Vasilisa la bella - 4 [torna indietro]

Cominciò ad imbrunire,dietro le porte  passò il cavaliere nero, e cosi’ poi fu tutto buio. Risplendevano solo gli occhi dei teschi. Scricchiolarono gli alberi, cricchiarono le foglie secche, arriva la Baba Jaga. Vasilisa la accolse. “ Hai fatto tutto?” le chiede la Jaga. «Degnati di guardare to stessa, nonna!» disse Vasilisa. La Baba Jaga guardo’ dappertutto si stizzì perchè non aveva niente da rimproverarle, e disse “ Va bene!”. Poi grido’: «Fedeli miei servitori! Amici del cuore! Macinate questo frumento!”. Comparvero tre paia di mani, presero il frumento e lo portarono via. La Baba Jaga si rimpinzo’, si mise a letto, a di nuovo dette degli ordini a Vasilisa: “ Domani devi fare le stesse cose; in piu’ prendi dal granaio i semi di papavero e puliscili dal terriccio, granello per granello, perchè qualcuno, per cattiveria, puo’ averli sporcati di terra!”. Cosi disse la Baba Jaga, si volto’ verso il muro, e si mise a russare. Vasilisa andò subito dalla sua bambola, le porto’ del cibo. La bambolina mangio’, e le disse quello che le aveva detto la sera  prima: “Prega Dio a va’ a dormire; il mattino e’ piu’ saggio della sera; tutto sara' fatto, Vasilisuska!” .

Il mattino successivo la Baba.Jaga di nuovo usci’ dal  cortile nel suo mortaio, e Vasilisa, con la sua bambola, fece tutto il lavoro in un momento. La vecchia tornò, guardò e gridò: “ Fedeli miei servitori! Amici del cuore! Spremete l’olio da questi semi!”. Comparvero tre paia di mani, presero i semi di papavero e li portarono via. La Baba Jaga sedette per pranzare; mangia e Vasilisa sta lì in silenzio. “ Perchè non mi dici nulla?”chiese la Baba Jaga. «Stai lì come una muta!» “Non ho il coraggio di parlare,” rispose Vasilisa “ ma se permetti vorrei chiederti una cosa.” “ Chiedi; però non tutte le domande portano al bene. Se sai molte cose, invecchi prima!” “Voglio chiederti, nonna, solo di quello che ho visto: quando sono venuta da te, nonna, mi ha superato un cavaliere su un bianco cavallo e vestito di bianco. Chi  è?”-“ Egli è il mio giorno luminoso” rispose la Baba Jaga. “Poi mi ha raggiunta un secondo cavaliere, su un cavallo rosso, tutto vestito di rosso. Chi  è?”“E’ il mio sole rosso!” “E che cosa significa il cavaliere nero, che mi ha superato proprio vicino alla tua porta, nonna?” “E’ la mia notte oscura. Essi sono i miei tre servitori fedeli.”  

                                                       A. Shapaev - Portrait of M. Mineeva

Vasilisa ricordò le tre paia di mani e stette zitta. “Perché non mi fai altre domande?”disse la Baba Jaga. “Sarà così anche per me: tu hai detto che chi sa troppo, invecchia.” “E’ un bene,”disse la Baba Jaga, “che tu abbia chiesto solo di ciò che hai visto fuori dalla mia porta, e non di quello che hai visto dentro! Non mi piace che portino fuori 1'immondizia e mangio chi è troppo curioso! Ora faccio io una do­manda a te: "Come fai ad eseguire tutto il lavoro che ti impongo?". «Mi aiuta la benedizione di mia madre», rispose Vasilisa. “ Ah, ecco perche’! Vattene subito via, ragazza benedetta! Non ho bisogno che qui stiano delle persone benedette”. Cacciò Vasilisa fuori dalla stanza e la spinse fuori dalla porta, prese un teschio con gli occhi ardenti e lo fissò ad un bastone, glielo dette e poi disse: “Eccoti il fuoco che volevi, per le figlie della matrigna, prendilo: loro ti hanno mandata qui per questo” .

Vasilisa corse a casa a tutta velocità, alla luce del teschio, che si spense solo quando albeggio’ e, finalmente, verso la sera del secondo giorno, raggiunse la sua casa. Avvicinandosi alla porta, lei fece per gettar via il teschio. "Sono"a casa," pensò Vasilisa, "non ho piu’ bisogno di luce:" Ma ad un tratto sentì una voce sorda provenire dal teschio: “ Non buttarmi via, ma consegnami alla tua matrigna!” .

 Vasilisa guardo’ la casa e, non vedendo neppure una luce alle finestre, decise di entrare con il teschio. Dapprima 1'accolsero con gentilezza, e le dissero che, da quando lei se ne era andata in cerca della Baba Jaga, in casa non c'era stato neanche un lumicino. Loro non erano riuscite neppure a fare un fuoco, e il fuoco che portavano dai vicini, si spegneva subito. “Forse il tuo fuoco non si spegnera’!” disse la matrigna. Portarono nella stanza il teschio; e gli occhi del teschio guardarono la matrigna e le sue due figlie in modo tale da scottarle...

 

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