Disclaimer:

Questo sito dà voce a tutti coloro che amano la Russia e desiderano confrontare idee ed esperienze riguardanti i rapporti fra i popoli italiano e russo. Se hai qualcosa da consigliare o da raccontare, fallo!! :-)

ama032.gif (11273 bytes)

 

Omaggio a Iosif Brodskij

Pietro Zveteremich Home Page

Cvetaeva Hyperbook

 

Se vuoi essere avvisato degli aggiornamenti del sito, clicca qui


 

La nota - Archivio

La Politkovskaja e i massa media

Stuprati dall’informazione. L’espressione non è nostra: è di Sergej Stepanovic Tchakhotine, già responsabile della propaganda del Fronte di Bronzo (Eiserne Front), la grande organizzazione antihitleriana messa su nel 1932 dal partito socialdemocratico tedesco. Tchakhotine fu un esperto ante litteram  dei meccanismi della comunicazione di massa e con quel “stuprati” indicava la violenza profonda, lacerante, invalidante, di cui è capace la propaganda politica. Si riferiva in particolar modo agli strumenti usati da Mussolini e Hitler, ma avvertiva che era un’arma a disposizione di chiunque, anche delle cosiddette democrazie.

Oggi, senza dubitarne neanche un secondo, possiamo affermare che tutta l’informazione sui paesi non “occidentali”, non “allineati” è volutamente deviata e omissiva. E la Russia rientra a pieno titolo tra i paesi inclusi nella lista nera dei paesi da dipingere con le “giuste” tinte. Perché? Perché è un paese militarmente ed economicamente pericoloso: troppo diverso, troppo grande, troppo ricco di risorse naturali. Conclusasi l’era sovietica, non è riuscita l’opera di terzomondializzazione, di farne cioè un deposito a buon mercato di materie prime, una colonia in stile sudamericano. Si è dovuto per forze di cose sostituire Eltsin e col suo delfino, Putin, le cose non sono andate come previsto.

Il “caso” Politkovskaja è solo l’ultimo esempio di stupro mediatico subito dal pubblico occidentale: sdegno, orrore per un crimine spiegabile solo nello scenario della Russia autoritaria di Putin -  ci hanno martellato i media. Un crimine commissionato dall’alto. Il messaggio sublimato o la menzogna-stupro, per dirla alla Tchakhotine, da far passare era: da noi, nel libero occidente, tutto ciò è impensabile; la Russia pertanto è un paese da condannare. Perfino qualcuno tra i siti di controinformazione più accorti si è lasciato abbindolare. La violenza è stata tale da provocare un’improvvisa e totale perdita della memoria: possibile che si siano tutti dimenticati dei nostri giornalisti uccisi - prendiamo a titolo esemplificativo l’Italia -  e di tutte le “stragi stato” di cui è costellata la nostra recente storia repubblicana (in 60 anni solo un condannato e per auto-ammissione)?

E’ stato fatto notare che la Politkovskaja è il 13° giornalista ucciso in Russia sotto la presidenza Putin. Peccato che non si sia fatto caso al particolare che il primato di Putin rimane ben al di sotto di quello dei 40 omicidi di giornalisti avvenuti sotto Eltsin, il presidente “democratico” sostenuto dall’occidente e primo responsabile della guerra in Cecenia. Ma si sa, esistono le guerre giuste e quelle sbagliate. Dipende solo da chi le fa. Povera Cecenia. Poveri noi.

Giuseppe Iannello

Per approfondimenti sul delicato tema consigliamo la lettura dei seguenti articoli pubblicati sulla rivista telematica "Megachip":

La cena delle beffe, di Giulietto Chiesa

Il conflitto russo-georgiano, di Mark Bernardini

Lascia un commento

Nome :   

Mail     :  

Messaggio
.

     mostra i [7] commenti   

[ vai alla "Nota" ][ vai all'archivio note ]

 

N.B.: Il sito non ha alcuna finalità commerciale: chiunque riconosca che il materiale pubblicato leda i propri diritti d'Autore è pregato di segnalarcelo, onde ottenerne l'immediata rimozione. Per tutti i contenuti è prevista la forma "Copyleft" eccetto là dove espressamente siano indicati i diritti di Autore.

Copyright © 1996 Associazione culturale "ECO" - Address: Ass. cult. "ECO", c/o Marcello Brignone, Via S. Caterina dei Bottegai n.34 - 98100 Messina

Administrator: postmaster@russianecho.net