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I BOGATYRI SCOMPAIONO DALLA SANTA RUS'

Cavalcavano lungo il fiume Safat, nel rosso tramonto del sole, sette valenti bogatyri. Il primo era Godenko Bludovič, secondo Vasilij Kasimirovič e con lui Vasilij Buslaevič, usciva poi Ivan Kupecič, e il giovane Alëša Popovič, dopo di lui Dobrynja Nikitič il prode, e per ultimo il vecchio cosacco Il'ja di Murom. Nel crocicchio s'incrociano tre strade: la prima va alla grande città di Kiev, la seconda mena a Novgorod, la terza va lontano verso l'azzurro mare. Nel crocicchio si fermano i bogatyri e rizzano la bianca tenda.

Quando sorse al mattino il sole rosso, Il'ja di Murom si levò prima degli altri e uscì sul fiume Safat per lavarsi. E qui vide, il vecchio cosacco, una masnada di pagani pronti a traversare il fiume. Ed Il'ja gridò con voce risonante:

- Dove siete, possenti bogatyri, fratelli conosciuti per nome?

I bogatyri accorsero alla chiamata, montarono sugli agili cavalli e si precipitarono sulla masnada pagana. Colpi di lancia, di clava e di scure. I bogatyri non ne squartarono quanti i cavalli ne calpestarono. Durò la battaglia tre ore e tre minuti, la schiera pagana venne fatta a brandelli.

E i paladini presero a vantarsi: - Le nostre gagliarde spalle non si son mosse abbastanza, non abbastanza han corso i loro bei cavalli, le nostre spade d'acciaio non han perduto il taglio!

E sopra a tutti Alëša Popovič gridò: - Venga pure una forza che non sia di questo mondo, venga, e noi la vinceremo, noialtri valenti bogatyri!

Parole insensate queste che disse e non appena finì di dirle, ecco comparire dal nulla due guerrieri, i quali gridarono con voce risonante: - Lottate con noi, lottate, bogatyri! E non badate che noi siamo in due e voi siete sette!

Alëša Popovič si sdegnò a quelle parole, spinse avanti il focoso cavallo, volò sui lottatori, e con due colpi di spada li tagliò in due dalle spalle in giù.

Essi divennero quattro, tutti vivi. - Lottate con noi, lottate, bogatyri!

Dobrynja volò su di loro e li tagliò tutti quanti in due.

Essi divennero otto, tutti vivi. - Lottate con noi, lottate, bogatyri!

Il'ja di Murom volò su di loro e li tagliò ancora una volta in due.

Essi aumentarono di numero ed erano sempre vivi. - Lottate con noi, lottate...

Tutti i bogatyri si lanciarono su quella forza, per spaccarla e massacrarla, ma la forza crebbe, crebbe sempre, e sopravanzò i bogatyri, per forza e per numero, e crebbe ancora.

I bogatyri si batterono per tre giorni, tre ore e tre minuti. Le loro gagliarde spalle si mossero abbastanza, abbastanza corsero i loro bei cavalli, le loro spade d'acciaio persero il taglio! E la forza nemica cresceva, cresceva sempre, e sovrastava ormai i sette bogatyri.

I bogatyri ebbero paura, corsero nella montagna di pietra, corsero nelle oscure caverne: ma appena un paladino giungeva alla montagna, si trasformava in ardente pietra. Per primo Godenko Bludovič, secondo Vasilij Kasimirovič, e con lui Vasilij Buslaevič, divenne pietra poi Ivan Kupecič, si pietrificò quindi il giovane Alëša Popovič, e dopo di lui Dobrynja Nikitič il prode, e per ultimo il vecchio cosacco Il'ja di Murom.

E così, i possenti bogatyri scomparvero dalla Santa Rus'.

 

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