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IL'JA DI MUROM E SALYGORKA

Un giorno si presentò alle porte della grande città Kiev una donna dei neri pagani, una polenica, strega e guerriera al tempo stesso. Il suo nome era Salygorka, era gigantesca e cavalcava un cavallo ancora più grande. Urlando così forte da farsi sentire fin nella reggia del gran principe Vladimir, disse che se qualcuno non fosse venuto a misurare la forza con la sua, avrebbe sfondato le porte d'oro di Kiev e sarebbe entrata in città per distruggere e uccidere: - Se Vladimir, gran principe di Kiev, non mi darà un campione da sfidare e un avversario che contro me lotti, sarà Vladimir in persona che abbatterò con la mia spada, lo abbatterò con la mia spada, gli spiccherò il capo e pure mozzerò la testa a tutti i suoi servi, e scioglierò in fumo tutte le chiese di Dio!

Vladimir, spaventato, si rivolse ai suo bogatyri.

- Se qualcuno di voi, valenti bravi giovani, non scende a misurarsi con lei, con la terribile Salygorka, ella sfonderà le porte d'oro ed entrerà in città per distruggere e uccidere.

Per primo uscì dalle mura il giovane Alëša Popovič. Ma non appena la terribile polenica gli si mosse incontro, sorridendo da un orecchio all'altro, fu preso da grande timore, Alëša Popovič, e tornò di corsa nella grande città di Kiev con i capelli dritti in capo.

Dopo di lui andò alla carica Dobrynja Nikitič, ma bastò uno sguardo della terribile donna per abbatterlo al suolo più morto che vivo.

Per ultimo uscì Il'ja di Murom e il vecchio cosacco fronteggiò Salygorka.

- Eccoti qui, Salygorka, nera cagna dell'aperta ampia steppa! Fammi vedere, Salygorka, che cosa sei capace di fare.

Salygorka rise e lanciò in alto la sua pesantissima clava, facendola arrivare fin quasi alle nuvole, e quando la clava ricadde fischiando paurosamente, l'afferrò con due sole dita.

Ma Il'ja non si lasciò intimorire. Sguainò la spada e mosse verso la terribile avversaria.

Si affrontarono in uno scontro furibondo, Salygorka e Il'ja, vecchio cosacco. E poi Il'ja riuscì ad abbattere quel mostruoso cavallo e Salygorka cadde a terra. Allora Il'ja la afferrò per i riccioli biondi, la sollevò più in alto della tua testa e la scagliò al suolo, schiacciandola col suo stivale dalla suola di legno.

- Non sono pane per i tuoi denti, non tocca a te mangiarmi, non tocca a te uccidere Il'ja di Murom!

- Non uccidermi, Il'ja di Murom, vecchio cosacco - implorò Salygorka. - Risparmiami la vita ed io ti darò oro e argento a profusione.

- Non ho bisogno dell'oro né dell'argento, Salygorka, cagna pagana! - la irrise Il'ja di Murom.

- Allora, se non hai bisogno dell'oro né dell'argento, ti darò il calore delle mie bianche cosce. Un figlio ti darò, che sia uguale al padre.

Così Il'ja tolse il piede dal petto della polenica e l'aiutò a rialzarsi. Poi Salygorka prese la via dell'aperta ampia steppa e Il'ja la seguì. Solo molto tempo dopo il vecchio cosacco ritornò nella grande città di Kiev.

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