Яндекс.Новости: Главные новости  Первая в России служба автоматической обработки и систематизации новостей. Сообщения ведущих российских и мировых СМИ. Обновление в режиме реального времени 24 часа в сутки.            
L'inno nazionale russo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Brignone   
Giovedì 02 Marzo 2006 18:46
Indice
L'inno nazionale russo
I vostri commenti
Tutte le pagine

 

 

L'INNO NAZIONALE RUSSO

Storia, parole e musica dal 1800 ad oggi

Ascoltando per la prima volta dal vivo l'inno nazionale russo, suonato dal complesso bandistico della flotta del Mar Nero della Marina militare, un amico che mi sedeva accanto mi ha chiesto se su Russianecho ne avrebbe trovato il testo, magari in italiano... Conscio di tale grave mancanza, mi sono ripromesso di mettervi riparo cercando di approfondire una vicenda molto russa come quella che riguarda uno dei simboli più visceralmente sentiti di ogni popolo: l'inno nazionale!

 

INDICE:

Un po' di storia

Le parole di Michalkov

La musica di Alexandrov

Audioteca

 

Un po' di storia.

La storia inizia, come in molti altri regni dell'epoca, con la versione russa del God Save the King dell'inglese Henry Carey, benché si tratti ovviamente di questione controversa - c'è infatti chi considera quale antenato dell'inno nazionale russo la Marcia Preobrajenskij ("Ci conoscono i turchi e gli svedesi..."). Solo nel 1833 lo zar Nicola I decise di commissionare a Vassily A. Zukovskij l'incarico di scrivere un nuovo inno: il risultato fu Боже, Царя храни (Dio salvi lo Zar), su musica di Aleksej F. Lvov.
Quest'ultimo restò l'inno nazionale della Russia zarista fino al 1917, quando per i noti eventi rivoluzionari, l'Internazionale, la celebre melodia composta nel 1871 dall'operaio Pierre Degeyter con le parole di Eugène Pottier, venne adottato dal neonato governo bolscevico come inno dell'Unione Sovietica.

Nel 1942, nel momento in cui alla popolazione russa si chiedeva uno sacrificio terribile per resistere all'invasore nazista, Stalin decise che la musica e le parole dell'inno nazionale dovessero avere un carattere più patriottico; il 18 giugno 1943 furono convocati una ventina di poeti e compositori e il primo ministro Voroshilov e il segretario del PCUS Sherbakov spiegarono loro cosa veniva richiesto: parole che potessero restare vive e significative per centinaia di anni, una musica facile da capire, espressiva, chiara per i russi come per i calmucchi... Gli autori dei versi, però, non furono scelti fra i presenti: a vincere la gara furono il ventinovenne Sergej Vladimirovič Michalkov, poi padre dei noti registi cinematografici Nikita Mikhalkov e Andrej Konchalovsky, e il poeta Gabriel El-Registan, pseudonimo di Gabriel Arkadevich Ureklyan, all'epoca impegnati nell'esercito come reporter di guerra. I loro versi, "aggiustati" in alcuni punti da Stalin in persona, dovettero adattarsi alla musica composta come "Inno del Partito Bolscevico" nel 1939 da Alexander Alexandrov, il fondatore della banda e del corpo di ballo dell'Armata Rossa, e riscritta dall'autore per l'occasione. L'inno fu presentato a Stalin nell'estate del 1943 e dal 1° gennaio 1944 fu ufficialmente adottato dall'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

La morte di Stalin, il cui nome ricorreva in alcuni versetti dell'inno, fu seguita da una lunga parentesi durante la quale esso venne eseguito solo nella versione strumentale, e questo fino al 1977 quando, con Brezhnev segretario del PCUS, si apportarono finalmente le necessarie modifiche ai versi considerati politicamente inaccettabili.

Con la caduta dell'URSS, avvenuta nel 1991, il presidente della repubblica federativa di Russia Boris Eltsin, impegnato nell'opera di smantellamento di tutti i simboli riconducibili al passato comunista, decise di sostituire il vecchio inno di Alexandrov con una non entusiasmante melodia di Michail Glinka, composta negli anni trenta del XIX° secolo e già conosciuta con il titolo "Canzone patriottica". Nonostante diverse proposte succedutesi nel corso degli anni, la musica di Glinka però restò senza parole - e anche senza l'approvazione della Duma, che si rifiutò sempre di avallare la sostituzione decisa d'iniziativa da Eltsin.

Nel dicembre del 2000, quasi dieci anni dopo la sua messa in cantina, il nuovo presidente Vladimir Putin rispolvera le note del vecchio inno sovietico, e non solo quello: anche la bandiera rossa - divenuta simbolo delle Forze Armate - , l'aquila zarista, e, perché no, l'ormai ultraottantenne Serghej Michalkov, a cui viene dato l'incarico di riscrivere le parole dell'inno... Ma si, proprio colui che aveva già compiuto lo stesso lavoro per Stalin! Stavolta il successo alla Duma è assicurato: ben 381 sono i voti favorevoli e solo 51 i contrari e, dal 1° gennaio 2001, l'orecchiabile motivo di Aleksander Alexandrov torna a risuonare come Inno Nazionale della Russia.

Naturalmente, l'operazione di restyling non è risultata gradita a tutti: fra i dissenzienti, oltre a Eltsin ("a me quell'inno ricorda solo vecchi congressi e riunioni del partito comunista sovietico che non servivano ad altro se non a rafforzare il potere dei burocrati di partito"), molti intellettuali e altri nomi illustri come il musicista Rostropovic e Aleksandr Iakovlev. Come se non bastasse, è appena di pochi mesi fa (novembre 2005) una polemica innescata da Alexander Nikonov, presidente della Società Atea di Mosca, secondo il quale la frase "la nostra patria preservata da Dio" contenuta nell'inno nazionale russo è inaccettabile perché in palese contrasto con i diritti costituzionali dei cittadini, e per questo ha porto denuncia presso la Corte Costituzionale della Russia. La risposta della Chiesa ortodossa non si è fatta attendere, con un commento piccato dell'arciprete Vsevolod Chaplin: "La gran parte dei cittadini russi si definisce credente. Perché rifiutare loro l'opportunità di ascoltare la parola "Dio", tanto amata dai loro cuori, all'interno dell'inno nazionale?".

 

L'inno di Alexandrov:
in cantina con Eltsin, di nuovo in auge con Putin

Le parole di Michalkov

Come abbiamo visto, l'autore dei versi di entrambe le versioni dell'inno di Alexandrov, sia quella voluta da Stalin che l'attuale, è Serghej Michalkov, nella prima con l'ausilio di Gabriel El-Registan, un poeta di origine uzbeka. La versione meglio conosciuta dalla maggior parte dei russi è probabilmente proprio quella in vigore dal 1977, se non altro perché in tanti l'hanno appresa a memoria durante gli anni della scuola:

Союз нерушимый республик свободных
Сплотила навеки Великая Русь.
Да здравствует созданный волей народов
Единый, могучий Советский Союз!

Славься, Отечество наше свободное,
Дружбы народов надежный оплот!
Партия Ленина - сила народная
Нас к торжеству коммунизма ведет!

Сквозь грозы сияло нам солнце свободы,
И Ленин великий нам путь озарил:
На правое дело он поднял народы,
На труд и на подвиги нас вдохновил!

Славься, Отечество наше свободное,
Дружбы народов надежный оплот!
Партия Ленина - сила народная
Нас к торжеству коммунизма ведет!

В победе бессмертных идей коммунизма
Мы видим грядущее нашей страны,
И Красному знамени славной Отчизны
Мы будем всегда беззаветно верны!

Славься, Отечество наше свободное,
Дружбы народов надежный оплот!
Партия Ленина - сила народная
Нас к торжеству коммунизма ведет!

L'unione incrollabile di Repubbliche libere
ha unito per sempre la grande Russia.
Evviva la grande potente Unione Sovietica
creata dalla volontà dei popoli!

Gloria alla nostra Patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli!
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!

Attraverso le tempeste ci abbagliava il sole della libertà,
e il grande Lenin ci ha illuminato la strada:
sulla giusta causa ha portato le nazioni,
ci ha ispirato al lavoro e all'eroismo.

Gloria alla nostra patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli.
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!

Nella vittoria delle immortali idee del comunismo
noi vediamo il futuro del nostro Paese,
e saremo sempre fedeli fino all'abnegazione
alla bandiera Rossa della gloriosa Patria!

Gloria alla nostra Patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli.
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!

Prima del 1977, gli ultimi versetti del refrain, che in russo suonano più o meno Partia Lenina, Sila narodnjaja, Nas k torzhestvu Kommunizma vidjot!, erano

Знамя советское, знамя народное
Пусть от победы к победе ведёт!

La bandiera Rossa, la bandiera del popolo
Ci conduca di vittoria in vittoria!

mentre al posto della strofa "Sulla giusta causa ha portato le nazioni ispirandoci al lavoro e all'eroismo", veniva cantato:

Нас вырастил Сталин - на верность народу,
На труд и на подвиги нас вдохновил!
Ci ha educato Stalin ad essere fedeli verso il popolo,
Ci ha ispirato al lavoro e all'eroismo!


La nuova versione dell'inno, quella ufficialmente adottata dalla Russia il 1° gennaio 2001, recita invece:

Россия - священная наша держава!
Россия - любимая наша страна !
Могучая воля, великая слава -
Твоё достоянье на все времена.

Славься, Отечество наше свободное -

Братских народов союз вековой,
Предками данная мудрость народная,
Славься, страна! Мы гордимся тобой !

От южных морей до полярного края
Раскинулись наши леса и поля.
Одна ты на свете ! Одна ты такая !
Хранимая Богом родная земля.

Славься, Отечество наше свободное -
Братских народов союз вековой,
Предками данная мудрость народная,
Славься, страна! Мы гордимся тобой !

Широкий простор для мечты и для жизни
Грядущие нам открывают года.

Нам силу даёт наша верность Отчизне.
Так было, так есть, и так будет всегда !

Славься, Отечество наше свободное -
Братских народов союз вековой,
Предками данная мудрость народная,
Славься, страна! Мы гордимся тобой !

 

La Russia è la nostra sacra nazione!
La Russia è il nostro amato paese!
La possente volontà e l'immensa gloria -
Sono il tuo patrimonio per sempre.

Sia gloria a te, Patria nostra libera -
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

I nostri boschi e i nostri campi si estendono
Dai mari del sud al circolo polare.
Tu sei unica al mondo! Come te ce n'è solo una,
Terra natìa protetta da Dio.

Sia gloria a te, Patria nostra libera -
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

Gli anni a venire ci aprono
Tanto spazio per sognare e per vivere
La nostra fedeltà alla Patria ci dà forza.
Così fu, così è e così sarà sempre !

Sia gloria a te, Patria nostra libera è
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

 

 

 

La musica di Alexandrov

Per ingrandire lo spartito, basta cliccare sull'immagine.

Da sinistra: G. El-Registan, A. Alexandrov e S.Michalkov

Serghej Michalkov il giorno del suo 90° compleanno

 

 

Audioteca

E per finire, eccoli, gli inni della Russia nel corso degli ultimi duecento anni... Ascoltiamoli in versione wma, o - se preferite - è possibile il download dei files in formato mp3:

L'attuale Inno nazionale della Russia (2001) , musica di A. Alexandrov, parole di S. Michalkov

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

[mp3]

L'Inno nazionale della Russia nell'epoca eltsiniana (1991-2000), musica di M. Glinka

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

[mp3]

L'Inno nazionale dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1944-1991) , musica di A. Alexandrov, parole di S. Michalkov e G. El-Registan

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

[mp3]

L'Internazionale (1917-1943), musica di P. Degeyter, parole di E. Pottier

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.


[mp3]

Dio salvi lo Zar (1833-1917), musica di Aleksej F. Lvov, parole di Vassily A. Zukovskij

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

[mp3]

La Marcia Preobrajenskij (ante-1833)

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

[mp3]

 

 

Testo a cura di Marcello Brignone

 

Questo articolo ha interessato, incuriosito, commosso molti visitatori, che, nel corso di questi anni, hanno voluto lasciare un commento come segno del loro apprezzamento: vista la quantità di queste testimonianze, le abbiamo inserite in una pagina apposita che potrete espandere cliccando sulla pagina successiva. I commenti più recenti, invece, li troverete qui in basso, insieme alla possibilità di scrivere anche le vostre impressioni.



Ultimo aggiornamento Sabato 01 Dicembre 2012 15:28
 
Banner
Ricordiamo...
Banner
Aiutiamo i bambini profughi del Donbass!
Banner
Clicca sul banner per scoprire come
Banner
Banner
Banner
LJUDA KOROTKOVA
Banner
Fotografie
aiuta Russianecho.net!
dona con Paypal !
Incaricato Consolare
Banner
della Federazione Russa per il Trentino