Tra gli eredi dell’impero romano d’Oriente si cela la chiave dell'attualità

Spiegare l'attualità al grande pubblico attraverso le vicissitudini dell'impero zarista e dell'impero ottomano. E' questo l'obiettivo dell'ultima opera di Franco Cardini Il Sultano e lo Zar: Due imperi a confronto, edita da Salerno Editrice. Perché scegliere di parlare della contemporaneità attraverso la storia di due imperi la cui esistenza ha avuto il proprio tragico epilogo con il primo conflitto mondiale? La scelta dell'autore non è casuale: l'impero zarista e l'impero ottomano avevano in comune di essersi professati, in un modo o nell'altro, eredi dell'impero romano d'Oriente.

[tratto da: Pietro Zveteremich, Fantastico grottesco assurdo e satira nella narrativa russa d'oggi (1956-1980),
Messina, 1980, pp. 63-66]

Anch'egli figlio degli anni sessanta e del «Novyj Mir», Fazil' Iskander è uno di quegli scrittori che possono prodursi soltanto in paesi come l'Urss o gli Usa, in società etnicamente e culturalmente composite, dove convivono e a volte s'incontrano nazioni e lingue profondamente diverse. Iskander scrive in russo, ma è un abchazo, ossia originario di quel piccolo popolo che vive nell'omonima repubblica che oggi è incorporata nella Georgia. Questo è un fenomeno consueto nella storia della letteratura russa, che ha assimilato autori di altra origine etnica e se ne è immensamente giovata, cosi come la letteratura anglo-americana è stata ed è per grande parte fatta con l'apporto di autori delle più diverse provenienze etniche, cosi come è accaduto anche per la letteratura tedesca dell'area danubiana. Com'è noto, ciò è dovuto all'attrazione e alla pressione esercitate dalla nazione e dalla cultura egemoni in grandi Stati o aree geografiche plurinazionali..

Il concerto della grande pianista russa a Messina

Lo scorso 4 Gennaio 2015 - presso il Palacultura “Antonello da Messina”, ormai divenuto il salotto buono del nostro centro peloritano – l’Associazione Filarmonica Laudamo - “Ente Morale” inaugura il nuovo anno con un concerto dedicato all’esponente più autorevole del simbolismo russo, A.N. Skrjabin [1872-1915], proprio nel centenario della sua morte. Lo fa con una interprete d’eccezione, la pianista Violetta Egorova, artista di ben consolidata carriera che vanta in curriculum, fra le altre cose, il Primo Premio al XX Concorso Pianistico Internazionale “Casagrande” di Terni.

La riproposizione della santità come strumento d'unità tra Oriente e Occidente.

 

Due conferenze nelle settimane scorse, hanno rilanciato a Messina il tema dell'Oriente, toccando la questione, fascinosa e ad un tempo scivolosa, della santità. Ha esordito temporalmente il Gabinetto di Lettura, dove Lucietta Di Paola Lo Castro e Maria Caltabiano hanno presentato il libro “San Costantino Imperatore” (vedi scheda n.1), frutto delle ricerche di una equipe di studiosi; ed ha idealmente continuato la Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini proponendo nei suoi locali, nell'ambito della Settimana per l'Unità dei Cristiani, l'incontro dal titolo “Il volto della Santità in Oriente”, soffermandosi in particolare nello sconfinato panorama fisico e spirituale della Chiesa ortodossa russa, con i suoi mille anni di storia.

In occasione dei 700 anni dalla nascita del grande santo russo pubblichiamo il saggio inviatoci da Frate Adalberto Mainardi della Comunità di Bose.

 

La biografia di san Sergio di Radonež (1314 ca.-1392)* è inseparabilmente intrecciata agli eventi che nel XIV secolo segnarono il sorgere dell’egemonia moscovita tra i principati russi, e il nascere di una nuova coscienza nazionale russa (1): la vittoria del gran principe di Mosca Dmitrij sul tataro Mamaj a Kulikovo (1380) diverrà l’emblema del riscatto della Rus’ dal giogo straniero.

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