da “Centonove” del 1 giugno 2012

Retroscena

MAMMA…LI RUSSI!

 

Il bozzetto originale di P. Kufferle (1911)

Monumento ai marinai che si prodigarono dopo il terremoto del 1908. Una storia aggrovigliata nata con un bozzetto dello scultore Kufferle. Dove il dono lo riceve chi avrebbe dovuto farlo.

 

Messina. La storia è lunga e parte addirittura da più di cento anni fa, esattamente da quando, all’indomani del catastrofico terremoto del 1908, per diversi mesi non si farà che parlare a Messina e sui giornali italiani dell’aiuto prestato alla nostra disgraziata città dai marinai russi e del fatto che occorreva in qualche modo ringraziarli con un monumento o magari dedicando loro una piazza quando la città fosse risorta dalle macerie. Già nel 1911 la nave “Aurora”, giunta a Messina, ricevette onorificenze del Regno e della città, alcune delle quali sono oggi custodite nel Museo della Marina Militare di San Pietroburgo, insieme ad un bozzetto di monumento ad essi dedicato dallo scultore italiano Pietro Kufferle, che, trasferitosi a San Pietroburgo, tra fine Ottocento e inizio Novecento condusse lì una brillante carriera di scultore e sperò di vedere realizzata al più presto in Italia la sua creazione, senza però che il progetto vedesse mai la luce.

 

Dovevano passare molti anni dal tragico evento (esattamente settanta!) perché per la prima volta Messina si ricordasse dei Russi con l’apposizione di una lapide sulla facciata del Municipio; e quasi altri trenta (2006) perché l’allora Ministro della Difesa Antonio Martino (con il collega russo Sergey Ivanov), in occasione del convegno sul tema “Italia e Russia nel nuovo scenario di sicurezza”, scoprisse una nuova targa e intitolasse ai Russi una via…che però non appare oggi segnata da nessuna parte, nemmeno sulla targa!

La lapide voluta da un’erede francese dello zar.

Altre proposte per un’iniziativa comune giunsero da parte russa nel 2008, ma sui marinai non si fece nulla (però venne apposta al teatro Vittorio Emanuele una targa a Nicola II, per iniziativa di un erede dello zar che vive in Francia!).

 

Ed ecco che il 1° marzo dell’anno scorso, si apprende, lontano da Messina, da una notizia riportata da “Agrigento flash”, di un’intervista rilasciata al periodico on-line “Russia Oggi”, da Aleksandr Lukashevich, portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, che, esaltava gli ottimi rapporti tra Italia e Russia e dichiarava come l’anno di interscambio inaugurato il 16 e 17 febbraio avrebbe contribuito “a far conoscere all’opinione pubblica quanto siano sviluppate le nostre relazioni negli ambiti più disparati”. Il periodico agrigentino aggiungeva che a ricordare questo eroico gesto della Marina Russa verso la popolazione messinese, proprio in occasione delle celebrazioni dell’anno di fratellanza tra le due nazioni, la dott.ssa Irina Zobacheva, Presidente dell’Associazione “Il mondo culturale” con sede ad Agrigento, stava concretizzando un progetto finalizzato alla realizzazione di un monumento dedicato ai marinai russi e al loro nobile intervento del 1908.

Si diceva pure che l’opera, realizzata dal famoso scultore russo Vasily Selivanov e alta circa 4 metri, aveva già il patrocinio del governo russo e l’adesione del sindaco di Messina Buzzanca, che aveva anche individuato la collocazione della statua nel centro della città; nell’articolo si concludeva che all’incontro con il primo cittadino di Messina, nell’ambito della presentazione della bozza dell’opera bronzea era presente anche la dott.ssa Tatiana Tabolina, dell’Accademia di Scienze di Mosca e Funzionario del Ministero della Cultura Russa.

Il bozzetto proposto da Zobacheva e Tabolina.

Il nuovo console russo subentrato a fine agosto, Vladimir Korotkov, afferma che continuerà proprio su questa linea, ma in realtà le cose cominciano a cambiare, perché la commissione rimane solo sulla carta, mentre il console si muove in direzione diversa, puntando ora sul sindaco, mentre prima si era stabilito che il coordinamento spettava a Ricevuto, mentre scompare del tutto il discorso di San Pietroburgo e dei due monumenti.

In effetti, a novembre, varie notizie di stampa riportano che il Console generale di Russia a Palermo, ministro plenipotenziario, aveva incontrato a palazzo Zanca, il sindaco di Messina Buzzanca e, a valle di importanti approfondimenti su temi economico-politici relativi alla situazione europea e nazionale di Russia ed Italia, i due avevano ipotizzato possibili collaborazioni tra Messina e varie città russe, valutando anche, sotto il profilo culturale, la possibilità di realizzare un monumento che testimoniasse il legame risalente ai soccorsi che la popolazione messinese ricevette dalla Divisione navale orientale della Flotta russa, dopo le tragiche ore del terremoto del 28 dicembre 1908.

 

A gennaio 2012, il console giunge a Messina con i rappresentanti del “Centro per la Gloria nazionale” e della “Fondazione S. Andrea”: portano con sé il bozzetto del monumento, che appare tuttavia essere in molto difforme dall’originale di Kufferle e che per questo non trova l'approvazione dei messinesi interpellati; ciò viene fatto notare ai Russi prima dell’incontro col Sindaco e questi promettono che apporteranno delle modifiche.

La versione “bocciata” sull’originale di Kufferle

In realtà la delegazione russa (formata dal console, da Michail Yakushev, vice presidente del centro per la “National Glory of Russia” e della “Fondazione Sant'Andrea”, accompagnato da Elena Parfenova e da Vladisalv Mechangin) il giorno successivo non incontrerà il Sindaco ma l’assessore Caroniti, che dà la disponibilità dell’amministrazione in sinergia con la Provincia Regionale. La delegazione afferma che le dimensioni del monumento saranno di tre metri di base per quattro di altezza, confermando che l'iniziativa era assunta direttamente dalle due Fondazioni, di cui è presidente Vladimir Yakunin, direttore delle Ferrovie Statali russe: nelle settimane successive le due fondazioni avrebbero formalizzato la proposta al sindaco Buzzanca e si sarebbe definito il percorso per realizzare il monumento prima dell'estate 2012. È, comunque, solo dal mese di marzo in poi che si ricomincia a parlare con insistenza dell’operazione. Notizie d’agenzia che rimbalzano su periodici on-line e fogli locali informano che Messina avrebbe avuto finalmente il suo monumento dedicato a quei prodi che all’alba del 29 dicembre 1908, con le unità “Admiral Makarov”, “Giljak”, “Koreec”, “Bogatyr”, “Slava”, “Cesarevic”, portarono i primi soccorsi alle persone intrappolate sotto le macerie delle abitazioni crollate.

 

Il monumento realizzato (2012)

È, dunque, ormai certo, dopo l’ultima riunione di maggio alla Provincia, che il 9 giugno prossimo, nella villetta antistante la prefettura, in uno spazio, quindi, messo a disposizione dal Comune, per iniziativa delle due Fondazioni, sorgerà il monumento, realizzato a Mosca nello studio di Vjaceslav Klykov, che riprenderà, a quanto risulta dal fotomontaggio a nostra disposizione, fedelmente il modello in scala ridotta di Pietro Kufferle: le osservazioni dei cultori locali, e forse anche qualcuna giunta da San Pietroburgo agli enti donatori, sembrano aver sortito il loro effetto. Sappiamo per certo che la delegazione russa, guidata dall’ambasciatore in Italia, sarà molto numerosa (oltre un centinaio di persone), che approderà nel nostro porto una nave da sbarco russa, che ci saranno un gran numero di giornalisti russi, che è previsto il concerto di un’orchestra russa e che sarà presente persino una troupe (sempre russa) per realizzare un documentario, probabilmente per filmare anche una prevista esercitazione (questa volta italo-russa) di protezione civile e il momento di preghiera che si svolgerà nel Duomo con rito cattolico e ortodosso.

I Russi hanno voluto fortemente questo monumento ed adesso vengono a godersi il frutto dei loro sforzi, a disdoro di una città che, dopo più di un secolo, non è riuscita a dare corso alla prima delibera della prima seduta del Consiglio comunale della città distrutta, che prevedeva l’erezione di un doveroso monumento. Nell’occasione, il Comune si è limitato a mettere a disposizione lo spazio e si è occupato dello scavo e vogliamo sperare che garantisca almeno l’ospitalità.

 

Felice Irrera

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