Paveletskoje metroMosca è un pugno nello stomaco, una ingovernabile serie di eccessi, una città che ti ospita volentieri ma ci tiene a farti capire che sei estraneo al suo tessuto sociale, e che prima o poi un aereo ti riporterà là, dove per quelli come te è più congeniale vivere.

Io l'ho vissuta in periferia, vorrei poter dire che è una città sporca, ma poi ho rivisto Roma, e allora è meglio sorvolare. Il servizio dei trasporti di superficie è notevolmente peggiorato. D'accordo la metropolitana più efficiente e confortevole del mondo, ma prendere un autobus può diventare un'avventura da esaurimento nervoso, e non mi riferisco soltanto agli estenuanti tempi d'attesa. Specialmente nel distretto dell'università, adesso hanno montato dei tornelli elettronici alle porte anteriori degli autobus dove, se non convalidi il biglietto, non passi. Giustissimo. Ma prova a immaginare venti persone in fila per entrare, venti persone che vidimano il loro biglietto elettronico, venti persone che valicano il tornello ... senza contare quelli che devono comprare il biglietto dall'autista, aspettare il resto, quelli a cui si è smagnetizzato l'abbonamento e non intendono sborsare ulteriori soldi per acquistare il biglietto ... Senza contare che molti autisti, per evitare che la gente salga dalle altre porte senza pagare il biglietto, prima fanno salire le persone in attesa alla fermata, poi aprono le altre porte, e a me è capitato di aspettare anche cinque minuti buoni prima di poter scendere.

A proposito, il sistema adottato è lo stesso che hanno venduto anche a Roma, dove però - bontà loro - non hanno installato tornelli.

I prezzi non mi sembrano esagerati, se uno sa barcamenarsi al di fuori dei circuiti turistici, la follia vera la stiamo vivendo noi, qua in Italia, ciò non toglie che un'ampia fascia della popolazione viva al di sotto della soglia di povertà, fantasmi che si vedono aggirare per le strade alla ricerca di lattine di alluminio o inesorabili all'uscita delle stazioni della metro a tentare di vendere per giorni la stessa piantina o lo stesso golfino.

Un discorso a parte merita la provincia, che ho anche quest'anno avuto modo di visitare. A parte Tambov, dove sono andato a rendere omaggio al cimitero degli Italiani, che sembra più simile a una Atlantide in rovina e che ci ha accolto con un -10° niente male, mi sembra che la qualità della vita sia in lento ma costante miglioramento. Ho visto Tula, ultimo baluardo dove negli alberghi raddoppiano i prezzi per i turisti stranieri (benché io girassi con documenti della università russa), Jaroslavl' (una città che di notte resta al buio ... impressionante ...). A volte è evidente già nelle strade l'impronta della criminalità organizzata, a Tambov per esempio tutto cade a pezzi ma a ogni incrocio, anche il più insignificante, hanno installato un impianto semaforico faraonico che stride con quello che c'è intorno, e gli immancabili chioschi dei giochi d'azzardo. Mi viene in mente un episodio di un paio d'anni fa, a Volgograd, quando un reggimento motorizzato dell'esercito festeggiava in strada la ricorrenza della proprio fondazione: era stato allestito un grande palco dove i militari si esibivano in canti, balli, prove d'orchestra, il tutto disturbato dalla musica da discoteca sparata a tutto volume dai bar lungo il Volga. Con una certa indignazione ho chiesto alla mia guida perché nessuno si adoperasse per far abbassare il volume di quel frastuono, lei candidamente mi rispose che no, non si può, perché quei bar li gestisce la mafia ...

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