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Boris Eltsin: "il primo"

Oggi hanno sepolto Eltsin. Il primo presidente della Russia senza l’Unione Sovietica. Il primo presidente russo eletto dal popolo nel XX secolo, il primo ad aprire le porte senza riserve al mercato, il primo … Giornali e televisioni russe e straniere non hanno lesinato aggettivi nel riconoscergli meriti, soprattutto nel ripetere quell’aggettivo “primo” … naturalmente dopo la fine dell’URSS. Grandissimi gli onori concessogli dallo stato e dalla chiesa ortodossa; anche il Patriarca Alessio II ha sottolineato che quello di Eltsin è stato il “primo” funerale di un capo di stato russo celebrato in una chiesa.
L’aggettivo “primo” tuttavia non sempre ha un’accezione positiva. E non si può dimenticare che Eltsin è stato anche:
- il “primo” responsabile nel 1991 del mancata firma del nuovo Trattato sull’Unione che avrebbe dovuto ridefinire la relazione dell’ex repubbliche sovietiche (escluso quelle baltiche) secondo nuovi parametri confederativi e più democratici; il risultato fu lo scioglimento tout court dell’URSS, che il suo stesso successore indicherà come la più grande tragedia del paese dopo la seconda guerra mondiale
- il “primo” responsabile della svendita delle ricchezze del paese attraverso l’uso spregiudicato del sistema delle privatizzazioni
- il “primo” responsabile della guerra in Cecenia
- il “primo” referente di quella che in Russia è stata definita la “famiglia”, ovvero quel gruppo ristretto di persone che hanno tratto enormi vantaggi economici e di potere dai legami famigliari col presidente
- il “primo” elettore e sostenitore di Putin, che, pur percorrendo strade ben diverse, lo preserverà da ricadute giudiziarie delle azioni del suo governo (il bombardamento ad esempio del parlamento “ribelle” nel 1993)
Sono pesanti pertanto le responsabilità di Eltsin in quanto “primo” presidente. Ma quando al cimitero di Novodevic - alla presenza di tutti i vertici istituzionali del paese e davanti alle telecamere che lo hanno “rimandato” per l’ultima volta nelle case dei suoi connazionali - è risuonato solenne l’inno, ogni russo si è sentito russo con Boris Nikolaevic. E con lui ha salutato e celebrato se stesso: la Russia!
Memoria eterna al suo primo presidente.

25 aprile 2007

Giuseppe Iannello

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