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Una moglie nata nella porpora

Leggiamo nelle antiche cronache che nell'anno 6496 (988) - due anni dopo la scelta del rito greco - Vladimir intraprese una spedizione militare contro Cherson, una ricca colonia greca sul Mar Nero. Ai primi attacchi dei russi la città si difese valorosamente e costrinse gli attaccanti a predisporsi per un lungo assedio che, forse, non rientrava nei piani del kieviano. Senonché, provvidenzialmente, un cittadino di Cherson indicò ai russi la sorgente che riforniva di acqua la città.

Se ciò si avvererà riceverò il battesimo - fu il voto che pronunciò il principe per quell'aiuto decisivo con il quale avrebbe piegato la resistenza dei chersonesi.

Evidentemente le sorti della battaglia o si erano messe talmente male per lui, al punto che vide in quella delazione un aiuto mandatogli dalla Provvidenza e promise in cambio della vittoria, come voto di riconoscenza, di convertirsi, oppure la conquista di Cherson era strategicamente decisiva per il buon esito dei suoi propositi.

Cherson assetata capitolò e Vladimir poté inviare agli imperatori bizantini il seguente messaggio: Vedete, ho conquistato la vostra celebre città. Sento che avete una vergine sorella. Se voi vi rifiutate di darmela in moglie, farò contro Costantinopoli come con Cherson..

Iniziò, in tal modo, tra russi e bizantini, una vera e propria trattativa: gli imperatori facevano sapere a Vladimir che non gli negavano la mano della sorella a patto che egli, come vuole la legge dei cristiani, si battezzasse e la qual cosa, come sappiamo, non solo non dispiaceva al principe ma la desiderava.

Tuttavia vi era una condizione e questa inaccettabile per il kieviano: gli imperatori pretendevano che egli prima si battezzasse poi, in un altro momento, e lasciata Cherson, gli avrebbero mandato in sposa la loro sorella.

Ma non ci fu nulla da fare. Vladimir era irremovibile e minacciava di attaccare. Così, nonostante la recalcitrante principessa che non voleva saperne di andare in moglie ad uomo considerato ancora barbaro, il battesimo si celebrò insieme alle nozze.

Stando alle cronache, dunque, la spedizione militare contro Cherson, che poteva scatenare una guerra ben più ampia e sfavorevole per i russi, sarebbe stata originata dal desiderio di Vladimir, certo comprensibile, di prendersi una moglie nata nella porpora e null'altro.

Però, questa storia, nonostante un intervento divino che nell'immediatezza delle nozze, a battesimo avvenuto, restituì al principe la vista misteriosamente perduta poco prima, presentandocelo trasfigurato e mansueto, pronto a professare che il Dio cristiano é in verità un gran Dio, almeno per le modalità mostra una conversione poco spirituale e molto terrena che mal concilia il momento della scelta, così come l'hanno trasmessa le cronache, con quest'esito nel quale il battesimo é per lo più un preliminare necessario alle nozze. E sembra poco verosimile che dopo aver deciso di ricevere dai bizantini la loro religione il principe russo mettesse a repentaglio tutta l'operazione per soddisfare un capriccio, se di capriccio si trattava. Tanto più se consideriamo che anch'egli, in base alla politica matrimoniale in uso nell'impero e dopo una regolare conversione, poteva aspirare a un matrimonio con qualche fanciulla di corte.

I due episodi, della scelta e del battesimo, così come sono riportati nelle cronache, sembrerebbero due avvenimenti completamente originati da due ben diversi contesti apparentemente scollegati fra loro come se, appunto, il battesimo di Vladimir non fosse il risultato di una scelta motivata dal desiderio di convertirsi al cristianesimo ma da un ben altro progetto.

 

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