Tolstoj rimosso

ltolstoj.jpg (35749 bytes)Gli avanzi al popolo. Il titolo in russo sulla copertina è tremendo e vero e dà ragione di questa pubblicazione. E’ il nocciolo della ricerca di vita di Tolstoj, di quel Tolstoj che è incredibilmente quasi del tutto ignorato e/o liquidato col termine tolstoismo, una specie di religione personale che a un grande scrittore si può pure concedere.

Carla Muschio ci presenta con testo a fronte due discorsi di Lev Tolstoj: sulla lingua dei libri destinati al popolo e sulle edizioni popolari.

Possiamo anche stare a discutere oggi – come allora – sulla validità scientifica degli esempi dati qui e altrove dallo scrittore a riprova del suo pensiero, ma rimane la sostanza di una verità semplice e devastante: dobbiamo finirla con “questa” divisione tra popolo e intellighenzia, tra un qualche soggetto da educare e un altro che si costituisce per auto-nomina educatore.

Dobbiamo finirla con la scuola delle “classette” e dei “maestrini”. Dobbiamo finirla con le “opere didattiche prive di qualità logiche, scientifiche, artistiche che finiscono con l’essere non sono inutili ma anche dannose perché suscitano disprezzo per i libri”. Dobbiamo mettere il materiale culturale alla prova della vita e per far questo non ci deve essere chi insegna e chi è “insegna ... to”, ma la reciprocità dell’apprendere. Se il popolo non accetta il “cibo” degli intellettuali ci sarà pure una ragione. Non sarà perché – dice Tolstoj -  è privo di sostanza? Non sarà perché l’intellettuale continua a studiare da solo, rifiutando di fatto la presenza al suo fianco del popolo, eternamente relegato al ruolo di allievo?

Giuseppe Iannello

 

 

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