da Russianecho.net – edizione russa

Premessa realistica

La premessa è d'obbligo. Per evitare fraintendimenti ed inutili illusioni: molto si può fare (russi e “amici” della Russia) per migliorare l'immagine della Russia; ma fino a quando i poteri forti, economici, militari e mass-mediali, agiranno in maniera diretta in senso contrario (per distruggere cioè il “marchio” Russia) ci sarà poco da fare. Basti dare un'occhiata ad alcune rivelazioni di wikileaks*per rendersi conto che a remare in senso contrario alla “buona fama” vengono profuse una quantità di energie e moneta contro le quali il meglio che si possa realisticamente auspicare è che nei “sondaggi” non si vada troppo indietro.

 

Meglio non fare niente allora? No, perché, se negli anni passati non si fosse agito, le cose starebbero molto peggio: la Russia probabilmente sarebbe già oggi un paese inglobato nei paesi “a rimorchio”, un paese “democratico” a sovranità limitata, un paese di cui pertanto non preoccuparsi troppo... La Russia di oggi invece ha preservato (miracolosamente?) spazi notevoli di sovranità ed una certa identità ancora non soffocata dalle civiltà “progredite” e senza volto di un occidente che si sposta sempre più subdolamente e minacciosamente ad oriente...

Il corso della storia non lo si può cambiare, ma essendo uomini, quindi per definizione creature o essere finiti, e non avendo quindi il potere di determinare con certezza il futuro, abbiamo il dovere di seguire la nostra coscienza e di continuare a scrivere le nostre piccole storie che faranno comunque parte della grande storia.

Detto questo, andiamo sul concreto e proviamo a prendere in considerazione alcune realtà che sicuramente costituiscono elementi importanti nella costruzione dell'immagine Russia.

Il punto di osservazione sarà sempre quello di un italiano.

Russia Today: canale televisivo internazionale in lingua inglese (ma anche in spagnolo e arabo) diffuso in tutto il pianeta (con una versione ad hoc per gli Stati Uniti). Promosso a pieni voti: il fatto stesso che sia temuto e attaccato dagli USA (da alti esponenti del business e governativi) la dice lunga sulla sua efficacia informativa... Ma fatto ancora più rilevante è che RT sia diventato un punto di riferimento, una fonte primaria per la cosiddetta “controinformazione” qualunque sia la sua connotazione ideologica. Russia Today non viene quindi percepito tra il pubblico attento come la voce del Cremlino, ma come una “voce diversa”, una “voce altra”, una sorgente dove attingere qualcosa di meno appiattito sul main stream globalizzato.

Fond Russkij Mir: basta andare a leggersi sul sito relativo la filosofia, gli obiettivi e i compiti di questa possente fondazione per rendersi conto che si tratta veramente di qualcosa di teoricamente molto fondato, serio e indispensabile alla divulgazione del patrimonio culturale della Russia (una sorta di “British Council” russa), inoltre Russkij Mir sembra dare la possibilità (o l'illusione) a chiunque abbia un'idea (piccola associazione o anche individuo) di vedersela finanziata e realizzata.

La realtà nondimeno è spesso diversa e non solo perché i soldi non possono bastare per tutti. Troppe carte (e spese...) attendono il richiedente, prima ancora di sapere se il progetto verrà preso preso quanto meno in esame: eh sì perché la maggior parte vengono scartati (ancor prima di venire studiati nel loro contenuto) perché privi di qualche requisito tecnico, la cui logica è spesso oscura o assai discutibile. Come se non bastasse, attese fino a sei mesi oltre il termine previsto per la comunicazione dei risultati. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per scoraggiare anche i più volenterosi spiriti russofili.

Risultato generale: esattamente il contrario di quello che si voleva raggiungere. E' vero, a Russkij Mir si deve la costruzione in moltissimi paesi di moderni centri di lingua e cultura russa, ma il popolo dei simpatizzanti della Russia rimane lontano, estraneo all'istituzione “Russkij Mip”. Il che significa che c'è qualcosa che non va strutturalmente.

C'è, crediamo, un errore metodologico fondamentale (peraltro tipico di qualunque grande ente preposto all'erogazione di fondi): quali progetti approvare lo si decide centralmente senza una conoscenza diretta del territorio e delle realtà locali; si dovrebbero invece, sempre a nostro parere, costituire gruppi regionali con la funzione non solo consultiva, ma stimolante, incentiva: perché chi ha idee e competenze deve sempre “elemosinare” e non il contrario? Russkij Mir cioè dovrebbe offrire il proprio sostegno a persone e gruppi (non per forza già costituiti) che già operano o hanno tutte le potenzialità per farlo: la differenza non è da poco. Nel mondo dello sport si va a caccia del talento e poi lo si sostiene. Questo metodo “all'inverso” garantisce maggiore oggettività nella scelta e soprattutto è molto più gratificante per il beneficiario del finanziamento, che si sentirà impegnato anche idealmente (nel senso di idealità) a realizzare il progetto.

La voce della Russia: è sicuramente migliorata nel corso degli ultimi anni, ma si porta dietro il fardello del passato, di essere “Radio Mosca”, la voce statuaria del Cremlino, e richiama inevitabilmente, suo malgrado, qualcosa di statico... Il suo pubblico non può non essere di “nicchia”. Tuttavia la La voce della Russia sembra oggi avere notevoli spazi di miglioramento e mostra apertura e disponibilità al dialogo, rappresentando spesso la sola possibilità per chi si occupa di Russia di far conoscere il proprio lavoro o esprimere le proprie idee e sentimenti.

Russia Oggi: da non confondere col canale televisivo. Si tratta di un progetto della “Rossiskaja Gazeta”, dal titolo in inglese in realtà assai diverso e significativo “Russia beyond the headlines”, che prevede la pubblicazione mensile di un supplemento interamente dedicato alla Russia da parte di alcune (al momento sono 17) delle più note testate europee e mondiali. In Italia esce con Repubblica ed ha un sito continuamente aggiornato. E' un'iniziativa moderna, audace, ambiziosa, con un format piacevole, attraente, pluralista … Voto sette.

Certo non può non colpire l'abbinamento con “Repubblica”, un giornale che in Italia ha un ruolo fondamentale nel trasmettere un'immagine negativamente stereotipata della Russia. “Russia Oggi” (che in altre lingue assume altre denominazioni) sembra avere tuttavia una vita a sé stante, soprattutto nella versione online.

Valdai International Discussion Club: un tavolo di discussione tra “i maggiori esperti di Russia” nel mondo e che ha come momento fondamentale una settimana annuale di incontro con i vertici della classe dirigente russa (inclusi presidente e primo ministro) con i quali i componenti del club hanno la possibilità di intrattenersi per ore. Invitare giornalisti e politologi russi e stranieri a corte (e per più giorni) è lodevole, segno di grande apertura.

Non ci risulta che esistono organismi equivalenti nelle grandi democrazie occidentali. Non convincono tuttavia non pochi nomi di invitati, ormai incalliti nei loro stereotipi, ancora peggio se accademici: é inutile rincorrere chi non vuol sentire, bisognerebbe puntare su gente, magari meno affermata, ma più elastica, più capace di mettersi in discussione e di farsi promotore di una visione della Russia quantomeno non rigida, non scontata, più dinamica, meno imbrigliata in categorie tutte da rivedere sia per la storia passata che quella presente e... futura.

Entusiasma vedere i vertici russi esporsi al dialogo franco e informale con gli “stranieri”... Sbagliato inseguire il consenso, la comprensione internazionale. Difetto atavico questo di gran parte dell'intellighenzia russa, fin dalle sue origini … da Pietro il Grande.

Associazioni dei connazonali

Grande attenzione in patria da alcuni anni per i russi che vivono all'estero. Il governo ha capito che costituiscono una risorsa irrinunciabile alla costruzione del paese. Il legame con la madre patria, alimentato e sostenuto, rende questi russi i primi testimonial dell'immagine Russia oltre confine. Il loro sentirsi russi, anche “altrove”, anche dopo molti anni, rafforza il senso di appartenenza. I russi non si sentono più soli, abbandonati a se stessi, diversi da quelli che sono rimasti; un sentimento, uno stato d'animo quest'ultimo, che nel secolo scorso era caratteristico, consequenziale quasi allo status di emigrato.

Le associazioni dei connazionali hanno nondimeno il difetto di apparire dei circoli chiusi, con la tendenza a formare una sorta di nuova burocrazia per farne parte, per farsi riconoscere soggetti aventi diritto ad usufruire dei vantaggi che l'appartenenza comporta.

Inoltre in quanto tali, le associazioni di connazionali, sono per loro natura escludenti, sono “comunità etniche”, luoghi dove poter preservare il proprio patrimoni culturale e di tradizioni, ma non luoghi di incontro con il “non” russo. Un russo contento all'estero è indubbiamente una risorsa, due russi contenti in associazioni “inter nos” fanno scappare i “clienti”...

Forse potrebbe essere utile recuperare lo spirito delle vecchie associazioni “Italia-URSS”, di luoghi cioè dove chiunque avesse un qualche genere di interesse per la Russia andava e “condivideva” le proprie esigenze o semplicemente le proprie curiosità. Vi ricordate le librerie Italia-URSS? Nostalgie a parte, si dovrebbe prevedere un coordinamento libero (ed in ciò sostanzialmente diverso sia dalle vecchie strutture modello Italia-URSS sia da quelle recenti) delle associazioni che si occupano di Russia in cui i “connazionali” devono essere una voce importante ma non l'unica.

Il più delle volte è “l'italiano” (che conosce la Russia) che si rende meglio conto di “cosa e come fare” in Italia. Finanziare pertanto le associazioni dei connazionali per migliorare l'immagine della Russia, dimenticandosi di realtà più eterogenee ed inserite nel territorio, si può rivelare non sempre la scelta migliore.

Giuseppe Iannello

agosto,2011

 

 

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