|
|
Sull'uso della lingua natale. |
Crediamo siano moltissimi i bambini e le bambine russe adottate da famiglie italiane e moltissimi, dobbiamo realisticamente supporre, quelli che dimenticano pian piano la loro lingua natale e con essa quel modo altro di guardare alla vita che ogni popolo ha.
Il bilinguismo non č solo unabilitā tecnica, la capacitā di districarsi
naturalmente in due sistemi linguistici, č anche la capacitā naturale di interagire tra
sistemi umani diversi tra loro.
Diverse tradizioni, diversi modi di essere e di agire, diventano nel bilingue
naturalmente comunicanti tra loro. Il bilingue č potenzialmente un non intransigente,
aperto al dialogo, dotato della coscienza che possono comunque esistere prospettive
diverse dalla propria e non per questo meno ragionevoli e vere.
Premesso questo, č praticamente pensabile per i bambini adottati garantire loro, oltre al giusto e pieno inserimento nella societā di accoglienza, anche la conservazione e lo sviluppo di quel patrimonio culturale dal quale provengono?
E su questo che vorremmo confrontarci con tutti quelli che hanno unesperienza concreta nel campo. Scriveteci e discutiamone insieme nel sito. E se volete, lasciateci i vostri dati (dove vivete, letā dei vostri bimbi): chissā che famiglie vicine non si possano incontrare dal vivo e col tempo possa nascere qualcosa perché la Russia non sia solo unimmagine di un passato che non esiste pių (figli adottati) o una faccenda esclusiva del papā o della mamma russi emigrati.
Giuseppe e Sascia.