ZERO

di Anna Starobinec

traduzione dal russo di Roberto Lanzi

pagg.326, euro 16.00
Atmosphere Libri

Presentiamo ai nostri lettori l’ultimo libro pubblicato in Italia di Anna Starobinec, che si era già presentata al pubblico italiano con una sua raccolta di racconti brevi editi da ISBN . La Starobinec è una giovane scrittrice moscovita che molti considerano come la regina del Fantasy russo ed in questo romanzo si misura sul campo di quella che una volta si chiamava “fantascienza” ed inventa un futuro mondo cibernetico che è una verosimile evoluzione della realtà attuale.

Lo sviluppo dell’informatica e della tecnologia, nella fantasia della scrittrice, hanno portato l’Umanità a vivere in maniera molto diversa da come facciamo oggi. Infatti esiste la possibilità di collegarsi in rete direttamente per connessione mentale e questo fa sì che l’esistenza si svolga sul piano virtuale, mediante luoghi di navigazione ed interazione comuni, anziché sul piano reale, che è ormai al virtuale asservito e funzionale. Attraverso l’aggressivo social network “Sotzio” chi gestisce il potere può esercitare un controllo capillare su tutti gli aspetti della vita quotidiana : come un gigantesco Facebook che tutto assembla e coinvolge, la vita quotidiana si snoda sotto l’occhio vigile di una sorta di Grande Fratello di orwelliana memoria.

 

Ma andiamo con ordine: nel romanzo seguiamo l’esistenza del protagonista – Zero - dai suoi primi giorni e nella sua evoluzione di vita. Così l’inizio per Zero è shockante : infatti è l’unico nato privo dell’in-code, l’appendice mnemonica che lo dovrebbe collegare alle sue esistenze passate. Perchè nel mondo futuro in cui vive, è stata sconfitta la Grande Paura : la Morte non esiste più, c’è solo una breve Pausa e ci si rinnova in un altro individuo col medesimo in-code . Ma il Sistema è ben più complesso: senza la morte, è necessario pianificare il numero dei viventi, che devono essere pari al numero degli in-code e sono stabiliti in tre miliardi di persone, non uno di più né uno di meno, così che Zero è un’irregolarità, qualcosa da studiare attentamente e col sospetto che rappresenti una minaccia a tutto il Sistema…

 

Inoltre, questo Ordine Mondiale per funzionare si presenta come un blocco monolitico dove tutto è rigidamente organizzato e la vita degli individui è cupamente guidata: il Sistema è governato da un fantomatico Consiglio degli Otto e decide il tempo della vita di ciascun cittadino, che raggiunta una certa età viene invitato a recarsi nelle zone della pausa per “rinnovarsi” in un altro essere umano, le famiglie non esistono più, perché gli incontri avvengono virtualmente attraverso sofisticatissimi “luoghi” di navigazione che soddisfano ogni fantasia, mentre la riproduzione della specie avviene sempre più svogliatamente in dei grandi Festival organizzati per generare degli altri soggetti che saranno poi istradati dalla società… Ma sono tutti contenti? Seguendo la vita di Zero, sembra proprio di no. Infatti c’è chi si ribella a questo totalitarismo assoluto e cerca di sovvertire l’ordine. Così che crescendo col protagonista andremo incontro alla sua particolare evoluzione, alla scoperta di sgradevoli verità nascoste ed al pirotecnico finale.

 

La tecnica narrativa adoperata dalla Starobinec fa sì che la vicenda scorra attraverso le voci dei protagonisti ed il lettore si troverà quasi davanti ad un proscenio di un teatro immaginario, dove gli attori si presentano singolarmente per illustrare il proprio sguardo sul mondo e riferire il proprio pensiero. La traduzione di Roberto Lanzi riesce a seguire l’autrice in questo gioco particolare e ci trasmette così “in diretta” le sensazioni di tutti i soggetti, anche quando l’impatto con realtà nuove e sconosciute rende difficoltosa questa trasposizione.

 

In definitiva un libro che si legge con curiosità ed interesse, e che ritengo abbia anche il pregio di far parte di quella serie di libri che si leggono più volte con piacere ed offrono sempre dei nuovi spunti di riflessione sul futuro e – perché no? – anche sul nostro presente.

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