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Pericolose equivalenze |
La letteratura russa sarebbe tornata ad essere grande
Secondo Victor Erofeev(*) la letteratura russa sarebbe finalmente rientrata,
nellultimo decennio, nel novero della grande letteratura mondiale e del mondo
civilizzato.
Certo ognuno può avere i suoi gusti e avere la sua personale visione della letteratura.
Ma quello che mi ha colpito delle parole di Erofeev, intervistato dalla radio italiana, è
lidea che esse trasmettono, lequivalenza che esse richiamano: libertà
politica = libertà creativa = buona letteratura.
Probabilmente la Cvetaeva, lAchmatova fino ad arrivare a Brodskij, in assoluto fra i
più grandi poeti del Novecento, devono essere un errore; forse leccezione che
conferma la regola di Victor Erofeev.
Se per la poesia leccezione è lampante durante gli anni
sovietici sono stati scritti tra i più bei versi della poesia di tutti i tempi- , per la
prosa la grandezza delle eccezioni è meno universale: Platonov, Bulgakov,
Pilnjak sono grandi scrittori la cui grandezza è più temporale, legata
strettamente allepoca e al luogo in cui vissero. Ma pur sempre difficili da
eguagliare. Tranne evidentemente per Erofeev e i suoi 15 compagni di
stradadi cui sotto.
Erofeev , infatti ,continua dicendo che il rapporto scrittori-società in Russia si
è fatto oggi più adeguato alla realtà. Prima lUnione degli scrittori di fatto
manteneva migliaia di sostanziali nullità, sponsorizzando qualsiasi loro pubblicazione
,ora gli scrittori che in Russia vivono dei loro libri non saranno più di 15-20,
come negli altri paesi.
In questo caso facciamo ancora un passo in avanti nelle equivalenze che Erofeev
suggerisce: il libero mercato di per sé fa emergere gli scrittori migliori, quelli che,
pensa Erofeev, hanno diritto a vivere del proprio lavoro.
Beh, se le cose stanno così, cè poco da stare allegri per chi ama la letteratura.
E quella russa in particolare. Ma forse non cè di che stupirsi. Il mercato in
Russia sta portando allo scoperto gli scrittori più capaci, più bravi, più dotati di
talento a
cogliere il richiamo del successo. Quello della musa ispiratrice
appartiene ormai al passato.
(*) Viktor Erofeev, scrittore russo nato nel 1947, figlio di un brillante diplomatico
sovietico, ha raggiunto la notorietà internazionale con il romanzo "La bella di
Mosca", scritto nel 1980. Sugli scaffali delle librerie da pochi mesi è inoltre
disponibile un'antologia di scrittori russi contemporanei da lui curata dal titolo "I
fiori del male russi ", pubblicata dalla casa editrice Voland.