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La nota - Archivio

Non dimenticare Beslan!

Sono trascorsi ormai tre anni dalla mattina del 1 settembre 2004, quando più di un migliaio di abitanti di Beslan si riunivano felici nel cortile della scuola n. 1 per festeggiare il giorno "dell'apertura delle porte" con addosso i vestiti migliori della Festa.
Tre sono gia diventati gli Anniversari commemorati da una popolazione ancora fortemente colpita, dilaniata, squartata dall'atroce ricordo e dal dolore, immenso ed immutato che ritorna – ancor più inconsolabile – in questi giorni.

Migliaia le persone colpite dalla tragedia, un intero popolo – quello osseto – che assieme a tutte le altre nazionalità della Federazione russa (russi in primis) si fermeranno oggi a ricordare quella che sicuramente passera oltre la nostra breve esistenza e diventerà memoria storica del genere umano: la carneficina dei bambini di Beslan.
Ma se le tragedie dell'Uomo non possono essere classificate in base alla gravita, quella di Beslan presenta comunque connotati di immensità estrema. Per tre giorni più di milletrecento persone sono state rinchiuse in una piccola palestra senza cibo, senza acqua, alla merce di esseri disumani che hanno commesso, soprattutto sui bambini, ancor prima del loro assassinio, orrende violenze.

Susana Dudieva nei giorni scorsi in Trentino, ha testimoniato con la sua presenza la tragedia allo scopo di scuotere le coscienze per tenere sempre alta l'attenzione di tutti verso la violenza umana contro il proprio simile e la responsabilità di ognuno di noi nel pretendere dal Potere – in qualunque parte del Mondo – verità e giustizia.
Ma le pagine dei giornali, anno dopo anno, dedicano sempre meno spazio all'eccidio di Beslan rievocato sempre più raramente, il più delle volte solamente per speculazione politica e di parte.
La nostra Associazione fatica a far comprendere come il proseguire l'aiuto (specialmente psicologico), rimanga fondamentale per non far sentire soli ed abbandonati coloro - soprattutto i bambini - che hanno vissuto in prima persona quella tragedia o che ne sono stati colpiti negli affetti piu cari e nella carne dopo che gli aiuti materiali – copiosi – si sono lentamente esauriti.

Una candela alla finestra per non dimenticare i bambini di Beslan non basta; servirebbe un po' piu di coraggio (ed una visione strategica che non si scorge) da parte della politica e delle Istituzioni per continuare ad annoverare ancora le popolazioni della Federazione Russa fra i soggetti destinatari delle risorse della solidarietà internazionale.
Per parte nostra proseguiamo il lavoro a Beslan fra le donne, gli uomini, i bambini, le istituzioni locali per portare loro un po' di pace ed un concreto aiuto.

1 settembre 2007


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