dall'Izvestia dell'1.4.2004.

(versione originale in cirillico)

Il governo italiano ha accantonato a tempo indeterminato il piano per salvare le società di calcio dal fallimento.
Il documento prevedeva significative facilitazioni fiscali per le squadre sul l’orlo della bancarotta. Tuttavia il capo del governo, che è un”accumulatore di incarichi” nonché proprietario del “Milan”( le azioni del club hanno un alta quotazione in borsa) ha ottenuto che il suo Consiglio dei ministri dichiarasse ”l’impossibilità di sostenere finanziariamente i bancarottieri”. Berlusconi è ritenuto un convinto avversario del progetto: per lo stato non ci sono le condizioni per mettere soldi nel calcio. Gli oppositori politici accusano il premier di aspirare a distruggere i forti concorrenti del “Milan”: secondo le valutazioni della Federazione Italiana Gioco Calcio, dopo il rifiuto del governo, il sessanta per cento dei club del Paese rischiano la bancarotta.
Una volta ancora Berlusconi ha dimostrato che riesce sempre a trovare le soluzioni più rispondenti agli interessi del suo “business-impero”. Gli italiani la chiamano “BERLUSCONITA'”
Il termine Berlusconità negli ultimi anni è diventato in Italia particolarmente popolare. Questo termine vuol dire vivere nella casa costruita dall’impresa di costruzioni di Berlusconi, guardare le televisioni che possiede il primo ministro, tifare per il “Milan” che sempre appartiene al primo ministro.
Ma esiste ancora un aspetto della “berlusconità”, costruire il business dal nulla eludendo le leggi. Gli italiani con piacere ricordano i piccanti dettagli della biografia del Capo del governo. Da bambino Berlusconi rappresentava ai suoi coetanei, a pagamento, uno spettacolo di burattini e una volta riuscì a vendere ai compagni di classe i biglietti per uno spettacolo non a pagamento. Dopo la scuola il futuro premier si occupò di costruzioni. Egli acquistò un terreno vicino ad un aeroporto sul quale volavano regolarmente gli aerei e ci costruì le sue abitazioni lussuose. Dopo di che, Berlusconi trovò il modo per accordarsi con il potere: i voli degli aerei inaspettatamente cessarono e il valore della terra aumentò. Non è tuttora noto come il futuro capo del governo sia riuscito a sbrigare questa speculazione.
Tuttavia, un buon consiglio il premier lo ha dato agli operai della FIAT che sono stati licenziati per ristrutturare l’impresa. Disse loro di ”lavorare nel sommerso perché nel sommerso ci si ingegna di più e i guadagni sono più alti che in fabbrica”.
Il Premier ha rischiato di finire in carcere quattro volte. Attualmente il capo del governo italiano ha subito quattro tentativi di arresto, ma senza successo. All’inizio degli anni 90, durante l’operazione “Mani pulite”, Berlusconi è stato accusato di conti segreti, di evasione fiscale, di corruzione. Il tribunale lo ha condannato a 16 mesi di carcere, ma c’è stata subito un’amnistia.
Nel 1998 Berlusconi è stato giudicato per il finanziamento illecito dei partiti politici negli anni 1991-1992. In seguito è finito sotto processo e accusato di evasione fiscale per l’acquisto d’immobili. La villa dei duchi Visconti a Macherio, con una superficie di 286 mila metri quadri, secondo i documenti, Berlusconi l’acquistò ad un prezzo 8 volte più basso di quello di mercato. Ma la condanna dell’uomo d’affari nuovamente è stata amnistiata.
Nel dicembre 1999 Berlusconi di nuovo è accusato di corruzione al processo sulla privatizzazione del gruppo alimentare “SME”.Ma anche questa volta è riuscito ad evitare il carcere. Mentre il potere giudiziario tentava di mandare in prigione Berlusconi, “il cavaliere del lavoro”- titolo che Silvio ha ricevuto nel 1977 dal Presidente italiano in carica, - diventava proprietario del gruppo Mediaset, (45% del mercato televisivo), del gruppo editoriale Mondadori (50 riviste e30% del mercato dei libri ), del gruppo finanziario Medialanum e della squadra di calcio “Milan”. Il premier è l’uomo più ricco d’Italia, il suo patrimonio è valutato in 17 milioni di euro ( il 45° uomo più ricco al mondo). Le accuse di fare un gioco disonesto, che costantemente arrivano al suo indirizzo, Berlusconi le chiama “caccia alle streghe” e accusa i suoi oppositori di ordirle politicamente. “Quando il Consiglio dei Ministri discute delle mie imprese, io esco dall’aula”.
Il conflitto d’interessi perseguita Berlusconi dal momento della sua elezione a premier nel 1994. “Quando il Consiglio dei Ministri discute di questioni che riguardano le mie imprese, io esco dall’aula,- dice Berlusconi. Una volta i giornalisti hanno calcolato: in certi giorni, giudicando dall’ordine del giorno della seduta di gabinetto, al premier succede di abbandonare la riunione per alcune ore.
Ma indipendentemente da questo, dalla presenza o meno di Berlusconi alle sedute del governo, i documenti approvati dal governo italiano quasi sempre rispondono agli interessi del business del premier. Nel 1994 il governo Berlusconi varò la legge che stabiliva ”la rinuncia delle imposte sul 50% del capitale reinvestito nelle imprese”. Di conseguenza il gruppo Mediaset appartenente al premier ha risparmiato sulle tasse centinaia di milioni di euro. E’ stata preparata dal governo Berlusconi la legge che ha ricevuto il nome di ” scudo fiscale” che ha permesso, dietro il pagamento di una modesta ammenda, il rientro dei capitali esportati clandestinamente all’estero. Questo passo, combinato con il condono fiscale, secondo l’opinione del giornale “La Repubblica”, ha permesso al gruppo Fininvest, posseduto da Berlusconi, di risparmiare da 80 fino a 100 milioni di euro.
Il capo del governo non ha trascurato neanche le sue creature predilette: le televisioni. Diventando premier, Berlusconi, ha trasferito il diritto “alla formazione del pluralismo nei mezzi di informazione di massa dalla commissione indipendente alle competenze del Ministero delle comunicazioni. Di conseguenza Berlusconi dopo la subordinazione del ministro ha preso il controllo sull’informazione politica delle televisione di stato,la RAI. Quando gli avversari di Berlusconi hanno tentato di approvare la legge sul conflitto d’interessi, il premier nuovamente ha trovato una soluzione originale. Il governo ha preparato un documento che riconosce” il contrasto tra la politica e l’attività professionale”. In accordo con la nuova legge, il Presidente della Fininvest è diventato Fedele Gonfalonieri, conseguentemente non può dirigere il business dell’azienda e contemporaneamente guidare il governo, mentre il proprietario del gruppo industriale –finanziario, Silvio Berlusconi, può restare premier senza rinunciare per questo alle sue proprietà.
Uno dei primi passi di Berlusconi dopo il ritorno al potere nel 2001 è stato di rivedere la legislatura antitrust. Il Parlamento ha sostenuto le decisioni che rispondevano agli interessi della holding appartenente al capo del governo. La nuova legge ha permesso” a qualsiasi cittadino italiano” di possedere alcuni canali televisivi. E dunque Berlusconi non dovrà vendere il canale RETE4, il cui possesso era in contrasto con la legge precedente. Per di più, il governo ha permesso ai proprietari di canali televisivi dal 2009 di acquistare legalmente altri mezzi di informazione di massa. Questa misura risponde pienamente agli interessi di Berlusconi che possiede il 9% delle azioni del”Corriere della Sera”. Il premier non nasconde che egli potrà in futuro prendere sotto il suo pieno controllo questo giornale.
Ancora di più risponde agli interessi di Berlusconi un’altra proposta di legge che permetterà di aumentare il volume della pubblicità televisiva. Gli esperti calcolano che, grazie a questa decisione, il gruppo Mediaset, appartenente al premier, riceverà annualmente un supplemento di profitto di 800 milioni di euro.
Con l’aiuto delle nuove leggi, preparate dal suo governo, Berlusconi ha appianato i problemi finanziari del vice-presidente del “Milan”, Adriano Galliani, il quale era stato accusato di aver pagato al nero i giocatori . Definitivamente è stata risolta la questione della “doppia contabilità” del gruppo Fininvest che aveva usato 64 imprese offshore creando un “fondo nero” di 750 milioni di euro. Ma la più alta perizia legislativa di Berlusconi si ritiene essere la preparazione e la rapida approvazione del parlamento della legge che sospende i processi contro le cinque più alte cariche dello Stato. Oltre al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte Costituzionale e ad entrambi i capi dei due rami del Parlamento, beninteso c’è anche il primo ministro. “Berlusconi impone le leggi che rispondono ai suoi interessi, e noi non possiamo far niente”.- si indigna la Procura.
Ma talvolta il premier lascia perplessi i suoi oppositori che non riescono a indovinare la ragione di certe iniziative legislative del capo del governo. In Italia fino a questo momento non sanno perché Berlusconi ha vietato l’importazione nel paese “di ragni, scorpioni, tarantole, e altri articolati”. Per di più il premier ha chiesto al Parlamento di esaminare questi documenti nell’ordine originale. I giornalisti hanno cominciato ad insospettirsi, presumono che Berlusconi abbia cominciato ad interessarsi di farmaceutica e in tal modo ha deciso in anticipo di tagliare le forniture dei concorrenti di aracnidi per privarli di importanti ingredienti curativi. Ma questa è solo una delle innumerevoli versioni.

traduzione di Luigi Novelli.
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