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Vasilisa la bella - 3 [torna indietro] |
Vasilisa camminò tutta la notte e tutto il giorno, solo la sera successiva giunse a una radura, dove si trovava la casetta della Baba Jaga; la palizzata intorno alla casa è fatta di ossa umane, sui pali della palizzata stavano dei teschi umani con gli occhi; invece dei gangheri della porta c'erano gambe umane, invece dai catenacci, delle braccia umane,invece del lucchetto una bocca con denti aguzzi. Vasilisa impietri per il terrore, stette li' stordita. A un tratto passò un altro cavaliere: tutto vestito di nero, su un cavallo nero; galoppo verso il portone della Baba Jaga e scomparve, come se fosse stato inghiottito dalla terra. Era giunta la notte. Ma il buio duro poco: a tutti i teschi della palizzata si accesero gli occhi, e in tutta la radura si fece luce, come nel bel mezzo del giorno. Vasilisa tremava per lo spavento ma, non sapendo dove rifugiarsi, rimase li sul posto.

Presto si sentì uno spaventoso rumore: gli alberi scricchiolarono, le foglie secche cricchiarono: era la Baba Jaga che tornava dal bosco, nel suo mortaio, che lei incitava con il pestello,e con una scopa spazzava via le tracce del suo passaggio. Si avvicino alla porta, si fermò, fiutò intorno « Fiu! Sento odore di ossa russe! Chi c'è qui?> . Vasilisa si avvicinò alla vecchia, con paura, e, facendo un profondo inchino, le disse: Sono io; nonna! Le figlie della matrigna mi hanno mandata a chiederti del fuoco". «Bene,» disse la Baba Jaga, io le conosco, però tu prima devi fermarti da me e lavorare per me, poi ti darò il fuoco; e se non vuoi ti mangio!" Dopo di che si rivolse alla porta e gridò: Miei catenacci ben serrati, dischiudetevi, mia larga porta, apriti!». La porta si aprì, e la Baba Jaga entrò, fischiettando seguita da Vasilisa, e dietro a loro tutto si rinchiuse. Entrando nella stanza, la Baba Jaga si stiracchiò, poi disse a Vasilisa: Dammi quello the trovi nella stufa. Voglio mangiare.Vasilisa accese una lucina, una scheggia, 1'accese avvicinandola ai teschi della palizzata, e cominciò a tirar fuori dalla stufa e a porgerle quello che c'era: c'era del cibo preparato per almeno dieci persone! Dalla cantina Vasilisa portò su del kvas', della birra e del vino, la vecchia mangiò e bevve tutto. Vasilisa conservò un po' di cibo, una crosta di pane e un po' di carne di maialino. La Baba Jaga va a dormire e dice: Quando domani io sarò uscita, tu dovrai pulire il cortile, scopare la casa, preparare la biancheria, poi va' nel granaio, pulisci un quarto di frumento dalle porcherie. E che tutto sia fatto, altrimenti io ti mangio! . Dopo averle dato tutti questi ordini, la vecchia si mise a russare; e Vasilisa mise davanti alla bambola gli avanzi del cibo della vecchia, si mise a piangere, e disse: Su, bambolina, mangia e ascolta il mio dolore! La Baba Jaga mi ha imposto dei lavori faticosi, e ha minacciato di mangiarmi, se non faccio tutto quello che ha detto; aiutami tu!. La bambola rispose: N on aver paura, Vasilisa la Bella! Cena, prega Dio, a va' a dormire. II mattino è piu saggio della sera.
Vasilisa si alzò presto, e la Baba Jaga si era già alzata; guardò dalla finestra: i teschi si stavano spegnendo; ecco che appare il cavaliere bianco: albeggiava. La Baba Jaga andò nel cortile, fischiò e comparve il suo mortaio con il pestello e la spazzola per cancellare le impronte. Apparve il cavaliere rosso: era sorto il sole. La Baba Jaga si sistemò nel suo mortaio, usci dal cortile, incitò il mortaio con il pestello, e la scopa che spazzola dove deve spazzolare. Vasilisa rimane sola: guarda la casa della Baba Jaga, si stupisce della quantita di tutto quello che c'era; si mette a pensare: pensa quale lavoro deve cominciare per primo. Guarda, a vede che tutto il lavoro è già fatto; la bambola aveva ripulito il grano dall'ultimo granello di nerume Ah, tu, mia liberatrice! disse Vasilisa alla bambola. Mi hai salvata dalla sciagura.
Ti è rimasto solo il compito di preparare il pranzo, rispose la bambola, rientrando nella tasca di Vasilisa. Preparalo bene poi va' a riposarti!.Verso sera Vasilisa preparò la tavola, ed attese la Baba Jaga...