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1 Nella fiaba russa, il luccio magico sostituisce la figura (di derivazione mediorientale) del genio prigioniero di una lampada che, liberato dal suo benefattore, concede a questi l’opportunità di esaudire tre suoi desideri. In tal caso il primo dei desideri espressi dai graduati (e ad essi fatale) è quello di esser trasportati in un luogo fuori dal mondo, ove godere i frutti di tanto lavoro.

2 Vaše Prevoschoditel’stvo, «Vostra Eccellenza», era il titolo di reverenza che consentiva di rivolgersi ad un generale secondo le rigide norme comportamentali dettate dalla «tabella dei ranghi», introdotta dallo Zar Pietro I in Russia nel lontano 1722. In base a questa, i vari gradi del generalato russo corrispondevano alla terza e quarta classe nobiliari di Consigliere segreto, Consigliere di Stato effettivo e Consigliere di Stato, ed era dunque necessario appellarvisi con il dovuto rispetto (la tabella prevedeva complessivamente quattordici classi).

3 Accademia riservata, durante il primo Ottocento, ai giovani appartenenti ai quadri militari più bassi.

4 La giustapposizione di forme verbali volte ora al presente ora al passato, poco elegante dal punto di vista della concordanza sintattica della frase, è peculiare della fiaba di ogni tempo e luogo. Riecheggia difatti i caratteristici modi espressivi della lingua degli ambienti rurali, presso i quali a lungo la fiaba si è tramandata oralmente. Risponde a precise esigenze di controllo del linguaggio del bambino (suo destinatario di privilegio) che, spesso ancora all’inizio dell’età scolare, dispone di un lessico alquanto limitato. Realizza inoltre una funzione psicologica inusitata: l’uso di verbi volti al presente dà al bimbo la sensazione che ciò a cui assiste sta accadendo proprio «ora», e lo riguarda, dunque, in maniera diretta. Forme verbali ricorrenti al passato lo tranquillizzano invece sul fatto che le scene cruente (molto diffuse nella fiaba) e le creature fantastiche che si prospetteranno ai suoi occhi (draghi, gnomi, streghe e orchi cattivi) appartengono, certo, a tempi lontanissimi; tali da non costituire minaccia né per se stesso né per i suoi affetti più intimi (i genitori, i piccoli amici). A questo serve, in sintesi, il «c’era una volta» di tutte le fiabe del mondo: storicamente non contestualizzato, consente al piccolo lettore di collocare tutto quel che vi afferisce in ere tanto remote quanto più desidera, per trarne un monito e non esserne turbato al tempo stesso.

5 Fontanka è il nome del giardino estivo fatto costruire dallo Zar Pietro I alla periferia di San Pietroburgo presso l’omonimo fiume da cui prende il nome. In russo fontanka sta per «fontanella», con riferimento ai giochi d’acqua del suddetto giardino.

6 «Moskovskie vedomosti» [L’elenco moscovita]; storico giornale russo.

7 Specie di piccolo storione.

8 Il cervo.

9Antica città della Russia centrale, capoluogo della regione omonima e situata sul fiume Oka

10 Affluente del fiume Oka.

11 Si allude qui, ironicamente, alla «cultura del sospetto» che da sempre minò la vita sociale russa, ma che s’inasprì anche durante il regno dello Zar Alessandro II: questi, varato in un primo tempo un vasto programma di riforme, deluse in seguito le aspettative del popolo. Salito al trono nel 1855, fu assassinato nel 1881.

12 Località sita sull’omonimo fiume.

13 Pesce dal corpo allungato, coperto di squame e fornito di due pinne dorsali, di cui una molto lunga.