RITRATTO RUSSO DI PRIMO MINISTRO ITALIANO

Perché il premier italiano Silvio Berlusconi è oggetto di così grande attenzione da parte dei media russi? Bastano a spiegarlo la cordialità e la sintonia che lo legano al presidente Vladimir Putin?
Qual’è il ritratto del ‘Cavaliere’ che emerge dalle colonne dei giornali russi? Che cosa in lui sembra attirare così tanto la curiosità dei nostri connazionali?
In Russia vi è un detto popolare che suona all’incirca così: “Dimmi chi è il tuo amico ed io ti dirò chi sei tu”. Senza dubbio al lettore e/o telespettatore russo interessa conoscere la personalità di un uomo che “intrattiene col nostro capo di stato rapporti di calda, sincera e profonda amicizia”...
C’è però anche un altro fatto indiscutibile: Silvio Berlusconi sembra interessare ai russi di per sé, per l’indiscutibile originalità (a volte verrebbe da chiamarla stravaganza) che a modo suo ne fa un protagonista della scena politica internazionale. Così, nell’elenco dei programmi televisivi più seguiti in Russia, pubblicato dalla ‘Nezavisimaja gazeta’ nel novembre del 2003, era citata una trasmissione di analisi politica dal titolo ‘Namedni’ (lett.: ‘Attualità’) e in particolare “i servizi da essa dedicati al presidente del consiglio italiano”.
Il giornale “Moskovskie novosti”, per parte sua (luglio 2003), aveva dedicato i tre titoli più eclatanti della settimana alle seguenti notizie:

L’OLIGARCA RUSSO ROMAN ABRAMOVIC HA ACQUISTATO UNA FAMOSA SQUADRA DI CALCIO EUROPEA

LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER ITALIANO SILVIO BERLUSCONI PROVOCANO  UNO SCANDALO ALL’EUROPARLAMENTO

GLI SCIENZIATI STANNO TENTANDO DI CLASSIFICARE I RESTI DI UN MOLLUSCO GIGANTESCO SCOPERTO SULLE COSTE DEL CILE

 Forse vi sono alcuni tratti della personalità di Berlusconi che risultano simpatici ai russi, in qualche modo a loro affini, comprensibili. Ma andiamo con ordine... 

A proposito dell’amicizia col nostro presidente...
Il lettore russo è venuto a conoscenza del fatto che il premier italiano ha fatto piantare ben quattrocento cactus nella sua villa in Sardegna per accogliere degnamente Vladimir Putin. Alo stesso modo i mezzi di informazione hanno descritto con dovizia di dettagli l’attenzione del tutto particolare di cui Berlusconi è stato oggetto durante la sua visita in Russia. Così, abbiam potuto sapere che al primo ministro italiano è stata donata la sua biografia appena uscita in russo (da rilevare che tale pubblicazione, del tutto priva di elementi critici, era la sola uscita fino ad allora in Russia). La stampa ha avuto pure la bontà d’informarci che durante la cena ufficiale tenutasi al Cremlino l’orchestra ha eseguito una canzone dello stesso Berlusconi ed intitolata “Non vi sono parole per dirti quanto ti amo”.
La personale cordialità reciproca di cui Putin e Berlusconi han dato mostra in più occasioni si è poi concretizzata in aperto e vicendevole sostegno politico durante la conferenza stampa svoltasi al summit “Comunità Europea – Russia” di Roma. Il primo ministro italiano fu allora criticato dalla Commissione Europea, e non certo per la cordialità espressa nei confronti di Putin, bensì per aver espresso comprensione verso la politica russa in Cecenia senza peraltro manifestare la minima preoccupazione di fronte all’affare Jukos’ e alla relativa inchiesta che si andavano   profilando all’orizzonte. Oltre a ciò, il premier italiano ha promesso in tutte le occasioni possibili ed immaginabili di impegnarsi per un ingresso “rapido ed operativo” della Russia nella NATO, nel WTO e persino nella Comunità Europea.
Eppure riguardo a questi rapporti improntati al massimo della cortesia esiste anche un altro punto di vista. Savik Schuster, conduttore della popolare trasmissione televisiva “Svoboda slova” (lett. “Libertà di parola”), in un’intervista al giornale “Izvestija” ha dichiarato:
“I giornali italiani non manifestano un grande interesse nei confronti della Russia... Putin e Berlusconi sono tanto amici, eppure le reti televisive di cui quest’ultimo è proprietario non mantengono corrispondenti stabili a Mosca. Lo trovo un fatto a suo modo assai eloquente”.
In effetti, i tratti della figura del Cavaliere più spesso rilevati dai mezzi d’informazione sono  l’esuberanza, la maniera diretta di parlare, un certo sentimentalismo: che Berlusconi scriva canzoni d’amore e le esegua lui stesso, è cosa di cui molti nostri connazionali sono al corrente.
A questo proposito sorge spontaneo il raffronto con un noto politico russo, Vladimir Zirinovskij. Il suo partito si definisce liberal-democratico ma di fatto è una formazione di destra abbastanza estrema. Alle ultime elezioni ha raccolto moltissimi consensi... Anche Zirinovskij se la canta e se la suona, anche lui incide dischi: a dispetto di ciò, egli ha fama di uomo politico fra i più chiacchierati del paese. Ha spadroneggiato in lungo e in largo durante gli show preelettorali. Lo segue un pubblico mediamente qualunquista, non acculturato, condizionato dalla televisione. Sono persone che hanno una conoscenza sommaria delle faccende politiche, a loro non importa nulla che Zirinovskij passi da uno scandalo all’altro, semmai questo accresce la stima che nutrono nei suoi confronti...
Una cosa simile, forse, avviene anche  nei confronti di Berlusconi. Per quanto ciò possa apparire paradossale, gli scandali legati al suo nome rafforzano la sua immagine in Russia. Le sue sortite spesso impregnate di demagogia trovano d’accordo una bella fetta di popolazione. Basta vedere le sue ultime dichiarazioni sulla legittimità dell’evasione fiscale o quelle sui magistrati. O ancora lo scandalo dell’Europarlamento, quando il nostro uomo consigliò ad un deputato tedesco di recitare in un film sui campi di concentramento nel ruolo di kapò... Per molti son cose di cui sorridere: magari non le si approva, ma neppure le si stigmatizza, e questo per lui è  già una vittoria...
C’è poi l’immagine, anch’essa facilmente riconoscibile, dell’appassionato di calcio, del presidente di una squadra – il Milan – fra le più blasonate a livello mondiale. “Il calcio è ormai diventato uno dei trampolini di lancio più efficaci per chi vuol buttarsi in politica”: così ha dichiarato Giovanni Bensi in un’intervista alla ‘Nezavisimaja gazeta’ dell’8 dicembre 2003. I politici russi non hanno ancora sfruttato sino in fondo la carta dello sport in genere e del football in particolare: forse anche perché il calcio da noi non è così popolare come in Italia. Ma presto o tardi capiterà anche da noi che qualcuno si faccia un nome in politica anche per il fatto che si occupa di sport ad altissimo livello...
Da un altro punto di vista non può invece non suscitare simpatia l’immagine del premier italiano descritta sulle pagine delle ‘Moskovskie novosti’ dal corrispondente  del giornale che si incontrò con Berlusconi presso la base aerea di Pratica di Mare (correva l’anno 2002). Il giornalista rivelò un  Berlusconi che allora era ancora poco noto in Russia. “Un uomo appena sceso dall’automobile si dirige verso la stampa, stringe le mani a tutti quanti, sorride, gesticola e dice qualcosa.  Chiedo informazioni ad un collega, capisco che si tratta di Berlusconi”.

Più tardi, al momento della foto di gruppo con gli altri capi di governo, egli sarà ancora più gentile con fotografi e cineoperatori : “ Bush prova ad andarsene ma il padrone di casa glielo impedisce e gli ricorda che anche i fotografi devono campare. Alla fine il premier italiano trascina letteralmente indietro Putin e Bush, li costringe a mettersi nuovamente in posa”.
Poche parole sufficienti a tratteggiare la figura di un personaggio disponibile e sorridente, che non si preoccupa solo dei suoi altolocati ospiti, bensì anche di chi deve svolgere il proprio quotidiano lavoro.
Pubblicità? Forse che sì, forse che no... Non di rado la stampa descrive Berlusconi   come una specie di oligarca, un re dei mass-media, invischiato nella corruzione e soprattutto con uno o più processi in corso nei quali riveste il ruolo dell’imputato. Forse in altre nazioni europee ciò potrebbe riflettersi negativamente sull’immagine del politico in questione: in Russia sicuramente no.
Negli ultimi anni la Russia si è abituata e agli oligarchi e alla corruzione, quasi che questa fosse la nostra condizione naturale. Un magnate, un oligarca o anche solo un uomo d’affari particolarmente fortunato vengon guardati con occhio sospetto: hanno evaso il fisco? O corrotto i giudici? In effetti accumulare legalmente patrimoni miliardari in tempi brevi in un paese come il nostro è davvero quasi impossibile.

(Photo of Aleksey Sazonov ‘Moskovskie novosti’ )

Nella Russia i ricchi non sono in genere molto amati. Contradditoriamente con questo,  si guarda però con rassegnazione ai fenomeni di illegalità fiscale e non solo: si giustifica il tutto con le tasse troppo alte e il mal funzionamento delle leggi. E comunque in definitiva nel nostro paese i potenti son considerati persone da rispettarsi, volenti o nolenti...
Il fatto che Berlusconi si trovi sotto inchiesta,  che un procedimento giudiziario sia attualmente in atto nei suoi confronti suscita perplessità nelle nostre menti di russi: ma non è una perplessità di stampo morale, che riguardi il potere e il modo in cui lo si gestisce.  Al contrario, si tratta di una perplessità legata al fatto in sé: da noi infatti non esistono giudici coraggiosi e indipendenti da pensare (anche solo pensare!) alla corruzione nelle alte sfere...
Non vorremmo qui approfondire il tema della democrazia. Sulle pagine centrali dei quotidiani italiani compaiono spesso vignette e caricature assai mordaci nei confronti del premier, i telespettatori italiani a suo tempo s’indignarono “per il congelamento della trasmissione di Sabina Guzzanti, attrice comica e satirica” (‘Izvestija’). In effetti solo una parte del programma potè andare in onda sul canale nazionale, presumibilmente perché non gradito al presidente del consiglio. L’attrice e i suoi sostenitori hanno esplicitamente parlato di “libertà d’espressione messa a rischio in Italia”. Difficile dare un giudizio da qui: ma certo il solo sentir parlare di una trasmissione di satira sulle reti nazionali e di vignette umoristiche sui giornali ci ricorda che da noi, dopo un breve periodo di libertà, già tutto questo non è più possibile e la nostra neonata (e quanto sospirata!) democrazia ha presto perso per strada uno dei suoi attributi fondamentali: la libertà di potersi esprimere criticamente nei confronti del potere.
Ed infine, l’immagine di Berlusconi che esce dai nostri mezzi d’informazione è quella di un politico volitivo che non ci sta a giocare un ruolo subalterno nell’Unione Europea dove Francia e Germania tendono ad esercitare una sorta di predominio. Per raggiungere tale scopo il premier italiano cerca in tutti i modi di rafforzare la collaborazione e i legami reciproci con gli altri paesi e con la Russia in particolare. Della sua aspirazione in tal senso testimonia la reazione negativa di Berlusconi all’incontro tenutosi a Berlino fra i rappresentanti di Francia, Germania e Gran Bretagna. Il primo ministro italiano ha definito tale summit  “un direttorio” nonché, più prosaicamente, “ un solenne casino”.
Riassumendo, l’immagine del premier italiano che emerge dalle colonne dei giornali russi è altamente contraddittoria. Da un lato, uomo politico descritto come stravagante, provocatorio, implicato in decine di storie di corruzione. Dall’altro, personaggio simpatico e dotato d’intelligenza, caloroso e al quale “nulla di ciò che è umano è estraneo, né l’amore né l’amicizia, né l’ira o l’odio, capace di errori ma anche di scusarsi in pubblico dei suoi sbagli”. Col nostro articolo, noi non abbiamo peraltro inteso dare un’immagine univoca del personaggio in questione, né appioppargli etichette di nessun tipo. Non era nostra intenzione esser categorici e dare giudizi affrettati... Ci premeva unicamente mostrare come l’Italia ed in particolare il suo premier siano motivi d’interesse per i russi, non solo per i giornalisti ma anche per il semplice uomo della strada.

                                                             Ljudmila Korotkova
Traduzione italiana di Gianni Piovano.

Approfondimenti: 

dall'Izvestia, 1.4.2004 - "La berlusconite di Silvio Berlusconi" , traduzione di Luigi Novelli (testo originale in russo).

   

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