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COME LA PROVINCIA RUSSA
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- Ma se è uno psicopatico! Basta sentirlo parlare...
Mica discute: sa solo aggredire e offendere. Per lui son tutti o vigliacchi o banditi.
Nelle trasmissioni in diretta si esprime proprio così, vuole creare trambusto davanti
alle telecamere. E una specie di invasato.
- Zirinovskij? No, quello non è un pazzo. Al contrario
è una persona più che intelligente, e ha le idee chiare. Sembra eccessivo ma in realtà
controlla ogni sua parola. E comunque per
fingersi pazzi bisogna avere la testa fine...
Sono brani di un dialogo fra
colleghi che ho potuto ascoltare sul lavoro, durante la pausa-mensa. Proprio di lui si
parlava: Vladimir Zirinovskij, leader di un noto partito politico e personaggio fra i più
discussi dell arena politica russa. Larma che egli usa è esclusivamente
quella della provocazione, le argomentazioni e il ragionamento non contano nulla: il
rivale politico va calpestato e basta. A qualsiasi dibattito, televisivo o no, Zirinovskij
si presenta sempre nello stesso modo: isterico e aggressivo. Tutto gli è permesso:
imporsi fisicamente, gettare un bicchier dacqua in faccia allavversario
perché è un vigliacco e un bandito. Nessuno lo argina in nulla, e lui può
raggiungere il suo scopo. Così, allultima tribuna politica trasmessa dalla
televisione lunedì scorso, Vladimir Zirinovskij si è trovato da solo. Nessuno degli altri politici invitati si è
presentato davanti alle telecamere. In assoluto non è che lo temessero: però avevano
paura di perdere la loro credibilità nel confronto sbilanciato con lui, non volevano
scendere al suo livello, al livello del pagliaccio che sbraita nel mercato...
In queste giornate che precedono le elezioni in Russia, gli uomini
politici hanno provato ad evidenziare talune problematiche agli occhi degli elettori nel
tentativo di ravvivare un dibattito tendenzialmente sonnacchioso e senza acuti.
La verità è che negli ultimi anni, grazie anche alleffetto
narcotizzante della TV dintrattenimento, la vita politica del paese si è come
immobilizzata. Degli avvenimenti ceceni si parla sempre meno. Si sa che la Cecenia esiste,
ma è come se fosse molto lontana, e in ogni caso dicono - ora tutto va bene,
laggiù
Sullarresto di Chodorkovskij ci si è soffermati poco e male. I
mezzi dinformazione o hanno taciuto o hanno parlato a senso unico. A questo punto
niente da stupirsi se il 50% dei russi ha segretamente gioito del fatto che una delle
persone più ricche del paese fosse finita dietro le sbarre... E non ci si è domandati
perché avessero sbattuto in carcere proprio lui e a che cosa potrebbe condurre tutto
questo. Alcuni importanti imprenditori e uomini daffari hanno provato a dire la loro
sullargomento, ma lo hanno fatto a voce bassa, come chi ha paura. Nessuno vuole
finire in gabbia, e vivere piace a tutti quanti...
Negli ultimi tempi poi sono praticamente scomparsi dagli schermi televisivi i
leaders dei più grandi partiti di opposizione, come Jabloko (la Mela) e lUnione
delle Forze di Destra. Uno dei tre canali principali della televisione li ha ancora
ospitati qualche volta, gli altri due praticamente non più (da rilevare che in Russia il
90% della popolazione ha accesso solo a tre, quattro, massimo cinque canali).
Con le elezioni sono ricomparsi alla TV alcuni personaggi ormai dimenticati che militavano
nei partiti di centro-destra...
E dinuovo negli uffici, sui luoghi di lavoro, a casa mentre si
spadella, in tram e sul metro si è ripreso a parlare di politica, e si son riudite le
sempiterne domande che noi russi ben conosciamo: la colpa di chi è? Che fare? Le
discussioni però sono fiacche, prive di entusiasmo, di grinta: come se non si sapesse in
chi e in che cosa sperare...
In vista delle elezioni, sembra alquanto scemata anche la
popolarità dei comunisti, una delle più importanti forze politiche del paese. Sono stati
accusati di essere in combutta con gli oligarchi russi in Gran Bretagna, e di altro
ancora: e tutto questo ha avuto il suo peso negativo. Negli ultimi dieci anni la gente si
è allontanata progressivamente dal partito comunista. Nessuno ormai crede più che si
possa tornare indietro, al socialismo delle vecchie generazioni, quando a tutti era
garantito un pezzo di pane, magari il burro, anche se... senza caviale. Forse stavolta gli
anziani daranno la loro preferenza al gruppo di
Nonostante le molteplici, catastrofiche esperienze e a dispetto del
fatto che un quarto della popolazione russa viva sotto la soglia della povertà, molti di
noi credono ancora nel miracolo dellarricchimento istantaneo!...
Unaltra stupefacente caratteristica delluomo russo è la sua indistruttibile fiducia nello zar buono. Sembra quasi una specie di tara ereditaria che si tramanda di generazione in generazione. Eccone alcuni esempi, riportati alla lettera:
Su un autobus, unanziana donna sta conversando con un compagno di viaggio.
Improvvisamente si mette a piangere e sbotta: Sono nata attorno agli Anni
Trenta, e cera la fame. Presto mi toccherà morire, e cè ancora la fame. La
mia pensione è di cinquecento rubli (meno di venti dollari, N.d.A.), dimmi come ci si
può campare... La conversazione
fra i due prosegue ancora per un po, e si conclude nella maniera seguente: I
colpevoli di tutto sono Michail Sergeevic Gorbacev e Eltsin. Invece il presidente di
adesso... lui sì che è uno in gamba!
Un altro esempio. Chiacchiere fra colleghi di lavoro a proposito
dellaffare Jukos:
- Ma a chi serviva sbatter dentro Chodorkovskij?
- Come a chi? Ma ai deputati, no?
- Perché ai deputati?
- Li han pagati gli americani. Gli americani volevano comprarsi una compagnia russa.
- No, è assurdo. Però dimmi: se questo fosse vero perché lo stato lo ha permesso? Che
faceva il presidente?
- Ma che centra qui il presidente? Lui è un uomo per bene: sono gli americani che
sono cattivi...
Come fanno i russi a pensare così, che logica è mai questa? Forse
la televisione sta cominciando la sua opera di persuasione di massa? Ho sentito un uomo di
cultura superiore alla media, tecnico altamente qualifificato pronunciare in tutta
sincerità le seguenti parole: Il nostro presidente non ha alcuna colpa per ciò che
accade nel paese. Sono le persone che lo circondano a fornirgli indicazioni inesatte. Lui
che cosa potrebbe fare, da solo?
Avendo perfettamente compreso la caratteristica di fondo delluomo russo, il partito attualmente al
potere sè così subito dotato di un unico slogan: Stiamo col
presidente!. Alla gente ciò è sufficiente per sceglierlo, per votarlo. Anche in
questo caso il partito al governo (a differenza delle altre forze politiche) sfrutta alcune agevolazioni di
carattere amministrativo: può per esempio farsi gratuitamente pubblicità in televisione.
Così, quasi come per caso, i dirigenti della compagine governativa
compaiono nella fascia oraria di massimo ascolto sul principale canale televisivo.
Festeggiano lultima vittoria della squadra russa nelle qualificazioni per il
campionato europeo. In Russia il calcio è assai seguito: ed ecco che nella mente dei
telespettatori si sovrappongono la vittoria della formazione russa e quella del partito di
governo alle elezioni. Eppure apparentemente non si tratta di propaganda, sono
trasmissioni in cui si parla di sport e non di politica...
Se i politici siano riusciti a ravvivare linteresse dei russi
nei confronti della competizione elettorale, oggi come oggi è difficile a dirsi. Chissà
se davvero andranno in molti a votare... Presumibilmente si recheranno alle urne quelli
che non se la passano troppo male: tutti gli altri rappresentano una vera e propria
incognita. Nellazienda dove lavoro,
tanto per fare un esempio (unimpresa di medie proporzioni in una città di provincia
nel cuore della Russia), i colleghi parlano volentieri di elezioni ma non hanno voglia di
andare a votare. Ognuno adduce le sue motivazioni, ma di fondo la causa è una sola: non
gli va perché non credono che qualcosa possa davvero cambiare. Chi ci credeva fino alla
volta scorsa, adesso ha smesso di credervi.
In realtà non sono comparsi allorizzonte (forse non hanno
potuto) nuovi candidati, personalità di spicco degne di una particolare attenzione.
Lidea che la gente ha dei politici rimane sempre la stessa: intraprendono quella
strada allunico scopo di arricchirsi, e del popolo se ne fregano altamente. Forse
soltanto il presidente appare oggi in credito di fiducia presso la pubblica opinione: ma
su cosa si fondi tutto questo, a parte linfatuazione ingenua dei russi verso lo
zar-padre, davvero non è facile a comprendersi.
Per dovere di obiettività aggiungerò che in unaltra azienda a
me nota (più grande, dove gli stipendi sono più alti e migliori le prospettive) molti
pensano di recarsi alle urne ma in compenso non amano parlare di politica e non se
interessano affatto
Ho concluso la mia piccola inchiesta domandando al vicino di casa se pensava di andare a votare. Ecco la sua risposta:
Me nero proprio
dimenticato. A proposito, quando sarannno le elezioni? Domenica? Allora non ci vado. Ma se
ti capita di andarci, devi votare per il partito... non ricordo più come si chiama, ha un
nome lungo, qualcosa sugli automobilisti. Dato che le nostre strade sono orribili loro
propongono di viaggiare sui carriarmati invece che sulle auto. In effetti se guidi un tank
non ti fanno mica più paura quei poliziotti appostati come avvoltoi ad ogni curva e
pronti a multarti salato alla prima infrazione!
Lo spot di questo partito è
spassosissimo, non so se ti è capitato di vederlo. Cè uno su un carroarmato che
savvicina al poliziotto di turno e gli dice: Basta: fine della fiera.
Chiaro che è una cosa da ridere, ma cè un bel po di verità dietro
lumorismo di facciata
Ecco, questo è il partito che fa per me: lo voterei
proprio se andassi a votare
(traduzione dal russo di Gianni Piovano)
Approfondimenti:
un articolo di Giulietto Chiesa tratto dalla rivista "Megachip", Novembre 2003.