La storia delle storie: i cento anni dell'animazione russa PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Brignone   
Domenica 15 Marzo 2009 10:57

E' appena uscito nei cinema russi il film di animazione "Il compleanno di Alice" ("День рождения Алисы"). Alice è un personaggio della letteratura per ragazzi molto conosciuto in Russia, frutto della fantasia dello scrittore Kir Buliciov. Negli anni '80 divenne la protagonista di una famosa serie di cartoni animati, e ancora oggi il cinema prova a sfruttarne il fascino seduttivo sui bambini di oggi come su coloro che lo erano venti anni fa... Ma ciò che incuriosisce ne "Il compleanno di Alice" sono le due dimensioni: dove sono gli effetti speciali della computer-grafica? Dov'è il 3D, così di moda ai nostri tempi?

L'effetto un pò retrò del più recente film di animazione russo potrà non piacere a qualcuno, ma ci ha ricordato una battuta del grande regista e animatore Aleksandr Petrov,  vincitore di un Oscar nel 1999 con "Il vecchio e il mare": «Con il computer è facile perdere il controllo sul materiale. Nell'animazione computerizzata talvolta l'artista non si vede affatto, mentre si apprezza soprattutto il software con cui è stata costruita...»

Partendo da questo presupposto, abbiamo voluto tornare un pò indietro e ricostruire la storia di quella che è stata l'animazione di "scuola russa". Abbiamo scoperto una realtà poco nota in Occidente ma ancora estremamente vitale e di grande interesse. Naturalmente ci siamo aiutati con i mezzi che internet ci mette a disposizione, in particolare Wikipedia per quanto riguarda la parte testuale (una storia del film di animazione vi è reperibile, pur divergendo in diversi aspetti, sia in russo che in inglese) e YouTube per la ricerca dei film più significativi, augurandoci che anche per voi leggere e - soprattutto - guardare questi splendidi "gioielli" sia occasione di divertimento come lo è stato per noi.

Tutto ebbe inizio ai primi del novecento, quando Vladislav Starevich, un entomologo di origini polacche appassionato di fotografia, volle girare dei brevi film sulla vita degli insetti. Nel 1910, durante la lavorazione di un documentario sui coleotteri, ebbe l'idea di fare dei calchi delle corazze e animarne i movimenti, girando una scena - altrimenti impossibile - fotogramma per fotogramma: fu il primo caso di animazione con l'ausilio di "marionette"... Poco tempo dopo Starevich riutilizzò la tecnica, stavolta per girare un intero cortometraggio, parodia dei romanzi cappa e spada, in cui due coleotteri si contendevano l'amore della bella Ljukanida ("Прекрасная Люканида, или Война усачей с рогачами"), ottenendo un inaspettato e clamoroso successo. Con il film "La notte prima di Natale" (41 minuti, 1913), Starevich divenne il primo nella storia del cinema ad utilizzare, nella stessa scena, azione dal vivo e marionette... Starevich girò diversi altri film ottenendo riconoscimenti in Russia e all'estero, fin quando la rivoluzione del febbraio 1917 non lo spinse a trasferirsi prima a Yalta e poi in Francia, dove proseguì la sua attività.

Non accadde piu' nulla fin quasi alla metà degli anni '20, ma il seme doveva prima o poi germogliare anche nella nuova Russia sovietica: un gruppo di giovani artisti, stimolati dai movimenti di avanguardia allora vivaci nelle arti figurative, prese a sperimentare nuove tecniche, fra cui l'utilizzo di marionette "piatte", sistema che consentiva agli animatori di ridurre drasticamente la quantità di disegni necessaria per comporre una scena. Fu proprio in quegli anni che cominciarono la loro carriera alcuni grandi nomi del cinema d'animazione russo: Ivan Ivanov-Vano, che nell'arte dell'animazione è rimasto protagonista indiscusso per quasi sessant'anni, Michail Tsekhanovskij, Aleksandr Ptushko.

A Ptushko si deve quello che è stato forse il primo lungometraggio di animazione al mondo (fonte: animator.ru): "Il nuovo Gulliver" ("Новый Гулливер", 1935), una rivisitazione in chiave comunista dell'eroe di Jonathan Swift, che gli valse un Premio Speciale al Festival Internazionale del Cinema di Venezia e durante il quale utilizzò oltre tremila diverse marionette e delle tecniche di ripresa che combinavano lo "stop-motion" con attori in carne e ossa per la prima volta in modo così complesso (c'era gia' stato negli USA il precedente di alcune scene del famoso "King-Kong" di O'Brien). Alcuni anni dopo, Ptushko diresse il suo secondo e ultimo film di animazione, "La chiave d'oro" ("Золотой ключик", 1939), un riadattamento del Pinocchio di Collodi; dopo la guerra, fu regista di film d'azione a sfondo storico, ottenendo anche riconoscimenti internazionali a Cannes e Venezia grazie a "Il'ja Muromets" (1953).

Ivan Ivanov-Vano, il “patriarca” dell'animazione sovietica, cominciò invece la sua attività nel 1925 da semplice disegnatore in uno dei primissimi film d'animazione dell'epoca, "La Cina in fiamme" ("Китай в огне", un film "politico" sul tentativo delle potenze straniere di immischiarsi nelle questioni interne cinesi), per diventare presto un prolifico regista. Di Ivanov-Vano vogliamo ricordare il pluripremiato "La battaglia di Kerzhenets" ("Сеча при Керженце", 1971), diretto in collaborazione con uno dei suoi migliori allievi, Juri Norstein.

Ma torniamo alla nostra storia: nel 1934, al "Festival del Cinema" di Mosca, Walt Disney mandò una bobina con alcuni cortometraggi del suo Topolino. Gli animatori russi accolsero quelle immagini con entusiasmo e sorpresa: le riprese erano così incredibilmente fluide! Walt Disney apriva loro nuove strade da percorrere, soprattutto riguardo all'uso della celluloide. Venne istituita una società statale, la Soyuzmultfilm, con il compito di riunire i migliori artisti e mettere a loro disposizione mezzi e risorse... D'altronde, il tempo delle avanguardie era ormai finito e già da alcuni anni il "realismo socialista" era stato di fatto imposto in tutti i campi dell'arte: il film d'animazione non poteva certo sfuggire alle nuove regole! Compito della nuova società era sì produrre animazioni per i bambini, ma che ottemperassero alle necessità educative e propagandistiche reclamate dai "vertici" dello Stato... A risentirne fu la qualità dei film, non certo la quantità: anche durante gli anni della guerra, nonostante l'evacuazione dei suoi lavoratori a Samarcanda, la Soyuzmultfilm non smise mai di produrre animazioni, stavolta a sfondo patriottico e antinazista, che venivano poi distribuite nelle sale cinematografiche di tutto il paese. A pagare il conto delle limitazioni "estetiche" furono, invece, le velleita' artistiche dei giovani registi dell'avanguardia degli anni '20: classico il caso di Michail Tsekhanovskij, reso celebre dal suo film "La posta" ("Почта", 1929), il quale dovette abbandonare negli anni trenta il suo personalissimo stile, che possiamo ancora ammirare in un frammento del film - mai portato a termine - "La favola del pope e del suo servo Balda" ("Сказка о попе и его работнике Балде", 1933) dall'omonimo racconto di Pushkin, con versi di A. Vvedenskij e musica di Shostakovich, per conformarsi alla tecnica imperante, il "rotoscoping" (conosciuta in URSS come éclair), basata sull'utilizzo di immagini filmate e poi proiettate su un pannello di vetro traslucido per fungere da supporto all'attività dei disegnatori.

Nonostante ciò - e grazie al progredire dei mezzi a disposizione (un nuovo tipo di cinepresa simile a quella usata da Disney fu messa a disposizione degli studi sovietici dal 1952), dopo la guerra videro ugualmente la luce alcuni film di ottimo livello: da ricordare in particolare "Fedya Zaitsev" (1948) di Zinaida e Valentina Brumberg e "Moydodyr" (1954) di Ivanov-Vano.

Con la fine dell'epoca staliniana si cominciò a respirare un'aria diversa nel paese e anche nel film di animazione finalmente si intravide la possibilità di innovare. Si tornò ad ambientazioni "contemporanee" e si cercarono nuove soluzioni tecniche che andassero finalmente al di là dell'"eclair". Ne risultarono film come "Storia di un crimine" di Fjodor Khitruk ("История одного преступления", 1962), con la caratteristica piattezza delle immagini (le auto sembrano spalmate sull'asfalto), "La canzone del falco" ("Песня о соколе", 1967: versi di Maksim Gorki, musica di Skrjabin), girato con la tecnica della pittura sul vetro da Boris Stepantsev, il surrealista "L'armonica di vetro" ("Стеклянная гармоника", 1968) di Andreij Khrzhanovskij, film di notevole qualità nonostante i pesanti tagli imposti dalla censura. Per l'animazione sovietica ebbe inizio un periodo d'oro, che si concretizzò con numerosi premi in occasione dei festival internazionali. Ne fecero incetta, ad esempio, Lev Atamanov con la sua "La Regina delle nevi" ("Снежная королева", 1957) - tratto dalla favola di Andersen - e con "La ballerina sulla nave" ("Балерина на корабле", 1969), e Roman Kachanov con "Varezhka" ("Варежка", 1967).

L'alto livello generale raggiunto da tutto il movimento diede i suoi frutti anche nel decennio successivo: importante in tal senso fu il ruolo di Anatolj Petrov, cofondatore dell'almanacco "L'allegro carosello" ("Весёлая карусель"), prodotto dalla Soyuzmultfilm con cadenza annuale dal 1969 al 1982, che diede a diversi giovani registi l'occasione di girare il loro primo cortometraggio. Suo è anche quello che viene considerato il miglior "corto" degli anni '70, "Il poligono" ("Полигон", 1977), girato con una tecnica insolita, quasi "fotografica", ottenuta sovrapponendo due fogli di celluloide di cui uno costantemente non a fuoco, e con i volti dei personaggi che richiamano quelli di attori famosi: Jean Gabin, Mel Ferrer, Paul Newman.

Contemporaneamente a "L'allegro carosello"  la Soyuzmultfilm iniziò a produrre  anche la più popolare serie di cartoni animati dell'URSS, "Nu, pogodi!", diretta da Vjaceslav Kotjonochin e che andò avanti fino al 1986, e altre due che avevano per  protagonisti personaggi "rubati" alla letteratura per ragazzi: Mowgli, dal "Libro della giungla" di Joseph Rudjard Kipling (regista Roman Davidov, poi raccolta nel 1973 in un film di 100 minuti), e Winnie the Pooh (diretta da Fjodor Khitruk).

Nonostante la Soyuzmultfilm mantenesse, come risulta evidente, un ruolo predominante, qualcosa, tuttavia, cominciava a cambiare anche in fase di produzione: nuovi studi nascevano a Sverdlosk e a Saratov, mentre a Mosca gli studi "Ekran", nati alla fine degli anni '60 per produrre telefilm, istituivano una divisione di animazione che diede rifugio a  diversi registi e artisti fuoriusciti dalla Soyuzmultfilm. E fu lì che giunse, nel 1981, anche un giovane disegnatore ucraino, Aleksandr Tatarskij.

Nel corso degli anni '80 Tatarskij sperimentò diverse tecniche, dalla plastilina al disegno animato (da ricordare, ad esempio,  "Il lato oscuro della Luna" del 1984 ("Обратная сторона Луны", una scherzosa presa in giro della tradizionale ospitalità delle popolazioni caucasiche), alla ricerca di nuove soluzioni estetiche,  fin quando, nel 1988, diede vita al primo studio cinematografico indipendente della nuova Russia post-sovietica, "Pilot", grazie al quale cominciò a sfruttare le sue capacità non piu' solo come regista ma anche come produttore. Al suo nome sono legati due personaggi, i "Fratelli Pilot", creati sotto altro nome nel 1986 per il film  "Le indagini dei fratelli Kolobki" ("Следствие ведут Kолобки") e poi ribattezzati e divenuti popolari grazie a una serie di cortometraggi per la tv trasmessi fra il 1995 e il 1997, che gli sono valsi nel 1998 il premio statale "Russia" per l'Arte e la Letteratura. Regista noto anche all'estero (in Italia è stato ospite di prestigio in occasione di rassegne dedicate all'animazione), la sua prematura scomparsa, avvenuta nel luglio 2007, ha destato in Russia un profondo cordoglio.

Ma gli anni '80 non hanno lesinato novità anche in termini di ricerca "estetica". Un livello qualitativo particolarmente elevato fu raggiunto con l'animazione ottenuta da disegni a olio su lastre di vetro. Maestro riconosciuto, in questa tecnica, e' senz'altro Aleksandr Petrov: dopo avere iniziato da animatore con l'apprezzato film "Benvenuto!" del 1986, da regista fu dapprima candidato all'Oscar nel 1990 con "La mucca", per poi vincere la prestigiosa statuetta nel 1999 con il "Il vecchio e il mare", ispirato alla novella di Ernest Hemingway.

Un altro artista che lavora con le lastre di vetro (sovrapposte e libere di muoversi orizzontalmente ma anche avvicinandosi o allontanandosi dalla camera, fissata un metro circa sopra le lastre) è Juri Norstein. Indimenticabile è il suo "Racconto dei racconti" ("Сказка сказок"), premiato nel 1984, in occasione dell'Olympic Art Festival di Los Angeles, come il miglior film di animazione di tutti i tempi. Licenziato nel 1985 perchè ritenuto troppo lento nella lavorazione del suo film successivo tratto da "Il cappotto" di Gogol' (progetto, a dire il vero, ancora oggi in corso, ma di cui è possibile vedere qualche frammento), ha fondato nel 1993 lo SHAR Studio.

A Stanislav Sokolov si deve, invece, un brillante ritorno all'utilizzo delle marionette, i cui risultati sono particolarmente apprezzabili ne "Il grande pallone sotterraneo" (Большой подземный бал, 1987) e nel "Film Bianco e Nero", vincitore di un premio al Festival di Zagabria. Sokolov  e' anche il regista di due capitoli del progetto "Shakespeare: the Animated Tales", voluto dalla BBC ma confezionato interamente da studi di animazione russi: "Il racconto di inverno" e "La tempesta" ("Буря", 1992), premiato con un Emmy nel 1992. Da segnalare anche Gennadj Tishenko, a cui e' legata l'introduzione, pur in un'estetica molto “russa”, di elementi stilistici "rubati" agli Anime giapponesi ("I vampiri di Geona", 1991, "Amba", 1994).

Siamo arrivati agli anni più recenti: se l'epoca eltsiniana è segnata dalla grave crisi che ha colpito la Soyuzmultfilm, vittima di un piratesco assalto a mezzi e risorse che ha costretto la società a vendere i diritti sull'intera, vastissima cineteca,  nuovi studi, oltre i già nominati Pilot e SHAR, hanno visto la luce, consentendo all'animazione russa di continuare a sfornare film di successo, magari non qualitativamente all'altezza dei tempi d'oro dell'era sovietica, ma comunque simbolo di una ritrovata vitalità: a distinguersi, in particolare , sono gli studi "Melnitsa", a cui vanno ascritti i tre film della serie "Bogatyry", due diretti da Ilja Maksimov (regista anche de "Il piccolo Naso-lungo", "Карлик Нос", 2003) e uno, "Alesa Popovic e Tugarin il Serpente" ("Алеша Попович и Тугарин Змей", 2004)  da Konstantin Bronzit, giovane regista pietroburghese uscito dalla "scuola" di Tatarskij, e lo Studio "Solnecnij Dom", che ha prodotto "Il principe Vladimir" ("Князь Владимир", 2006), un lungometraggio diretto da Juri Kulakov di grande qualità dal punto di vista tecnico.

Si conclude qui la nostra breve rassegna del meglio dell'animazione russa. Occorre sottolineare che, per chi si fosse scoperto un amante del genere, non mancano certo le possibilità di trovare in rete tanti altri cammei, forse meno noti ma ugualmente imperdibili. A chi volesse lanciarsi alla loro ricerca, vi suggeriamo una risorsa per tutte: il sito ucraino teramult.org.ua, una miniera infinita di video di animazione.

Marcello Brignone

Aggiornamento:

Ringraziamo per la segnalazione Simone e aggiungiamo le due animazioni segnalate alla nostra rassegna: sono "Il riccio nella nebbia" di Juri Norstein ("Ёжик в тумане", 1975) ed "E' caduta la neve dell'anno scorso" di Aleksandr Tatarskij ("Падал прошлогодний снег", 1983), riguardo al quale consigliamo un delizioso post sul blog di mirumir. Del terzo film, "La storia del fante Fedot, giovane ardito" ("Про Федота-стрельца, удалого молодца", regia di Ljudmila Stebljanko, prodotto dagli studi "Melnitsa"), uscito nei cinema russi lo scorso Natale e tratto da un poemetto di Leonid Filatov (artista poliedrico molto noto in Russia: commediografo, poeta, attore del teatro Taganka e cinematografico, scomparso nel 2003), vi proponiamo il link al "trailer" presente su You-Tube.

Links:

Un breve documentario su Aleksandr Ptushko (video)

Una intervista-documentario su Juri Norstein (video in russo, sottotitoli in inglese)

Un ricordo di Aleksandr Tatarskij (video)

Intervista-documentario su Aleksandr Petrov (video, in russo)

Sito degli studi "Pilot"

Sito degli studi "Melnitsa"

Animator.ru, con un eccellente database su film e operatori russi.

Sito ufficiale del film "Il principe Vladimir"

Blog "Animatsiya in English", di niffiwan

 

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Китай в огне

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"Il grande pallone sotterraneo" (1987)
(Большой подземный бал)

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"La mucca" (1989)
(Корова)

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Stanislav Sokolov
"La tempesta" (1992)
(Буря)
[inglese]

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Gennadj Tishenko
"Amba" (prima serie, 1994)
(Амба)

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Aleksandr Tatarskij
"I fratelli Pilot preparano maccheroni per colazione" (1996)
(Братья Пилоты готовят на завтрак макарончики)

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Aleksandr Petrov
"Il vecchio e il mare",  (1999)
(Старик и море)
[inglese]

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Juri Norstein
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(Шинель)

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"Il piccolo Naso-lungo" (2003)
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"Alesa Popovic e Tugarin il Serpente" (2004)
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Sergej Serepin
trailer di "Il compleanno di Alice" (2009)
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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Dicembre 2015 16:47
 
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