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Ce n'è per tutti, anche per il riverito, bonario, lungimirante superiore, restauratore di Icone nella sua comoda ed ariosa stanza. Ma, pare, l'avvertimento datogli, il segnale profetico annunziato­gli non sia stato compreso. Lo sarà poco dopo, quando la bella, luminosa, ariosa, comoda "cella" del molto reverendo egumeno prenderà fuoco per la sbadataggine di un maldestro novizio; ma viene tem- pestivamente spento dall'accorrere dei monaci, con secchi d'acqua; Ma il nostro profeta aveva cercato di avvertire, in tutti i modi, come il celebre Gallo d'oro dell'antica fiaba russa (magistralmente raccontato dal grande Puskin)! l'interessato, del pericolo imminente, facendogli trovare tra i piedi un tizzone spento di trave; ma la cosa era passata inosservata.

Dove andare, ora, con la cella semiarsa? Dove sistemarsi, nel frattempo? Idea! Dal nostro santo asceta profeta taumaturgo che, così, potrà insegnare a distaccarsi dalla preoccupazione della terra e dagli affanni della vita comunitaria (i ruoli si invertono!). "E' permesso? C'è nessuno, Posso entrare?" (quante cerimo­nie! ), "Posso stare con te? Mi vuoi? (!) -quando mai un superio­re chiede permesso a un suo suddito- Sono stanco degli oneri (non degli onori!) di egumeno; voglio intraprendere il duro agone ere­mitico, voglio salvarmi l'anima (e fino adesso che hai fatto?).

Rinuncio all'alta carica ecclesiastica, conservo la croce preziosa, farò l'asceta… ma, dove dormire? Qui, sul carbone?! Pazienza… Leviamoci i bei, comodi, morbidi stivali di pelle (dono di sua eminenza reverendissima, l'arcivescovo); però la mia coperta, no! Morbida, calda, riposante, trapunta di piuma d'oca, la mia coperta, almeno questa… ".

"Sto finendo di leggere un libro interessante" confida l'insonne asceta "racconta i peccati degli uomini, i loro egoismi, i loro vizi abominevoli, le loro ipocrisie, le colpe innomina­bili, il morboso attaccamento ai difetti, le loro false scuse e giustificazioni… ". "E brucerà la pula in un fuoco inestin­guibile "(Mt.3,12). "Prendetemi e gettatemi in mare, e si cal­merà"(Giona 1,12). "E il fumo saliva come quello di una forna­ce"(Gen. 19,28).”Giorno di tenebra e di oscurità, di nube e di caligine, giorno del Signore che viene" (Gioele, 2, 1-2). "Giorno di angoscia e di afflizione, di tenebra e oscurità, di nube e di fumo"(Sof.l,15). "E la nube riempì il tempio, e i sacerdoti non potevano rimanervi, a causa del fumo" (l° Re, 8, 10-11). "L'odore respinse il demonio, che fuggì via… " (Tob. 8,3).

Con un insolito esorcismo di biblica reminiscenza, anche il nostro povero egumeno sperimenta i bruschi metodi educativi e correttivi del suo profetico discepolo… Ma non è tanto questo che, poi, lo umilia a confonde; quanto, lo spavento di morire all'improvviso provato; la paura della propria fine imminente, drammaticamente inattesa… Che vergogna, per un monaco di lunga data, per un religioso "esemplare", per un superiore modello! Altro che rinuncia al mondo, desiderio di Dio, anelito di vita eterna… Quanta ipocrisia, quanto farisaismo, quanta finzione nella sua vita religiosa… Quanto bene gli ha fatto questa rude, drastica esperienza, questa improvvisa prova, questo in­atteso esame di cosciènza… Tutto qui, il suo amor di Dio! Oh! che delusione… Altro che ascesi eremitica!

Devo ringraziare il mio discepolo-maestro; devo riconoscere che questo suddito mi è superiore; devo proporgli la professione monastica del grande Abito angelico…
"Puoi levartelo dalla testa, padre! Non ne voglio sentire parlare; lasciatemi stare nel mio rimorso... ".
"Lasciatemi, invece, lasciate che mi prepari a morire; vediamo se io sono pronto ad andarmene da questo mondo. Incominciamo a pro­curarci la bara mortuaria, vediamo: ah, la cassapanca, ripostiglio per le reti, può andar bene! Vediamo come si sta, dentro…

 

 

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