| Gagarin e padre Anatolij |
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| Scritto da Giuseppe Iannello |
| Martedì 12 Aprile 2011 16:20 |
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Mi stavo accingendo a scrivere l'introduzione ad un articolo sui luoghi in cui è stato girato “L'isola” quando sono stato colto da un'analogia insolita. Gagarin, sì Gagarin e padre Anatolij (il protagonista del film). Entrambi eroi; della scienza il primo, dello spirito il secondo. Jurij ha conquistato lo spazio, Anatolij la salvezza. Entrambi sono “ascesi” dopo anni di duro lavoro... Padre Anatolij non è un personaggio reale, ma molto verosimile, costruito secondo lo sceneggiatore Sobolev sulle figure di due startsy realmente esistiti. Anatolij è rappresentazione scenica di una realtà spirituale che pochi artisti sono riusciti a trasmettere. Un'operazione fallita anche a Dostoevskij, il cui padre Zosima dei Fratelli Karamazov molto poco riflette la realtà, non riesce infatti a cogliere ed a esprimere l'essenza del monachesimo ortodosso. Padre Anatolij è invece emblema, paradigma della straordinaria ricchezza spirituale che l'ortodossia è riuscita a preservare e che in Russia ha avuto alcune delle sue manifestazioni più alte. Il monachesimo ridotto al lumicino in occidente, nell'Europa ortodossa è stato sempre presente, ha costituito la parte fondante della chiesa ortodossa, affermandosi senza imporsi con la forza. Settant'anni di ateismo di stato non l'hanno spento... lo spirito del monachesimo è rimasto nascosto tra la neve, tra i ghiacci; tanti “padri Anatolij” hanno continuato a “vivere” e morire, uomini coscienti intimamente di essere peccatori, ma anche per questo ricordati come santi.
Gagarin e Anatolij, due volti di un'unica Russia, grande nelle due dimensioni fondanti l'uomo di ogni tempo: quella esteriore, delle conquiste di nuove frontiere del visibile e del tangibile, e quella interiore, delle conquiste degli spazi invisibili e intangibili dell'anima.
Giuseppe Iannello 12 aprile 2011
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Settembre 2011 20:37 |





Gagarin e padre Anatolij
E Gagarin? Beh Jurij è l'eroe di una nazione: la conquista dello spazio non è stata solo una conquista della scienza, del progresso puramente tecnologico, non è stata la conquista di un'elite intellettuale. E' stato uno dei traguardi di un popolo che ci ha creduto, che ha creduto a se stesso, che ha saputo entusiasmarsi (molto al di là della logica conflittuale della guerra fredda) nella ricerca dell'insondato, del mai raggiunto, che ha voluto dire “ci sono”.











