se la preparazione è identica. Così, sempre la mia amica italiana cercò di
cucinare dei mitili che avevamo raccolto appositamente per lei nel Volga. Li lavorò in
tutto e per tutto come avrebbe fatto in Italia, ma nonostante limpegno i mitili
risultarono ben poco entusiasmanti: per forza, non eran frutti di mare ma... di fiume;
pescati non nel Mediterraneo, bensì nel bel mezzo della Russia!...
Ricordo che una volta, mentre ero in Italia, cercai di preparare i nostri
pelmeni (ravioli alla siberiana).
Il commento dei miei amici fu che i pelmeni avevano un sapore
Proseguiamo. In un comune pranzo, in una normale cena italiani dopo la pasta o
il riso accompagnati da sughi meravigliosi si passa ad un secondo di carne o di pesce, per
esempio un arrosto o più spesso uno stufato. La carne in Italia è lavorata in modo
eccellente. Anche in Russia la carne è molto gradita, per cui una ricetta italiana di
carne sarà facilmente assimilata dai miei compatrioti. Piatti di carne russi
e italiani hanno a volte caratteristiche assai simili. In Russia è però più facile che
la troviate arrostita, e sovente con una maggiore quantità di grasso. Mi è parso di
capire che la carne grassa in Italia non goda di grande favore...

E le bevande? Soffermiamoci ancora un attimo sulle bevande. Rammento che, durante una delle mie cene in Italia, qualcuno ad un tratto mi domandò: Anche i russi bevono vino?. Risposi di no. I miei amici rimasero increduli e persino un po perplessi. Mi chiesero: Ma se non bevono vino allora cosa bevono a cena, mica la vodka?: e nei loro occhi si coglieva una specie di terrore. Spiegai che da noi non si beve vodka tutte le sere. Certo che no! Ma allora che cosa bevete?. Ci pensai su. In effetti non è poi così facile rispondere a questa domanda. In Russia il vino entra nel novero di quelle bevande che compaiono a tavola nei giorni di festa o comunque per qualche occasione speciale. E sono principalmente le donne a consumarlo, perché ha una gradazione alcolica inferiore rispetto al cognac o alla vodka. Oltre a ciò un vino di qualità in Russia costa abbastanza caro, non è alla portata di tutti. Naturalmente anche da noi vi sono intenditori, gente che ama i grandi vini francesi, italiani, o anche bulgari e georgiani. Ma la maggioranza dei russi non fa follie per il vino. Labbinamento dei vini con le varie portate (il rosso con le carni, il bianco col pesce) non è arte molto praticata da noi. Le condizioni climatiche in cui viviamo sono dure, il sole è scarso, linverno lungo e rigido e breve lestate. E raro che qualcuno possa coltivare la vite in proprio. E anche per questo che non si può dire esista in Russia una cultura enologica vera e propria.
La vodka ovviamente si adatta molto meglio alle asprezze del nostro clima.
Quando le temperature scendono a -20, -30°... beh, un cinquanta, cento grammi di vodka ti
possono ben scaldare dentro. E un liquore forte, non cè che dire...
Anchessa si beve quando vi è qualcosa da festeggiare, un matrimonio o un
compleanno. Oppure quando si riunisce una compagnia di uomini: in questo caso è un ottimo
mezzo per rilassarsi e combattere lo stress. In genarale la vodka è consumata come un
alcolico più che non affiancata ai cibi allo scopo di valorizzare il sapore di una carne
o di un pesce.
A questo proposito giova ricordare che in Italia è praticamente impossibile
acquistare lautentica vodka russa. Di solito quella che si trova in Italia fa 37,
40°. Una volta in un ristorante italiano ci portarono una autentica vodka russa al
cocco (!), che faceva per lappunto 37°. Ma ve lo immaginate? Può essere
russa una vodka al cocco che fa solo 37°? Pensate sul serio che si possa
coltivare il cocco nel nostro paese? Per noi è un frutto così marcatamente esotico che
ancora ai giorni nostri molti miei connazionali non saprebbero letteralmente che fare...
con una noce di cocco!
Nelle calure estive in Russia si preferisce una bevanda come il kvas;
nei rigori dellinverno un buon thè, sicuro. Ai russi piace sia il thè verde che
quello nero. Lo bevono col miele, la marmellata, i dolcini, le noci. Sanno sceglierlo e
sanno farlo molto bene. Ecco, il thè è davvero la nostra bevanda quotidiana per
eccellenza. Noi prendiamo il thè e nel frattempo ce la raccontiamo senza fretta in
cucina, al calduccio, mentre fuori fischia il vento, soffia la bufera...
Vi è una domanda che mi sono spesso posta: se italiani e russi vivono in
condizioni climatiche opposte, se hanno alle spalle una storia, una cultura, tradizioni
diversissime... allora comè che per certi versi sono tanto simili gli uni gli
altri? Ambedue i popoli sono infatti schietti, emotivi e al tempo stesso spiritualmente
elevati: ed è forse per questo motivo che lItalia ha in ogni tempo incantato i
russi, così come gli italiani han sempre
mostrato verso la Russia un interesse particolare.
E un quesito che vorrei poter risolvere, prima o poi. Nel frattempo
però...
BUON APPETITO A TUTTI!!!
traduzione dal russo di G. Piovano