| NOVE MAGGIO |
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| Scritto da Giuseppe Iannello |
| Venerdì 08 Maggio 2009 18:50 |
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Una “festa” di popolo perché non si celebrano generali geniali, ma il sacrificio inaudito di un intero popolo. 27 milioni - dicono le ultime statistiche – furono le vittime russe nel secondo conflitto mondiale. Il nazismo fu fermato dal popolo russo, oserei dire, nonostante la sua classe dirigente, soprattutto nonostante Stalin. Che non fu affatto uno geniale stratega e male gestì i suoi migliori generali (quelli sopravvissuti alle purghe della fine degli anni ’30).
Molti russi oggi porteranno al braccio un nastrino nero arancione, ricordo dei colori delle Gvardejskie Vojska (i Reparti della Guardia) simbolo dell’eroismo di un popolo. Oggi non sarà solo il giorno della parata sulla Piazza Rossa, oggi sarà il giorno del ricordo di tutte le vittime, del minuto di silenzio, della visita ai tanti monumenti al milite ignoto, in ricordo di tutti quelli che scomparvero, senza lasciare nessuna traccia di sé. Molte organizzazioni in Russia ancora si dedicano alla ricerca dei dispersi. Vanno sui campi di battaglia e trovano i resti di soldati ai quali si cerca di dare un nome, restituendone le spoglie ai loro cari. Il nove maggio è una “festa” pubblica e privata: pubblica perché la vittoria fu della nazione, privata perché ogni famiglia piange i suoi morti: “Questa è una festa con le lacrime agli occhi”. Ricordare è d’obbligo. Anche per noi, a migliaia di chilometri di distanza. Quanti italiani furono sepolti in quelle terre per una guerra combattuta dalla parte sbagliata? Eppure i russi non ci serbano rancore. Non dimentichiamolo.
9 maggio, 2009 Giuseppe Iannello Links: Le canzoni della Grande Guerra Patriottica nella serata organizzata dall'Università di Messina per il 60° anniversario L'intervista a Trento Malatino, un reduce della Campagna di Russia della II Guerra Mondiale. "Un nove maggio diverso", alla ricerca dei soldati morti sui campi di battaglia della Russia. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2009 18:54 |





“Questa è una festa con le lacrime agli occhi” recita una canzone che in Russia tutti conoscono a memoria, meglio dell’inno nazionale. Il nove maggio è il “giorno della vittoria e della memoria”. La festa più sentita tra la gente. Ancora oggi a distanza di quasi sessantacinque anni, quando gli ultimi testimoni “attori” si accingono a lasciarci…
La vittoria sul nazismo è la vittoria dei russi. Perdonateci questa affermazione categorica. Un russo non lo direbbe: perché i morti non si ostentano si piangono. Ma la classe dirigente americana e inglese, Churcill in testa, lo sapeva benissimo: solo la sconfitta sul fronte russo, poteva dare una chance di successo alle azioni militari sul fronte occidentale. Per questo mandarono armi e rifornimenti ai sovietici; ai loro nemici ideologici. Per questo sperarono che nazisti e sovietici si facessero fuori a vicenda e per questo avevano preparato già nel 1945 i piani per una nuova guerra contro la Russia (la cosiddetta “Operazione Impensabile”). Ma… questi sono tristi e squallidi giochi di geopolitica, che ebbero continuazione nell’architettura della Guerra Fredda.












Commenti
la ringrazio per il suo contributo alla riflessione. Rimango convinto delle reponsabilità di Stalin anche a conflitto in corso e ho riassunto il mio convincimento in quel "i russi hanno vinto nonostante Stalin". Ovviamente è un'opinione; c'è da dire che pure Chrusciov nel famoso discorso al XX congresso del PCUS, quando fece un'analisi dettagliata dei crimini di Stalin, disse molto di poco agiografico anche del suo agire durante il conflitto: di sicuro non fu un geniale stratega militare.
Altra cosa invece il giudizio sui patti Molotov Ribentropp di cui è corretto parlare solo alla luce di quello che era successo prima: soprattutto l'anno prima, la Conferenza di Monaco, che di fatto diede il via libero a Hitler... Nel sito se ne parla chiaramente in "Russia-Polonia . A lezione dalla storia", qui:
http://www.russianecho.net/index.php?option=com_content&view=article&id=309%3Arussia-polonia&catid=3%3Apolitica&Itemid=9&lang=it
saluti
G. I.
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