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"Nikita Chruscev - ascesa e
caduta"
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Editori Riuniti ha riportato in libreria, ventiquattro anni dopo la sua prima comparsa, un'interessante biografia di Nikita Chruscev scritta dallo storico Roy Medvedev, ancor oggi uno dei nomi più noti e prestigiosi nell’ambito degli studi sull’epoca sovietica. “Nikita Chruscev – Ascesa e caduta” è un “ritrovamento” importante, perché permette di rivivere gran parte della storia del XX secolo attraverso la vicenda politica e personale di uno statista fuori del comune: appunto, Nikita
Chruscev.
Perché fuori del comune è presto detto: al contrario di Lenin e dei suoi compagni protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre, Chruscev,
cresciuto nel distretto minerario del Donbass, era figlio di contadini e operaio a sua volta, un proletario vero abituato a confrontarsi con le teorie sul maggese molto più che con quelle marxiste, un lavoratore
instancabile che voleva controllare, vedere, ascoltare tutto personalmente, ma anche un dirigente deciso e astuto, che seppe (o così volle il fato…) rimanere nei periodi più caldi del terrore staliniano non troppo vicino al “sole”, evitandosi pericolose scottature.
Tuttavia, nel momento in cui l’Unione Sovietica si trovò orfana del suo
piccolo padre, Nikita Chruscev dimostrò di essere anche, con tutta probabilità, la mente più lucida del ristretto gruppo dirigente che circondava Stalin nei suoi ultimi giorni di vita. Non solo: anche quello meno coinvolto nelle deportazioni, nelle “sparizioni”, nei processi fasulli, in tutti quegli episodi che videro Stalin ordinare e qualcun altro eseguire, e quest’elemento si rivelò decisivo una volta che il pericolo maggiore, quello che fosse Berja a succedere nella guida del paese, fu evitato, consentendogli di costringere ai margini della vita politica in pochi anni tutti o quasi gli altri membri del politbjuro suoi
concorrenti.
Una volta alla guida dell’URSS, al nome di Chruscev restano legati molti degli avvenimenti che hanno segnato il XX secolo: dalla crisi di Cuba al primo uomo nello spazio, dalla denuncia dei crimini di Stalin nel corso del XX Congresso del PCUS all’intervento russo in Ungheria, dalla prima volta di un leader sovietico nel palazzo dell’ONU alla crisi di Suez. Momenti talvolta drammatici, nei quali l’ex operaio del Donets dovette prendere decisioni importanti talvolta non solo per le sorti del suo paese, ma per quelle del mondo intero…
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Lo storico Roy Medvedev |
Roy Medvedev, pur senza nascondersi i tanti errori compiuti da Chruscev soprattutto in ambito agro-economico, l'eccessiva sicumera che lo caratterizzava e lo sprezzo troppo spesso manifestato nei confronti degli altri membri del Cc, tanto da provocarne la ribellione e il suo "siluramento" nell’ottobre del 1964, mostra per tutto il corso dell'opera di provare nei suoi confronti una certa simpatia, dettata dalla considerazione che egli fece per il suo Paese molto più di quanto gli si potrebbe mai imputare: la denuncia durante il XX Congresso del culto della personalità di cui si era macchiato Stalin determinò il ritorno dai Gulag o dalla forzata deportazione in Siberia di milioni di connazionali e la riabilitazione di migliaia di condannati a morte senza un reale motivo. Se non l’avesse fatto lui, forse sarebbero passati ancora decenni prima che la vera storia dei crimini staliniani potesse vedere la luce, e di certo il movimento comunista ne sarebbe uscito molto più indebolito.
M. Brignone
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Da Alessandro, 23.02.2008
Allora voglio partire dicendo ke anke se mi interesso molto delle opere buone e cattive ke ha fatt costui nn toglie il fatto ke egli facendo parte dell'URSS era uno individuo come dire un pò corrotto.Dico così xkè nel studiare L'URSS mi sn fatto questa idea forse voi direte un pò bizzarra ma nn so, quel ke so e ke nn ho mai visto uomino ignorante e spregevole di lui (vabbè ad eccezione dei tedeski).Adesso vi saluto e vi kiedo ankora 1 volta scusa, xò purtroppo è quello ke penso ----------------------------------
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