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La nota - Archivio

Il golpe del 1991

Quindici anni fa il putsch. Era il 19 agosto 1991. Tutto il mondo credette che in URSS si fosse sul punto di mettere fine al processo di rinnovamento radicale dello stato sovietico intrapreso da Gorbaciov nel 1985. I carri armati avevano invaso la capitale. Poi tutto si risolse nello spazio di tre giorni. 
Il colpo di stato era fallito? Sicuramente sì, quello dei golpisti ufficiali. Ma quello che non era riuscito a quest’ultimi – scalzare Gorbaciov dal potere - riuscirà a Eltsin. E’ di fatto in quegli stessi giorni che inizia l’ascesa irresistibile del futuro padrone del Cremlino. Utilizzando poteri autoconferitosi per meriti sul campo (è lui agli occhi del mondo – un po’ meno a quelli del suo paese- il salvatore della democrazia) pronuncia un serie di provvedimenti finalizzati de facto ad esautorare Gorbaciov dalle sue funzioni. Fino al dicembre dello stesso anno, quando viene sancito lo scioglimento dell’URSS. Non esistendo più l’Unione Sovietica, sarà lui il presidente della “nuova” Russia, senza il peso delle altre 14 repubbliche (per la verità 10, quelle si apprestavano a firmare il trattato della nuova Unione, che nel frattempo era andato a farsi benedire).
Inizia l’era Eltsin. Quella della Russia che paradossalmente si proclama indipendente e che adotta il mercato senza alcuna gradualità. Saranno quasi due decenni di vertiginosi arricchimenti dei più “intraprendenti” e di altrettanto vertiginosi impoverimenti della maggioranza della nazione. Dieci anni di saccheggio delle ricchezze del paese. Oggi il corso sembra essersi invertito – non certo per le naturali leggi del mercato. L’economia è in crescita e la Russia torna a “contare” in ambito internazionale. Ma attenzione il prodotto interno lordo non ha ancora raggiunto i livelli di quello del 1990. Certe forme di ricchezza abbagliano, ma non sfamano. 
Molti, moltissimi dei problemi della Russia di oggi traggono origine da quelle giornate di agosto. Fallimento per alcuni. Successo per altri. Sconfitta per il paese. 

 Giuseppe Iannello (18.08.2006)

Per approfondimenti si consiglia il sito in lingua russa della Fondazione Gorbaciov, ricchissimo di resoconti, documenti e recenti interviste sul tema riportate dalle testate più autorevoli della Russia.

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