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SU "L'ANIMA RUSSA DI PITIRIM ALEKSANDROVICH SOROKIN" |
Il 21 gennaio 1889, a Turya, un
piccolo villaggio della Russia settentrionale abitato dai komi (popolazione di origine
ugro-finnica e di religione ortodossa), inizia la storia di uno dei sociologi più
brillanti dell'inizio del secolo scorso: Pitirim Aleksandrovich Sorokin.
E' fuorviante definire Sorokin solamente un "sociologo", poiché si può
piuttosto parlare di un intellettuale a trecentosessanta gradi: Egli, infatti, si
interessò di problemi sociologici ma anche di questioni teologiche e morali, di
letteratura, di arte e di questioni politiche, militando nelle file del partito
social-rivoluzionario russo. L'aspetto più interessante tuttavia, risiede nel fatto che
Egli si sforzò sempre di integrare questi diversi aspetti della vita e di unificarli in
una visione integrale del mondo.
Dalla sua autobiografia intitolata A Long Journey; The Autobiography of P. A. Sorokin,
pubblicata nel 1963, cinque anni prima che l'Autore morisse, si deduce il ritratto di una
persona libera, dotata di grande forza fisica e mentale e contraddistinta soprattutto da
un coraggio immortale nell'accettare le conseguenze delle proprie azioni.
Allorché per la prima volta mi apprestai allo studio della concezione sociologica di
Pitirim Sorokin, pur non avendo ancora innanzi a me un quadro esaustivo delle sue
esperienze di vita e del suo sistema sociologico integrale, ebbi subito percezione della
forza e della complessità del suo pensiero, incessantemente orientato al tentativo di
conciliare l'inconciliabile, di trovare un senso unitario anche di fronte alle
contraddizioni che caratterizzano l'uomo, il mondo e lo svolgersi degli eventi nella
storia. (1) Nel corso del tempo, grazie alle letture consigliatemi dal Professor Giuseppe
Guarnieri, ebbi occasione di approfondire il pensiero dei maggiori esponenti della
cristianità russa e mi resi conto che proprio in quell'ambiente culturale dovevo
ricercare le ragioni profonde dell'integralismo sociologico di Sorokin.
Fu allora, inoltre, che compresi come la ricerca di un equilibrio esterno fondato sulla
logica della coincidentia oppositorum, da parte di questo sociologo russo,
costituisse al tempo stesso il tentativo di conquista di un suo equilibrio interiore.
L'ipotesi di lavoro da cui partii era che, al fine di cogliere la profondità del pensiero
di Sorokin, fosse necessario tenere conto delle esperienze esistenziali e della cultura
russa d'origine che, come Egli stesso afferma nella propria autobiografia, lo
condizionarono in modo irreversibile per il resto della sua vita; (2) non sottovalutando,
peraltro, il potente influsso della "Santa Russia" soprattutto su chi, come lui,
fu esule politico. Infatti, come ha scritto un importante teologo russo, Pavel Evdokìmov,
"la rottura dei legami empirici con la patria, con l'ambiente nazionale, provoca una
profonda sofferenza; tuttavia questa sofferenza approfondisce l'uomo e, al suo termine,
dona una grande libertà in mezzo a tutte le vicende umane: è la libertà del
pellegrino". (3)
In effetti, la vita ambulante che Sorokin visse fin dalla giovane età come decoratore di
icone, la vita sociale nella comunità komi e il clima religioso del suo tempo, che lo
condusse a trascorrere un periodo di vita ascetica nella solitudine della foresta,
giocarono un ruolo fondamentale nella formazione della sua personalità, nell'integrazione
del suo sistema di valori e nella cristallizzazione della sua filosofia. Infatti, proprio
sulla base di tali esperienze Sorokin elaborò una visione del mondo idealistica nella
quale Dio, la natura, la verità, la bontà, la bellezza, la religione, la scienza, l'arte
e la morale erano uniti in un unico sistema armonico.
Sorokin, dunque, parlando dell'energia creatrice dell'Amore Altruistico (4) e della
necessità di sviluppare un pensiero integrale che renda giustizia della complessità
dell'uomo e della realtà, coniugando i valori terreni con la ricerca di Dio, non è un
"profeta", un "idealista", un "socioastrologo" (come molti
critici lo hanno definito), ma un portavoce della cultura russa nella quale è vissuto.
Egli è, prima di tutto, un sociologo della possibilità: in Sorokin, cioè, è radicato
il senso della presenza dell'Invisibile, che si traduce in capacità di superare
l'esistente e di esplorare le frontiere del possibile.
Come sostiene Evdokìmov, la passione per il possibile, così radicata nella spiritualità
russa, non implica un rifiuto dell'esistente, bensì "la valorizzazione dei frammenti
di bontà, di amore e di bellezza sparsi nella storia" (5). Questo è sempre stato il
vero progetto di Sorokin.
Conseguentemente, ciò che ho voluto dimostrare è che per comprendere a fondo il sistema
sociologico integrale di quest'Autore è necessario, per dirla con Scheler, superare il
pregiudizio etnocentrico proprio della cultura sensista occidentale, cercando di cogliere
il pensiero di Sorokin dal suo punto di vista (interno) e non dal nostro (esterno).
Per entrare in empatia con Pitirim
Aleksandrovich Sorokin non si deve dimenticare che
Note:
1 Riguardo all'importanza di una
convergenza tra U.R.S.S. e U.S.A., cfr. SOROKIN P. A. Mutual Convergence of the U.S. and
the U.S.S.R. to the Mixed Sociocultural Type in AA.VV., American and Soviet society. A
reader in Comparative Sociology and Perception, Prentice-Hall, New Jersey, 1969, pp.
561-564. Il saggio, in versione integrale, è riportato nell'appendice 2 del testo.
2 SOROKIN P. A., A Long Journey; The
Autobiography of P. A. Sorokin, New Haven, Conn., College and University Press, 1963, (ed.
inglese), pp. 36-37.
"Se ci sono elementi di
misticismo nelle mie teorie, come diversi studiosi affermano, tali tensioni mistiche e
tragiche mi furono inculcate in giovane età dai tragici misteri della Messa e dalle dure
esperienze della mia vita".
3 EVDOKÌMOV P. N., Teologia della
bellezza. L'arte dell'icona, Milano, San Paolo, 2002, p. 11.
4 SOROKIN P. A., A Long Journey; The
Autobiography of P. A. Sorokin, cit., p. 273.
"L'Amore Creativo Altruistico
è il vero mysterium tremendum et fascinosum. [...] Visto in questa luce, l'amore sembra
essere una delle energie più alte, che contiene in sé enormi possibilità creative e
terapeutiche".
5EVDOKÌMOV P. N., Teologia della
bellezza. L'arte dell'icona, cit., p. 13.