LA SETE

di Andrej Gelasimov

traduzione dal russo: Roberto Lanzi

pagg.140, euro 14.00 (2011)
Atmosphere Libri

In occasione del Salone del Libro di Torino, dove la Russia quest’anno è ospite d’onore, viene presentato “La sete”, il primo libro pubblicato in italiano di Andrej Gelasimov. I lettori di Russianecho già ben conoscono quest’autore, per aver potuto leggere tre suoi racconti, ma questo che esce per i tipi della "Atmosphere libri" è il primo romanzo che viene offerto al lettore italiano e colpisce subito per lo stile immediato e diretto di Gelasimov, privo di compiacenze letterarie e capace di dare una sensazione quasi tattile della realtà che descrive.

E’ la storia di un disperato!, viene da pensare all’inizio, quando Kostantin è quasi sepolto dalle mille bottiglie di vodka che tiene in casa. Ma non è così: è la storia di un reduce, di chi è tornato dalla guerra con una faccia sfigurata per lo scoppio di una granata e che vive quasi nascosto dalla realtà, in contatto solo con la sua vicina ed altri ex commilitoni che hanno vissuto la sua stessa terribile esperienza. La guerra alle spalle viene descritta con episodi privi di enfasi, ma che trasmettono il sudiciume tipico di tutte le guerre, che imbratta tutti coloro che ne vengono a contatto. Ed il romanzo racconta proprio come Kostantin e due suoi amici – reduci come lui - partano alla ricerca di un altro ex-commilitone che è scomparso, temendo che abbia fatto una brutta fine. Il viaggio è l’occasione che porta il protagonista a fare i conti con il proprio passato, condizionato da una realtà familiare segnata da una dolorosa separazione dei genitori, da un conflitto irrisolto col padre, in definitiva dalla contraddizione fra il bello possibile e il poco realizzato, che spesso riesce ad annientare gli individui. Tuttavia, nel racconto l’amarezza per i duri colpi ricevuti dalla vita viene superata nella vicenda del protagonista, quasi a suggerire che ognuno di noi ha sempre la possibilità di recuperare la parte migliore di sé, per porsi in una nuova prospettiva: così Kostantin, che ha sempre avuto un gran talento per i disegni, proprio con la sua arte riesce a stabilire dei contatti positivi con chi lo circonda ed in definitiva a guardare avanti. Questa sensazione, per altri versi, trova conferma anche nel racconto “Gianna”, in appendice, che pure trasmette un forte impulso di dignità e speranza, che supera un contesto difficile.

In definitiva, è mia convinzione che chi gia’ lo conosceva, apprezzerà maggiormente Gelasimov dopo la lettura di questo libro, mentre chi ancora non lo conosce ne resterà affascinato.

Maurizio Lo Passo

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