Storia della Cecenia PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Pistorino   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 18:29

STORIA DELLA CECENIA
Memoria, tradizioni e cultura di un popolo del Caucaso

di Aldo Castellani

pagg.343, euro 19.00 (2008)
Rubbettino Editore

 

La Cecenia è da subito associata nella mente degli europei alle due sanguinose guerre che hanno avuto luogo tra gli anni '90 e i primi anni del nuovo millennio. In realtà, come è ben evidenziato nel bel libro di Aldo Castellani*, si tratta di un paese, la cui antichità rimanda ai miti greci su Prometeo, in parte localizzati nel Caucaso.

Un paese di antica storia e cultura, abitato da un popolo fiero e coraggioso, da sempre legato ai suoi usi e alle sue tradizioni. Ciò è ben evidenziato dall'autore, nei capitoli riguardanti la cultura, gli usi, i costumi, il diritto consuetudinario, l'architettura e le credenze religiose pre-islamiche del popolo ceceno, in cui ci è restituita l'immagine di compattezza e originalità dei ceceni, ma dove è anche evidenziata la loro affinità con i popoli caucasici confinanti (in particolare, con gli ingusci). Questa chiara e dettagliata parte sulla vita quotidiana è accompagnata da una parte iniziale, riguardante la storia della Cecenia a partire dall'Antichità.

L'attenzione dell'autore si concentra maggiormente sui due aspetti che caratterizzeranno la Cecenia moderna: l'Islam, che iniziò la sua penetrazione a seguito dell'invasione mongola del XIII sec., e l'incontro-scontro con la Russia, iniziato nel XVI sec., quando i russi, penetrando nel paese, vennero però quasi subito respinti dagli ottomani; diverso fu l'esito della penetrazione russa nel Caucaso nel XVIII sec., soprattutto per la loro capacità di prevalere militarmente sugli Ottomani, nel corso delle guerre russo-turche di fine '700 e inizio '800. Da questo momento, iniziò il lungo conflitto ceceno-russo, che si è protratto fino ai nostri giorni. Ma appare, in tutta evidenza, la differenza tra le due ultime guerre in Cecenia e quel confronto bi-secolare che ha contrapposto i ceceni all'Impero Russo. Allora, infatti, i ceceni opposero la propria fierezza e il proprio spirito di indipendenza a un Impero che, avendo avuto la meglio sugli Ottomani, ampliava sempre più i propri possedimenti nel Caucaso. Ma, soprattutto, i ceceni avevano trovato un forte elemento di coesione (oltre che nella loro cultura) nella diffusione delle confraternite sufi musulmane, che seppero anche adattarsi in parte al loro diritto consuetudinario (l'Adat), e che seppero senz'altro dare un validissimo inquadramento, anche militare, per la difesa della loro terra.

L'Imam Shamil, fondatore dell'Imamato Ceceno-Daghestano e combattente contro i russi nel XIX sec.

Tutt'altra storia per le guerre degli anni '90 e duemila: qui si inserirono fattori esterni, quali il wahhabismo; Una setta eterodossa modernista, puritana e integralista, dell'Islam, che contribuì all'inasprimento della guerra e delle reazioni militari russe, con i suoi sanguinosi attentati in terra russa e con i suoi mascherati finanziamenti occidentali (ben documentati però dall'autore). Tanto che, gli stessi ceceni (presso i quali, grazie ai cospicui finanziamenti sauditi, i wahhabiti avevano avuto inizialmente grande spazio) presero le distanze da loro, avendo ben compreso come essi fossero portatori di interessi estranei alla Cecenia; e, soprattutto, sentendoli estranei rispetto alla loro forma religiosa tradizionale, basata sull'Islam delle confraternite sufi. Tutto ciò e evidenziato dall'autore, con chiarezza e con una cospicua documentazione. 

Se, comunque, un limite può essere riscontrato in questo bel libro, è forse nel non avere evidenziato a sufficienza il contesto generale in cui si è manifestata la rivolta dei ceceni tra gli anni '90 e il duemila. Gli anni '90 infatti videro il rischio, vicinissimo a concretizzarsi, di disgregazione della Federazione Russa, dopo quella dell’Unione Sovietica; rischio addirittura auspicato da alcuni settori dell’establishment occidentale e favorito, ad esempio, con l’utilizzo di elementi esterni, quali appunto i wahhabiti. Su questa base, è più facile comprendere l'entità e le modalità della reazione russa (anche se, ovviamente, non si possono in alcun modo giustificare i massacri di civili o i bombardamenti indiscriminati): la Russia, infatti, combatteva per la sua integrità in quanto Stato, quindi per la sua sopravvivenza, nel Caucaso, ma anche in Europa e in Asia centrale. Che sia riuscita nel suo intento, avendo fatto pagare al popolo ceceno un prezzo così alto, è qualcosa di cui certamente nemmeno i russi vanno fieri. 
                                                                                                                                                            
                                                                                                                                                              Fabio Pistorino

*Aldo Castellani, insegnante e scrittore, è esperto di lingue e culture del Caucaso, avendo trascorso diversi anni in loco, in particolare all'Università di Tbilisi, in Georgia. Ha scritto diversi articoli sui temi analizzati nel libro, sia in riviste che in siti internet.

Articoli collegati presenti sul sito:
"Gli untori della guerra" (luglio, 2003)
"Cecenia: a chi non piace la pace?" (febbraio, 2004)
"I mandanti di Beslan" (settembre, 2004)
"Il rischio Cecenia" (febbraio, 2010)
 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 21:58
 
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