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Michail E. Saltykov-Ščedrin (1826-1889) fu scrittore contemporaneo di F. M. Dostoevskij (1821-1881) e L. N. Tolstoj (1828-1910) e maestro del realismo grottesco.
I signori Golovlëv [Gospoda Golovlëvy, 1880] è il suo romanzo-capolavoro: vi si dà la descrizione forte di una Russia tardottocentesca allo sbando che – abbrutita da portati culturali ancora di tipo medioevale – vive la realtà in una prospettiva assurdamente demoniaca. Agli anni sessanta di quel secolo appartiene la silloge dei Racconti innocenti [Nevinnye rasskazy], in cui, con penna sferzante, l’Autore mette a nudo i sintomi della malattia dell’uomo russo del suo tempo. In Italia, tali preziose miniature sono state tradotte solo in parte dallo studioso E. Lo Gatto (1890-1983), e pubblicate dalla Casini Editrice (1961; non più in commercio) e dalla Passigli (1992). In prima traduzione italiana propongo, dunque, uno di quegli “schizzi”. La fonte di riferimento è Gibian G. – Samilov M. (a cura di), Modern Russian Short Stories, Harper & Row, New York 1965. Per l’integrale delle opere dell’Autore si consulti invece Saltykov-Ščedrin M. E., Sobranie sočinenij v dvadcati tomach [Opere in venti volumi], cur. A. S. Bušmin - V. Ja. Kirpotin - S. A. Makašin - E. I. Pokusaev - K. I. Tjun’kin, Chudožestvennaja literatura, Moskva 1965-77.

 

 

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