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Marina IvanovnaCVETAEVA |
1909
1915
E’ anche assennatezza — la follia
Superficialità! – Caro peccato
Voci col loro gioco di presagio
Una nave non può sempre viaggiare
Son lieta che di me non siete cotto
Violinista fu un qualche mio antenato
Trasgredendo al precetto, non ho fatto comunione
Io so la verità! Tutte le scorse verità – via
1916
Ai miei cari per il viaggio (a O.E. Mandel’shtam)
Mi diceva un’orribile nonnetta...
Chi chiamo caro — non s’annoierà!
Come una madre fosti a me in quei giorni
Il ciclo "L'amica" e altri versi (1914-1916):
Vi avrò vista tre volte, ma è destino
Siete felice? — Mah, non me lo dite!
Sotto il morbido plaid di peluche
Oggi la neve s’è disciolta, oggi
Eravate indolente nel vestirvi
Sulla Grande Lubjanka, verso l’otto
Di notte, sopra i fondi di caffè
Già è suonato l’orologio — che ore sono?
Come allegre brillavan di nevischio
Vai pure avanti, tu, per la tua strada
Come posso scordare quel profumo
Son tutti ardenti gli occhi, sotto il sole
I colli intorno a Mosca sono azzurri
Ripeto, alla vigilia del distacco
Ci sono nomi, come fiori grevi
Io più d’ogni altra testa, ricordàtelo
Come una madre fosti a me in quei giorni
1917
Ricordo il primo giorno, l’infantile...
1921
Che m’importa le nuvole e le steppe
1922
Incantatrice con le braccia in croce!
All’alba con più calma scorre il sangue
Fruscìi nella notte: una mano...
Accetta e aratro – per le abbronzature
Buondì! Non è una freccia, né una pietra
Ah, dal netto strapiombo (Balcone)
Non troverai in casa l'ospite notturno...
La vita mente in modo impareggiabile
Si pensava: saranno giorni lieti
Le
foglie, van forse perse quando cadono
Con
modo insinuante dei capelli: Un
singhiozzo di Lete ciecofluente... ***Altre
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