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UN BAGNO...
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L'Oriente è mobile. Se stai a Mosca
sono Oriente la Cina e il Giappone; se ti trovi a Roma o a Londra, allora anche la Russia
diventa Oriente a pieno titolo. Tra gli usi e costumi che apparentano la Russia
all'Oriente, uno dei più tipici è quello del cosiddetto "bagno a vapore". Per
i russi la frequentazione del bagno a vapore è una festa, una sorta di mitico ritorno
alle origini, una concreta ed al contempo metaforica reimmersione nei più profondi
recessi della civiltà contadina...
Provate
innanzitutto ad immaginarvi un villaggio, un fazzoletto di poche case nel cuore stesso della Russia. E' inverno. La temperatura, come a
tutti noto, scende a -20, anche -30°.
Ai quattro punti cardinali, distese innevate a perdita d'occhio e nient'altro...
E là non vi sono teatri e discoteche, nè supermercati o palestre; e neppure caffè o
ristoranti nei quali ammazzare il tempo durante un interminabile sabato sera invernale...
Ma vi è in quel paesino una cosa che comprende e sostituisce largamente tutte le altre: ed è, per l'appunto, il
bagno a vapore.
Di solito nelle campagne esso non è
niente più di una modesta costruzione in legno situata in fondo al cortile, nel giardino,
o nei pressi della casa ove si abita.
Dato il clima rigido che caratterizza la Russia, il bagno a vapore è per noi davvero una
pratica fra le più amate, un'autentica istituzione.
Così, abbiamo deciso di provare
anche noi...
Ci eravamo messe d'accordo con le
nostre amiche. Irina (una graziosa trentenne) avrebbe chiesto ad alcune donne del
villaggio di condividere con noi il rito ancestrale del bagno: in tal modo esse avrebbero
potuto rivelarci tutti i segreti del lavacro eseguito secondo i canoni della tradizione...
"Bene!" ho aderito con entusiasmo. "Così impareremo qualcosa". E ho
aggiunto scherzando: "E poi, come ognun ben sa, dalle vostre parti le donne di media
bellezza non esistono... Dipenderà forse dall'aria
buona della campagna, ma...siete tutte così leggiadre che sembrate uscite dalle tele di
un Kustodiev (*)!".
Così, ci siamo date appuntamento
per le tre del sabato successivo...
Quando ci si appresta a compiere una
specie di rito magico, anche la meteorologia si
carica di valenze simboliche, e una giornata climaticamente buona assume il significato di
un auspicio favorevole...
Per l'appunto! Fin dal mattino ci accompagna il sole, un' accecante luce invernale. La
temperatura è rigida: 16° sotto zero. La neve scrocchia sotto i piedi e riverbera al
sole... A farla breve, una meraviglia: l'autentico inverno russo nella sua espressione
migliore!
Ci vogliono quaranta minuti per
raggiungere il villaggio. Arriviamo un po' in anticipo sui tempi concordati e attendiamo
in casa le persone con le quali ci dovremo incontrare... Le donne del paese, Ljuba e
Valentina, si presentano alle tre in punto, come stabilito.
Dunque sul serio la cerimonia sta
per avere inizio...
Irina provvede a
consegnarci i bacili nonché i fasci di rami di betulla.
Adesso facciamo il nostro ingresso in un comodo vestibolo. Tutt'attorno, stuoie intessute
a mano, su un tavolino il samovar con una piccola teiera. Mentre le donne cominciano a
spogliarsi, decido di esplorare un po' i dintorni: non mi reco spesso in campagna, e ho
voglia di osservare tutto nei minimi particolari...
Questa specie di stalla o cortile coperto è la parte di casa che, a differenza di quella
in cui si abita, non viene riscaldata. Qui si tengono gli animali domestici: maiali,
galline, magari una mucca... Nella stalla della donna che ci ospita, per esempio, vi sono
due graziosi e buffi maialini.
Dirimpetto sta la catasta del
legname. Solitamente la casa viene riscaldata a gas, ma il bagno a vapore si scalda a
legna. Si fa un'abbondante provvista di legname in autunno (deve durare per tutto il
lunghissimo inverno!); lo si sega e lo si sistema
con cura: se ne fa una catasta, per l'appunto.
Mentre mi metto a mio agio, ecco che già le donne stanno per intraprendere il lavacro
rituale. Entrano nella stanza da bagno vera e propria. Dal vestibolo, nonostante la porta
chiusa, si possono agevolmente udire le loro voci sonore, le risate...
Socchiudo la porta, faccio capolino:
vorrei provare a scattare qualche fotografia ma... niente da fare! Di colpo mi trovo letteralmente avvolta in una
nuvola di vapore caldissimo. La stufa è ardente e le
donne - sembran quasi diavolesse! - infittiscono le brume versando acqua sui mattoni arroventati. Tutto pare
scomparire nelle nebbie e nei vapori...
Debbo momentaneamente accantonare il proposito di immortalare la scena con la macchina
fotografica: l'obiettivo è infatti inesorabilmente appannato, l'apparecchio gronda
umidità. Depongo il tutto nel vestibolo ad asciugare, mi svesto e mi unisco anch'io al
gruppo delle sacerdotesse vagolanti nella nebbia...
La stanza da bagno è un ambiente di
non grandi dimensioni con una sola finestrella. Nei pressi, la stufa in mattoni con
l'apertura metallica. Di lato, il rubinetto dal quale si versa l'acqua bollente (scaldata
sulla stufa stessa). Lungo le pareti della stanza, bidoni pieni d'acqua fredda tirata su
dal pozzo e alcune panchettine col necéssaire per il bagno. Il pavimento in legno non è
verniciato ma ci si cammina bene, senza scivolare: è tiepido, le assi sono uniformi e
lisce. Inoltre il bagno è dotato dell'indispensabile tappetino su cui sdraiarsi per
meglio sopportare i vapori e rendere più agevole il "trattamento" con i rami di
betulla.
Le donne di campagna conoscono sin
nei dettagli i segreti del bagno a vapore, e mi rivelano che all'inizio dell'abluzione
occorre rovesciarsi addosso dell'acqua caldissima. Infatti Valentina la versa dentro la
bacinella, diluendola con mestolate di acqua fredda tratta dai bidoni. Le suggerisco di
iniziare da se medesima: lei si rovescia addosso una parte dell'acqua, quella che rimane
la versa su di me.
Un altro paio di mestoli d'acqua sui
mattoni roventi, e dinuovo ci si trova immersi fra i vapori. I fumi si sollevano nell'aria
per poi ridiscendere lentamente. Diciamocela tutta: è una goduria bella e buona...
A questo punto la mano robusta di Valja afferra un fascio di rami di betulla e prende,
dapprima piano e poi con sempre maggior forza, a battermi la schiena, le gambe, i talloni,
le braccia. E' davvero una sensazione gradevole. Una sorta di languore piacevolissimo si
spande per tutto il corpo...
Forse non è un caso se il grande
scrittore russo Lev Nikolaevic Tolstoj ha sentenziato: "Tra i piaceri del corpo, il
bagno col vapore viene subito dopo l'amore".
Dopo un massaggio praticato con rami
di betulla capita a volte che delle foglioline verdi, staccatesi dalle fronde, rimangano per un po' attaccate alla pelle. E come vezzi
adornino le parti alte e basse dei corpi femminili che si son sottoposti al lavacro, sani
corpi di donne dall'incarnato rosa che adesso il vapore fa tendere verso il rosso...
Viene il momento di alzarsi dalla stuoia: ma senza fretta, con cautela, per evitare di
prendersi un capogiro. Dopodiché ci si deve versare addosso una bacinella di acqua
fredda, acqua di pozzo pulita e trasparente. Acqua lustrale, signori miei...
A questo punto può accadere che un
cultore appassionato della sauna russa corra via improvvisamente dalle brume fumiganti e
dal caldo quasi irrespirabile della sala da bagno per tuffarsi senza esitazioni nella neve
candida ed ancora intatta. Per amor dell'arte anche le nostre amiche sarebbero disposte a
gettarsi su un bel montarozzo di neve, ma la carismatica sacerdotessa Irina si oppone:
"Non si deve, qualcuno ci potrebbe vedere. E chissà cosa penserebbero di
noi!...".
C'è da dire che in campagna la
gente dà parecchio peso all'opinione degli altri in genere e dei vicini di casa in
particolare. Il paese è piccolo, esiguo il numero degli abitanti (quasi tutti sono
contadini): e non vi è nulla di più importante della considerazione in cui si è tenuti
dal resto del villaggio. Così, da queste parti i comportamenti eccentrici sono
un'autentica rarità...
Agli uomini può capitare di uscire di corsa dal bagno e di buttarsi nella neve senza che
questo sollevi particolari critiche. Che lo facciano le donne però non sta bene, peggio
ancora se qualcuno le fotografa mentre lo fanno. Così, dobbiamo a malincuore rinunciare
all'audace progetto e anch'io non me la sento più di provare, perlomeno non da sola... Ci
si limita a portare dentro il bagno un bacile colmo di neve con cui ci soffreghiamo
vigorosamente a vicenda.
E' il momento di rientrare nel
bagno. Ci riscaldiamo, ci aspergiamo in fretta con acqua tiepida e ritorniamo nel
vestibolo a riposar le piacevolmente stanche membra...
L'umore è davvero eccellente, si
versa il thè dentro i bicchieri. Un meraviglioso thè bollito nel samovar assieme con
erbe officinali raccolte durante l'estate dalle stesse donne che stanno portando a termine
l'antico rito russo del bagno a vapore: ed hanno gentilmente accettato di condividerlo con
noi.
Appena ci siamo sedute, avvolte nei
nostri lenzuoli, ho cominciato ad esaminare la mia pelle. Particelle di cute si andavano
compattando per poi staccarsi in forma di minuscole palline: era come se la pelle si
depurasse da sola.
Quando s'è accorta che mi guardavo, Valentina ha dato la sua spiegazione: "Il karma
negativo toglie il disturbo e se ne va... Mia nonna diceva che col bagno esce tutto il
brutto che c'è nella persona. E dopo il bagno a vapore la cute ritorna ad essere morbida,
liscia, sembra quasi seta. Domattina al risveglio ti sentirai un'altra, come se fossi
rinata, ringiovanita di almeno dieci anni".
E adesso, l'ultima parte della
cerimonia. Bisogna togliersi di dosso tutte le impurità, così come si conviene.
Rientriamo dunque per l'ennesima volta...
Detto per inciso, in campagna dopo
il bagno i capelli vengono a volte risciacquati con il kvas. Ed è precisamente per questo
che adesso Valentina si presenta a noi con un
bicchiere di kvas in mano. Si tratta di una tipica bevanda russa a base di pane raffermo e
lievito. Si dice che in cotal guisa i capelli
divengano incredibilmente soffici e vaporosi...
Adesso le donne
escono dal bagno in fila indiana mentre Valentina ed io, sedute sulla stuoia, continuiamo
a chiacchierare...
Valentina ha vissuto tutta la sua vita in questo paesino, lavora come maestra nella scuola
locale.
Una volta il bagno a vapore era un
po' il sostituto delle medicine. Se una persona si prendeva qualche malanno,
l'accompagnavano subito a farsi un bel bagno. Nel bagno a vapore si partoriva persino: qui
era più facile mettere al mondo un figlio perché il corpo sudava, si ammorbidiva e
diventava maggiormente elastico, più duttile ai movimenti del parto."
La gente di campagna nutre ancora una fiducia inossidabile nelle proprietà terapeutiche
del bagno a vapore, e bisogna dire che tali effetti miracolosi sono stati ampiamente
dimostrati nel corso di parecchie generazioni.
Anche in questo caso il primo
paragone che viene in mente è quello con l'antica Roma, dove le terme erano considerate
luogo di cura per eccellenza e la sauna un mezzo per combattere parecchie patologie.
Alla fine, anche Valentina ed io
dobbiamo uscire, sebbene a malincuore. Ci rivestiamo senza fretta, il corpo è pervaso da
una piacevole spossatezza. Il bagno a vapore riesce ad eliminare l'affaticamento che poco
a poco s'accumula in noi durante la settimana lavorativa. Ecco ancora le parole della
saggia Valentina: "Questa è una stanchezza diversa da quella che si prova sul
lavoro. Quando raccogli le patate o sarchi il tuo pezzo d'orto senti proprio la fatica
nelle gambe, ti fa male tutto il corpo, la testa gira storto e non provi alcuna sensazione
di benessere, solo quella sgradevole pesantezza che deriva dal lavoro fisico, specie se si
tratta di un lavoro duro.
Così, entriamo
in casa. In cucina il tavolo è apparecchiato: il samovar, qualche semplice antipastino di
campagna, cetrioli marinati, cavolo, tre tipi di funghetti, patate lesse, salame come
d'uso, carni fredde.
Le donne sono già sedute a tavola: rosse in viso, come ringiovanite, distese e
sorridenti. Quella che ci ha ospitate per la sacra abluzione si rivolge a me e domanda con voce sonora e convinta: "Ljudmila, che
cosa vuoi bere? Vodka oppure... " (qui il tono s'affievolisce un attimo, una piccola
pausa prima di terminare la frase) "... oppure vodka?". Penso proprio che
sceglierò la vodka. E così ci facciamo un bicchierino...
Valentina ora ci domanda se entrando
in paese abbiamo notato la chiesa. "E' dedicata a San Nicola Taumaturgo. D'estate
spesso padre Nikolaj viene in vacanza qui da Parigi. Gli piacciono sia il nostro villaggio
che la chiesetta".
E Valentina prosegue: "Lui ama
andar per funghi, qui ce n'è in abbondanza...Viene anche a raccogliere le erbe assieme a
me. Io di erbe me ne intendo, qui cresce addirittura l'origano e..."
Il giorno si va spegnendo, ormai s'attenuano i colori del tramonto e poco per volta cala
la sera. E' ora che noi si torni in città. Non si vorrebbe più andar via, naturalmente.
Si sta bene qui, il villaggio è bello, buona l'aria, gradevole l'atmosfera, il bagno è
stato sublime... Eppoi quelle distese innevate senza fine che possiamo scorgere guardando
dalla finestra, e la casa piacevolmente calda, e i fiori sui davanzali, i ficus nei vasi e
nelle vecchie casseruole...
Le donne escono
tutte ad accompagnarci. L'auto si scalda, emette un fumo denso. Mentre ancora
chiacchieriamo vedo dalla parte opposta della strada un uomo che se ne va in bicicletta.
Porta una pelliccetta e un berretto di pelle col paraorecchi, un cagnolino gli trotterella
dietro.
Tutt'attorno cumuli di neve, la temperatura adesso è sui 20° sotto zero e la gente se ne
va in giro in bici! Non riesco a fotografarlo bene a causa del fumo e del vapore che
escono dall'auto: ma lo scorgo che s'allontana, il ciclista col suo cane... Che cosa sono
in fondo la neve e il gelo? Ci vuol ben altro per intimorire chi vive da sempre qui, in
queste condizioni!
Questo è tutto... Ah, quasi me ne
dimenticavo! Se mai foste in viaggio da Parigi o Roma e all'improvviso vi prendesse voglia
di farvi un autentico, tradizionale bagno russo col vapore... beh, potete sempre fare una
capatina qui da noi! L'indirizzo è facile:
Regione di Niznij Novgorod,
distretto di Diveevo, villaggio di Elizar'evo.
Bussate ad una porta qualsiasi,
saranno tutti ben lieti di ospitarvi...
Ljudmila Korotkova
(trad.
Gianni Piovano)
(*) Boris Michajlovic Kustodiev (1878-1927) è uno dei più
notevoli pittori russi del secolo scorso. Artista
eclettico,
scenografo ed illustratore di libri, in alcuni suoi quadri egli ha celebrato la bellezza
delle donne del suo paese. Il dipinto cui qui si allude è per l'appunto "Venere
russa", un nudo femminile che si caratterizza per l'accesa sensualità, un po' alla
maniera di Auguste Renoir.