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Categoria: Appunti di viaggio

La Russia . . . La Russia . . .
C'è senz'altro una Russia vera, ma c'è anche una Russia che abbiamo nel cuore: ogni tanto si incontrano . .

Sono stato in Russia nel 1987 ed allora era ancora Unione Sovietica con Gorbaciov Segretario Generale. E' stata una vacanza in cui ho visitato Leningrado (oggi S. Pietroburgo), Mosca e Kiev, in Ucraina, soggiornando per tre giorni in ciascuna città. Ho quindi visto soltanto una piccola parte di quel mondo e per altro la parte piu' "turistica", ed oggi , a distanza di tanto tempo, mi sono rimaste piu' impressioni che ricordi. Arrivato a Leningrado mi colpì l'incredibile osservanza dei limiti di velocità dell'autista del pullman che dall'aereoporto ci condusse in albergo: in una strada extraurbana in cui c'eravamo solo noi, questo continuava ad andare a 40 all'ora !

A Leningrado era stridente il contrasto tra la bellezza della città ed una certa atmosfera plumbea delle persone; e poi, quanta pioggia ! Mi ricordo che avevo letto prima di partire che la temperatura arrivava a 35 gradi (era giugno) e cosi' sia io che mia moglie avevamo i vestiti estivi, mentre i russi giravano col cappotto! Ma la temperatura era cangiante e, per fortuna, ogni tanto smetteva di piovere. Nei negozi era un po' deprimente, perché c'erano poche merci, ma lì ho visto per la prima volta usare l'abaco (una specie di pallottoliere) alla cassa: un prodotto aveva lo stesso prezzo in tutti i negozi e, dopo aver scelto quello che si voleva acquistare, si andava a pagare alla cassa (dopo il conto fatto col pallottoliere di cui sopra) e solo dopo si tornava a ritirare cio' che si era comprato: insomma una vera impresa, che ti faceva fare la fila tre volte!
A proposito di pioggia, il mio primo acquisto fu un ombrello.

La città pero' aveva un suo fascino strano: la propettiva Nevskij brulicava di persone, l'Hermitage era una dura maratona fra le opere d'arte, lo Smolnij era meraviglioso con i suoi colori pastello e l'atmosfera insolita della chiesa sconsacrata. Un discorso a parte meritano le scale mobili della metropolitana: è uno spettacolo magnifico. Io non ho mai visto né riesco ad immaginare scale mobili così veloci, lunghe e profonde; ma non erano solo velocissime, erano incredibili sotto la luce dei lampioncini vagamente anni trenta, e piene di persone, e molti che superavano correndo su per i gradini, mentre noi andavamo sempre più giù, forse sotto il fiume, fino ai binari: un autentico girone dell'inferno dantesco…

La fortezza dei SS.Pietro e Paolo

 

Smolnij

 

La fortezza dei SS. Pietro e Paolo.

Lo Smolnij.

Un'altra cosa che mi è rimasta molto impressa è la Neva: un fiume bellissimo, che unisce alla forza la calma, meraviglioso attorno alla fortezza dei SS. Pietro e Paolo, unico con i ponti alzati nelle notti bianche, stupendo mentre lo risalivamo in battello dal Palazzo d'Estate (quest'ultimo, con i suoi giardini e le fantastiche fontane fa veramente capire come gli Zar se la passavano bene).

 

Museo di Lenin

 

 

Chiesa di S. Basilio

 

Il museo di Lenin.

La chiesa di S. Basilio.

Dopo Leningrado siamo stati a Mosca. Qui avvertivi immediatamente la sensazione di essere in un posto "importante".

Per il turista credo che Mosca viva attorno alla Piazza Rossa che, con i suoi famosi monumenti, è veramente unica al mondo. Il Cremlino è visitabile all'interno delle mura, non - beninteso - i palazzi del potere; ricordo che vi si trovano la campana più grande del mondo, che - non ricordo il perché - non ha mai suonato, ed anche il cannone più grande del mondo che, manco a dirlo, non ha mai sparato: questo mi sembra un allegoria dell'animo russo, che credo sia profondamento romantico, sempre portato alla grandezza, ma con una certa dose di velleitarismo.

La Moscova

Piazza Rossa

La Moscova attorno al Cremlino.

La Piazza Rossa.

Attorno al Cremlino la Moscova è un canale verde-melma e, lontano dal centro, mi sono rimasti impressi la schiera di orribili palazzoni della periferia, che fanno tanto grande città come ovunque nel mondo.

Caratteristici mi sono sembrati, ma credo che oggi non esistano piu', i magazzini GUM. Erano vicino al Cremlino ed occupavano un lungo palazzo dove vi erano degli stands con varie mercanzie, ma più che un negozio moderno ricordavano un bazar, vociante e colorato, che stonava col resto un po' serioso della città.

Lasciata Mosca, l'ultima tappa del nostro viaggio fu Kiev, oggi capitale di uno stato indipendente, ma che allora faceva parte dell'URSS.

Appena arrivati, avvertivi subito la sensazione di essere a SUD: intanto il tempo, era estate piena e poi la gente era più aperta e cordiale, in altre parole era come se avessimo lasciato Milano per atterrare a Catania.

Dnepr

Il Dnepr

Anche questa città ha il suo fiume, il Dnepr, che è molto bello e navigabile. In quei pochi giorni che ci siamo stati, ricordo la facilità ad entrare in contatto con la popolazione ed una certa allegria che c'era in giro. La città ha una bellissima piazza con tante fontane e molti palazzi e chiese dallo stile barocco, ma è soprattutto piacevole farsi tranquillamente due passi fra la gente, oppure salire su di un colle, da dove si vede tutta la città, che si snoda pigra attorno al suo fiume.

Un parco sulle alture

La chiesa Andreevskaja

Un parco sulle alture.

La chiesa Andreevskaja.

Del tutto particolare è invece un monastero con delle catacombe, dove è possibile vedere i corpi dei frati - o meglio si vedono solo le mani, perché i volti sono coperti - del tutto intatte, dopo centinaia di anni: è un po' macabro, ma è sicuramente insolito. Personalmente, dopo essere stato in quei cunicoli, ho sinceramente apprezzato tutto quello che c'era all'esterno.

Oggi è passato molto tempo da quando ho fatto questo viaggio, soprattutto sono cambiate molte cose e sicuramente qualche ricordo risulta datato, ma spero che vi facciano venire il desiderio di andare in Russia.

A me questo desiderio non è mai passato.

di Maurizio Lo Passo.